12/12/2025
Tra una convention e l’altra, ho buttato un occhio al test di Fisica per entrare a Medicina...e guardando le discussioni sul famoso semestre filtro di Medicina…mi chiedo: filtro di cosa, esattamente?
Perché se c’è una cosa chiara è che non sta filtrando i capaci.
Sta filtrando… la pazienza.
Di studenti, docenti e perfino dei neutrini che ci attraversano mentre ne parliamo.
La verità è molto meno epica delle polemiche:
non esiste nessun mostro chiamato “fisica”.
Esiste solo la fisica che non si studia.
Parliamo di concetti elementari, la grammatica del mondo fisico:
pressioni, portate, gradienti, flussi, logaritmi, densità, forze.
La roba che manda avanti il sangue, non i quiz.
E invece sembra tutto un grande teatro dove si combatte contro un “semestre filtro” immaginario, come se fosse un cattivo della Marvel.
Ma non è un cattivo: è un promemoria.
Il semestre filtro non dice:
“Voglio vederti soffrire.”
Dice:
“Vuoi entrare a Medicina?
Perfetto.
Allora inizia a capire come funziona l’universo in cui vive il corpo umano.”
Perché un medico che non sa come scorre un fluido…
come si propaga un suono…
come si trasmette energia…
non è un medico: è un improvvisato.
Il punto non è la difficoltà.
Il punto è che bisogna studiare.
E questo, sì, filtra davvero.
Possiamo passare anni a discutere del semestre filtro.
Oppure possiamo accettare che il filtro più spietato di tutti è la realtà:
quella che non aspetta il secondo appello,
non dà suggerimenti,
non accetta risposte a crocette.
Perché puoi sfuggire a un test.
Puoi lamentarti di un semestre.
Ma quando sei in reparto, davanti a un flusso sanguigno turbolento…
Reynolds lo devi sapere, tu puoi averlo evitato o copiare la risposta per passare il test, ma lui non evita te.