02/06/2026
Celebrato a Pozzallo l'ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Ieri sera abbiamo celebrato insieme a tanti Cittadini, a tanti giovani musicisti, la Festa della Repubblica.
Una bellissima serata , una festa di popolo, per il popolo.
La nostra festa, la festa degli italiani …
In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana si è tenuto a Pozzallo, nel salone parrocchiale della Chiesa di San Giovanni Battista, un concerto per la pace.
A conclusione del concerto, nella stessa Chiesa, è stata celebrata un’eucarestia per la pace e le vittime di tutte le guerre.
Il 2 giugno di ottanta fa anni gli italiani furono chiamati a votare per scegliere la forma istituzionale dello Stato. Tutto ciò avveniva dopo un complesso periodo di transizione segnato dalle azioni di movimenti e partiti antifascisti e dall’avanzata degli alleati in un Paese diviso e devastato dalla guerra.
Gli italiani, e per la prima volta le italiane, furono chiamati alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia e per eleggere i deputati dell’Assemblea Costituente a cui spetto il compito di redigere la nuova carta costituzionale.
Con il Decreto Legislativo n. 23 del 1° febbraio 1945 era stato concesso alle donne il suffragio attivo. Il suffragio universale si esercitò per la prima volta alle elezioni amministrative del 10 marzo 1946 e al Referendum istituzionale del 2 giugno 1946.
Due date storiche, importanti che ha segnato il cammino verso l’emancipazione delle donne.
Tra i padri costituenti, tra i padri nobili della nostra Repubblica, ricordiamo Giorgio La Pira, che contribuì a scrivere la Carta Costituzionale difendendo con forza la centralità della persona umana e il valore del lavoro.
Alcuni articoli Costituzione portano la sua firma, in particolare quelli sulla dignità della persona, sul rapporto tra Stato e chiesa e quello in base al quale l’Italia ripudia la guerra.
Il concerto è stato organizzato e dalla Sezione Sicilia dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, dal Club per l’Unesco di Pozzallo, dall’Associazione per la gioventù Giorgio La Pira in collaborazione con la Parrocchia San Giovanni Battista.
Gli organizzatori hanno fatto proprio quanto affermava Giorgio La Pira a proposito della musica, “ La musica è la lingua universale della pace “ e una parte del Messaggio di fine anno agli italiani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella:
" Siamo chiamati a consolidare e sviluppare le ragioni poste dalla Costituzione alla base della comunità nazionale. È un'impresa che si trasmette da una generazione all'altra. Perché la speranza non può tradursi soltanto in attesa inoperosa.
La speranza siamo noi. Il nostro impegno. La nostra libertà. Le nostre scelte. “
Aver celebrato l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica in una chiesa potrebbe apparire ad alcuni inopportuno, ma durante la celebrazione eucaristica don Carmelo Morana, citando quelli che don Lorenzo Milani considerava i due pilastri dell’educazione, ha affermato: questo è momento di riflessione diventi un impegno per tenere in una mano il Vangelo e nell'altra la Costituzione, le due bussole che illuminano la vita di tutti noi.
Il concerto è stato aperto con l’esecuzione dell’Inno Nazionale da parte del baritono Salvatore Alcaras e della pianista Antonella Vindigni. Il duo ha allietato la serata con altri brani dell’Ottocento appartenenti alla tradizione popolare italiana.
A seguire l’esibizione di giovani talenti allievi dell’Accademia Musica e Parole di Pozzallo, della professoressa Vindigni. A seguire l'esibizione deglli allievi del professor Lino Gatto e del professor Giorgio Nigro.
Per l’Accademia Musica e parole si sono esibiti, al pianoforte, Viola Sudano, Giovanni Milana e Giada Amore.
Un ‘allieva del prof. Nigro si è esibita suonando un brano con il clarinetto.
Ad esibirsi con la chitarra, gli allievi del professor Lino Gatto: Jacopo Pantano, Matteo Leggio, Gaia Tebaldi, Sofia Maltese.
Ai giovani talenti musicali è stato fatto l’augurio per una brillante carriera e l’invito a essere, attraverso la loro arte, testimoni di pace ed infine l’invito a fare loro la frase di Giorgio: “ La musica è la lingua universale della pace “.