14/05/2026
Buone notizie in merito alla vertenza sull'impianto di San Sago (CS)! Maggiori dettagli nel comunicato del Comitato per la Difesa del Fiume Noce 👇
Il Comune di Tortora, il Comitato per la Difesa del Fiume Noce e decine di amministrazioni locali dell’Alto Tirreno cosentino, del Lagonegrese e del Cilento hanno ottenuto quello che, fino a pochi mesi fa, appariva un obiettivo quasi irraggiungibile: l’apertura ufficiale del procedimento di riesame della V.Inc.A. relativa all’impianto di trattamento rifiuti di San Sago.
Si tratta di un passaggio storico, destinato a segnare un prima e un dopo nella lunga vicenda ambientale che coinvolge il Fiume Noce, il Golfo di Policastro e l’intero ecosistema costiero tra Maratea, Pollica e Diamante. Per la prima volta, le istituzioni hanno preso atto formalmente che il quadro ambientale e normativo del territorio è profondamente cambiato rispetto al 2021, anno in cui fu rilasciata la precedente Valutazione di Incidenza Ambientale.
La svolta arriva al termine di un’azione politica, amministrativa e tecnica costruita con determinazione e continuità. Il momento decisivo si è registrato il 2 febbraio 2026, quando il Sindaco di Tortora, insieme al Presidente del Comitato per la Difesa del Fiume Noce e ai Sindaci del comprensorio, ha depositato un’istanza supportata da elementi tecnici sopravvenuti e da una mobilitazione istituzionale senza precedenti. Un asse territoriale ampio e compatto che ha unito Calabria, Basilicata e Campania in difesa di un patrimonio ambientale condiviso.
La pressione istituzionale ha prodotto un primo effetto concreto il 13 marzo 2026, con la convocazione da parte della Regione Basilicata di un Tavolo Tecnico Istruttorio Interregionale. Durante la seduta del 26 marzo, il Comitato ha depositato una memoria tecnica dettagliata, mettendo nero su bianco criticità ambientali, mutamenti ecosistemici e nuovi vincoli normativi emersi negli ultimi anni.
Il verbale del Tavolo Tecnico del 17 aprile 2026 rappresenta, oggi, il documento chiave di questa battaglia. Non più soltanto richieste politiche o denunce territoriali, ma l’avvio di un iter amministrativo ufficiale che apre la strada al riesame della V.Inc.A..
Nel corso della riunione, coordinata dalla Direzione Generale Ambiente della Regione Basilicata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è stata, innanzitutto, riconosciuta la necessità di accertare le attuali condizioni ambientali dell’area, considerata presupposto imprescindibile per qualsiasi riesame autorizzativo. Un passaggio fondamentale che certifica come non sia più possibile valutare il territorio con parametri risalenti a cinque anni fa.
Sono stati, inoltre, evidenziati i nuovi strumenti di tutela intervenuti dal 2021 a oggi, tra cui l’aggiornamento degli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000 e il rafforzamento del sistema delle aree marine protette del Golfo di Policastro.
Sul piano scientifico, il Tavolo ha preso atto della necessità di approfondire il monitoraggio di habitat e specie prioritarie, tra cui la Lutra lutra e l’habitat 3280, oltre alla presenza nel Golfo di specie bioindicatrici di assoluto valore ecologico come la Caretta caretta e la Monachus monachus.
Altro elemento centrale emerso dal confronto è il ruolo affidato a ISPRA, indicata come soggetto tecnico-scientifico di riferimento per garantire monitoraggi indipendenti, rigorosi e basati su analisi idrodinamiche e biogeochimiche di alto profilo.
Ma il dato politico più rilevante è probabilmente un altro: la nascita di una vera governance interregionale del bacino del Noce. Un modello istituzionale che supera i confini amministrativi e riconosce finalmente l’unità ecologica del territorio. In questo quadro, la Regione Calabria ha già confermato la disponibilità di ARPACal a collaborare nelle attività di controllo e monitoraggio ambientale.
L’apertura del procedimento di riesame rappresenta, oggi, una vittoria concreta delle istituzioni locali, dei tecnici, delle associazioni e delle comunità che in questi anni hanno rifiutato l’idea che la tutela ambientale fosse subordinata a logiche burocratiche o interessi privati.
Il Comune di Tortora, il Comitato per la Difesa del Fiume Noce e i Sindaci firmatari hanno già annunciato che continueranno a seguire ogni fase istruttoria affinché il procedimento si svolga nel rispetto del principio di precauzione, della trasparenza scientifica e della piena tutela di uno dei territori più delicati e strategici del Mezzogiorno.
Comuni firmatari
Comuni del Lagonegrese:
Comune di Maratea, Comune di Trecchina, Comune di Nemoli, Comune di Rivello, Comune di Lagonegro.
Comuni Dell’Alto Tirreno Cosentino:
Comune di Tortora, Comune di Aieta, Comune di Praia a Mare, Comune di San Nicola Arcella, Comune di Scalea, Santa Maria del Cedro, Grisolia, Diamante.
Comuni del Cilento Sud aderenti alla “Convenzione tra i Comuni di per la definizione e l’implementazione del Masterplan Cilento Sud e delle ulteriori azioni di sistema – ex art. 30 del TUEL”:
Comune di Ascea, Comune di Camerota, Comune di Castel Velino, Comune di Centola, Comune di Ispani, Comune di Montecorice, Comune di Pisciotta, Comune di Pollica, Comune di San Mauro Cilento, Comune di San Giovanni a Piro, Comune di Santa Marina, Comune di Sapri.
Comitato per la Difesa del Fiume Noce