31/08/2026
Stamattina scopriamo con un certo sgomento che oggi, ultimo giorno di agosto, la
nostra città accoglierà nel suo centro storico una “manifestazione” aperta alla
cittadinanza tutta organizzata da Forza Nuova (in realtà nel mito della Forza che gli
adepti a questa formazione propugnano di nuovo non c’è assolutamente niente, anzi,
è una copia conforme di quello incarnato da nazisti e fascisti di cento anni fa).
Costoro arriveranno con le loro tetre magliette nere a “marciare” su Potenza con lo
scopo nobile di rassicurare la popolazione, a loro dire minacciata da nemici
insidiosissimi, forti di uno slogan che la dice tutta sulla natura reale di queste nobili
intenzioni. Lo slogan recita: “Se ci siamo noi, non ci sono loro” e tanto deve bastare
per far sentire “al sicuro” tutta la smarrita e tremebonda popolazione potentina che
riuscirà grazie alle azioni punitive di questi novelli squadristi a liberarsi per sempre di
“loro”, di questa imprecisata masnada di disturbatori di tutti i tipi.
Potremmo silurare questa squallida dimostrazione di forti muscoli fascisti
semplicemente voltandoci disgustate dall’altra parte e ignorarli. Tutto quello che
questi “rassicuranti” soggetti rappresentano ci è estraneo e lontano anni luce dal
nostro orizzonte. L’antifascismo è il faro da cui si muovono tutte le nostre
rivendicazioni antimilitariste, antigerarchiche e antipatriarcali. Dunque lo potremmo
fare, forse addirittura dovremmo, per non consegnare troppa rilevanza a questo
evento. Ma troppo spesso il silenzio, per quanto sdegnoso e nobile, può essere
scambiato per acquiescenza, addirittura per tolleranza. E invece noi vogliamo essere
chiare e nette nella nostra posizione. Non vogliamo avere niente a che fare con la
sicurezza dei manganelli, con il razzismo, il sessismo, l’intolleranza verso tutto ciò
che disturba il sonno e mai le coscienze dei “duri e puri”. La sicurezza per noi non
significa creare una lista dei nemici e organizzarsi per cacciarli e sconfiggerli tutti;
per noi la sicurezza è principalmente la pace, il rifiuto delle armi e della prepotenza, è
la giustizia, la parità, l’ospitalità, la coesione, la condivisione dei beni e delle risorse.
È uscire dalla precarietà costante che marginalizza e isola, è una città aperta e
inclusiva, che sa essere solidale e generosa con tutti e non fa sentire solo nessuno, e
che soprattutto non ha paura. Questi signori vogliono prima di tutto farci vivere nella
paura di una costante minaccia, vogliono che stiamo chiusi nelle nostre case a
diffidare di tutto e tutti, vogliono “pensarci loro” al nostro benessere cullandoci in
una pigrizia assuefatta a ogni orrore, purché si compia fuori. E pensiamoci noi,
invece, al nostro benessere: rivendichiamo il diritto a una cittadinanza consapevole,
torniamo a occupare tutti gli spazi della città, a creare reti e ponti, a conoscere chi ci
vive vicino, addirittura a sorridergli. Respingiamo questa politica dell’odio e della
paura che ci rende meschini e pusillanimi. È sempre la solita vecchia storia della
sicurezza, è la stessa logica che regge le guerre di tutto il mondo, il genocidio,
l’occupazione militare, l’odio sociale. È davvero ora di dire basta. Rimandiamoli a
casa questi oscuri personaggi nerovestiti con il braccio teso. Sono vecchi, muffosi,
retrogradi, non abbiamo niente da imparare da loro, non hanno niente di nuovo da
darci, e niente, ma proprio niente di bello.
Adriana Salvia
Libera Università delle Donne di Basilicata