31/07/2026
«Il nostro petrolio è l’agroalimentare». Così scrivevano contadini e pastori nel 2014 contro le trivellazioni che sottraevano suolo all’agricoltura. E avevano ragione perché, dal pane di Matera ai peperoni cruschi, la Basilicata è terra ricca di tradizioni gastronomiche.
Il nostro viaggio per l’Italia in cucina oggi ci porta in una terra che – a dispetto dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle battute scontate e delle facili ilarità – è straordinaria.
Caposaldo dell’economia lucana resta l’agricoltura: la val d’Agri, la piana di Metaponto, il Vulture sono solo alcuni dei luoghi dove nascono i prodotti più pregiati del territorio, come l’uva aglianico che dà il celebre vino omonimo, i cereali, l’olivo. Non va tuttavia dimenticata l’importanza avuta dalla pastorizia.
Proprio la pratica della transumanza ha consentito alla Basilicata di sviluppare tradizioni gastronomiche particolarmente interessanti, che acquisiscono e innovano prodotti e tecniche dei vicini territori campani e pugliesi.
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La ricetta è tratta da “L’Italia in cucina”, il volume di Slow Food Editore che, per tutto il 2026, è associato alla tessera Slow Food.
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Slow Food Basilicata