FIt-CIsl di Basilicata Segreteria Regionale

FIt-CIsl di Basilicata Segreteria Regionale Pagina Ufficiale della FIT-CISL di Basilicata. Un modo nuovo per comunicare con i lavoratori del Trasporto.

COMUNICATO STAMPATRASPORTO PUBBLICO MATERA: LA FIT-CISL ESPRIME GRANDE SODDISFAZIONE PER LA PROROGA SINO AL 31 DICEMBRE ...
18/06/2026

COMUNICATO STAMPA
TRASPORTO PUBBLICO MATERA: LA FIT-CISL ESPRIME GRANDE SODDISFAZIONE PER LA PROROGA SINO AL 31 DICEMBRE 2026. FONDAMENTALE LA SINERGIA ISTITUZIONALE PER TUTELARE SERVIZIO E OCCUPAZIONE.

La FIT-CISL di Basilicata esprime profonda soddisfazione in merito alla delibera regionale che autorizza il Comune di Matera a porre in essere i provvedimenti necessari a garantire la prosecuzione e la continuità dei servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL) comunali sino al 31 dicembre 2026.
Il provvedimento si è reso necessario per superare i complessi nodi burocratici e legali legati al subentro del nuovo gestore (Lotto 5 – Comune di Matera), a seguito dei ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che hanno inevitabilmente dilatato i tempi istruttori per il perfezionamento del nuovo contratto. La proroga tecnica permetterà al Comune di Matera di procedere in sicurezza con gli adempimenti propedeutici e consentirà all'azienda aggiudicataria il tempo congruo per organizzare il parco mezzi ed effettuare in modo fluido le procedure di passaggio di consegne e l'applicazione della clausola sociale per il personale.
Il Segretario Generale della FIT-CISL di Basilicata, Sebastiano Colucci, ha così commentato il positivo esito della vicenda:

“Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato, che mette in sicurezza un servizio essenziale per i cittadini di Matera e garantisce la serenità dei lavoratori in una fase delicata di transizione. Questo traguardo è il frutto di un lavoro di squadra straordinario e di un dialogo costante che non è mai venuto meno."

"Desidero ringraziare sentitamente l'Amministrazione Comunale di Matera, a partire dal Sindaco Nicoletti e dall'Assessore Fragasso, insieme al Dirigente Milillo, per aver colto immediatamente la gravità della situazione e aver chiesto con forza e tempestività questo provvedimento di proroga. Un ringraziamento cruciale va alla Regione Basilicata, in particolare all'Assessore Regionale Pepe e al Direttore Generale dei Trasporti e Infrastrutture Altomonte, per la sensibilità e la prontezza d'azione dimostrate. Fondamentale, inoltre, è stata la costante e autorevole vigilanza di S.E. il Prefetto di Matera, che ha seguito passo dopo passo l'intera evoluzione della vertenza."

"Le organizzazioni sindacali FIT-CISL, FILT-CGIL e UILT-UIL hanno offerto un supporto instancabile e costruttivo lungo tutto il percorso. Ora la nostra priorità assoluta si sposta sulla massima tutela del trasporto urbano di Matera: è necessario valutare con estrema attenzione l'assegnazione del servizio e tutti i risvolti che ricadranno inevitabilmente sulla qualità delle corse e sulle garanzie per l'utenza. Non faremo sconti sulla qualità, vigilando affinché il nuovo assetto risponda ai più alti standard di efficienza per la città."

TPL POTENZA: I NUMERI NON MENTONO! ZERO SCUSE PER IL COMUNE, FIRMARE SUBITO IL CONTRATTO!La FIT-CISL di Basilicata, con ...
17/06/2026

TPL POTENZA: I NUMERI NON MENTONO! ZERO SCUSE PER IL COMUNE, FIRMARE SUBITO IL CONTRATTO!
La FIT-CISL di Basilicata, con il Segretario Generale Sebastiano Colucci, blinda e appoggia in toto la nota della Regione Basilicata sul Trasporto Pubblico Locale di Potenza (Lotto 4).
I dati tecnici e contabili emersi smentiscono categoricamente ogni presunta "insostenibilità finanziaria" sbandierata dal Comune. L'intera eccedenza derivante dalla gara è a totale carico della Regione. Per le casse comunali l'impatto è pari a ZERO! ❌
Ecco i numeri reali che fanno chiarezza definitiva:
🔹 € 2.236.479,27 È l'onere complessivo annuo a carico del Comune di Potenza (di cui € 606mila per i chilometri urbani e € 1,63 milioni per la gestione delle scale mobili). Questa cifra coincide esattamente con la spesa storica. Nessun aumento, nessun extracosto!
🔹 € 5.859.921,52 È la quota mastodontica stanziata dalla Regione Basilicata per coprire il nuovo contratto.
🔹 ~ € 1.700.000,00 È l'incremento annuo generato dalla gara che viene assorbito interamente dal bilancio regionale per non gravare sul capoluogo.
"Parlare di impossibilità economica di fronte a questi dati è un controsenso matematico", dichiara Sebastiano Colucci. "La delibera non si tocca: fare marcia indietro ora esporrebbe il Comune a pesantissimi contenziosi risarcitori e, cosa ancor più grave, lascerebbe a piedi i cittadini".
I collegamenti con Tito e Pignola non intaccano il servizio urbano, e i fondi per le scale mobili sono già garantiti e integrati.
⚠️ IL TEMPO È SCADUTO. L'aggiudicazione è efficace e il subentro del nuovo gestore deve avvenire entro il termine perentorio del 1° luglio 2026.
Come FIT-CISL non accetteremo ritardi burocratici o timori infondati che mettono a rischio i lavoratori del settore e il diritto alla mobilità dei cittadini di Potenza. Il Comune firmi la convenzione e il contratto di servizio senza ulteriori indugi! ✍️🚌

🔴 IL COMUNE DI POTENZA NON PUÒ FUGGIRE DALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ: IL TRASPORTO PUBBLICO È UN DOVERE, NON UN OPTIONAL ...
16/06/2026

🔴 IL COMUNE DI POTENZA NON PUÒ FUGGIRE DALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ: IL TRASPORTO PUBBLICO È UN DOVERE, NON UN OPTIONAL DI BILANCIO!
La Segreteria Regionale della FIT-CISL di Basilicata, per il tramite del Segretario Generale Sebastiano Colucci, esprime totale sconcerto e fermissima contrarietà di fronte all'assurda retromarcia del Comune di Potenza, che ha avviato la revoca della Delibera sul Trasporto Pubblico Locale (TPL).
Un atto gravissimo che, a un passo dall'entrata in vigore del nuovo contratto (fissata per il 1° luglio 2026), rischia di far precipitare i trasporti della città capoluogo in un baratro di incertezza totale per cittadini e lavoratori.
Respingiamo con forza questo tentativo di liberarsi delle proprie funzioni amministrative e costituzionali. Le tesi del Comune non solo violano i principi del diritto, ma tentano inaccettabilmente di "scaricare" baracca e burattini sulla Regione Basilicata.
⚖️ LA FALSITÀ GIURIDICA DEL "SOGGETTO NON DELEGATO"
Il Comune sostiene di non essere responsabile perché non ha ancora siglato la Convenzione con la Regione. Un'autentica aberrazione! Il Comune di Potenza ha programmato e gestito il servizio per anni, partecipando alla gara e approvando gli schemi. Secondo la Costituzione (Art. 118) e le leggi vigenti, le funzioni del TPL urbano spettano inderogabilmente al Comune Capoluogo. Non ci si può nascondere dietro la burocrazia per sfuggire ai propri doveri!
💰 LA VERITÀ ECONOMICA: FONDI REGIONALI AUMENTATI, TAGLI COMUNALI
L'Amministrazione si lamenta dell'aumento dei costi del contratto e del caso delle scale mobili. Ma ristabiliamo la realtà dei fatti:
I fondi regionali destinati al trasporto pubblico sono complessivamente AUMENTATI.
Il deficit attuale è causato unicamente dai TAGLI indiscriminati operati dal bilancio comunale.
La quota economica mancante è il frutto di una precisa scelta politica del Comune di ridurre le proprie risorse storiche per il cofinanziamento. Ridurre la propria quota e poi colpevolizzare la Regione è pura mistificazione contabile! Inoltre, l'esito della gara era noto da tempo: usare l'autotutela per rimediare a proprie inadempienze finanziarie espone l'Ente a risarcimenti milionari.
❌ NO AI GIOCHI SULLA PELLE DI LAVORATORI E CITTADINI
La FIT-CISL lo dice chiaramente: non permetteremo che le inefficienze del bilancio comunale vengano pagate dall'utenza e dal personale del comparto. Chiedere alla Regione di subentrare nella gestione diretta dall'oggi al domani è una provocazione istituzionale irricevibile e impraticabile.
⚠️ LA DIFFIDA DELLA FIT-CISL
Invitiamo il Comune di Potenza a ritirare immediatamente la revoca e a firmare la Convenzione, assumendosi l'onere e l'onore di governare i trasporti della città. Se questa scellerata strategia del disimpegno dovesse proseguire, attiveremo immediatamente ogni tutela legale e sindacale, non escludendo la proclamazione dello stato di agitazione e il ricorso alla Corte dei Conti.

Forse qualcuno dovrebbe far presente al Sindaco Telesca che il tratto Viale dell’Unicef - Via Tammone non conta soltanto...
14/06/2026

Forse qualcuno dovrebbe far presente al Sindaco Telesca che il tratto Viale dell’Unicef - Via Tammone non conta soltanto due rampe di scale (ps ferme ne sono 3), bensì cinque in salita e cinque in discesa. Una precisione numerica e geografica che, evidentemente, sfugge a chi non si trova a usufruire quotidianamente delle nostre infrastrutture di mobilità.
Questo errore di valutazione si riflette, purtroppo, su una gestione più ampia del comparto che desta forte preoccupazione. Il Sindaco dovrebbe chiarire quale sia la reale considerazione della sua amministrazione nei confronti dei lavoratori del trasporto urbano. Ad oggi, infatti, si registra una totale assenza di segnali di comprensione o di interventi concreti volti a risolvere le problematiche del settore; criticità che, inevitabilmente, gravano proprio sulle spalle del personale in servizio.
Ripetere una narrazione distorta non serve a trasformarla in realtà. I cittadini e i lavoratori attendono risposte concrete, non imprecisioni o silenzi istituzionali.

Trasporto pubblico a Potenza fermo per fare spazio ai privati, il Segretario FIT-CISL Sebastiano Colucci denuncia la chi...
12/06/2026

Trasporto pubblico a Potenza fermo per fare spazio ai privati, il Segretario FIT-CISL Sebastiano Colucci denuncia la chiusura delle scale mobili Tammone-Unicef e attacca duramente l'Amministrazione Comunale per la mancata tutela dei lavoratori e della mobilità cittadina
POTENZA – Il panorama della mobilità urbana nella città di Potenza si appresta a subire l'ennesimo durissimo colpo a causa di una gestione del territorio che continua a privilegiare gli interessi dei privati a discapito del bene comune, come dimostra la formale decisione di sospendere totalmente l'esercizio dell'impianto meccanizzato che collega via Tammone a viale dell’Unicef a partire dal prossimo 22 giugno 2026. Questa chiusura, programmata per la durata di circa due mesi, si è resa necessaria esclusivamente per agevolare l'esecuzione di alcune opere edili da parte di un'azienda costruttrice privata, configurando uno scenario inaccettabile in cui un servizio pubblico essenziale viene interrotto per favorire un cantiere privato, scaricando l'intero peso economico e sociale della vicenda sulla cittadinanza e su sei lavoratori che da un giorno all'altro si vedono sottrarre la propria attività quotidiana e la propria serenità professionale.
Il Segretario Generale della FIT-CISL di Basilicata, Sebastiano Colucci, prende fermamente posizione contro questo provvedimento evidenziando come la temporanea soppressione di una tratta fondamentale del trasporto pubblico non possa essere liquidata come una simple interferenza di cantiere, soprattutto perché la privazione di un asse strategico della mobilità in pieno periodo estivo aggrava una situazione già strutturalmente precaria e crea un precedente pericoloso in cui l'interesse collettivo soccombe sistematicamente di fronte alle esigenze speculative dei singoli costruttori.
Sul piano strettamente sindacale e giuridico, la FIT-CISL Basilicata richiama con forza il principio della responsabilità civile e l'obbligo del risarcimento del danno per equivalente, rammentando che l'interruzione di un pubblico servizio senza comprovate e improrogabili ragioni di forza maggiore può configurare precise fattispecie di reato e che, di conseguenza, l'azienda costruttrice beneficiaria della chiusura ha il dovere stringente di accollarsi l'intera copertura finanziaria dei disagi provocati. Questo significa che l'obbligo del privato non può e non deve esaurirsi nella mera e insufficiente fornitura di navette sostitutive su gomma, ma deve estendersi alla totale refusione di tutti i costi vivi generati dal blocco della struttura, comprendendo in questa voce sia l'integrale costo del lavoro delle sei unità rimaste forzatamente inattive sia il ristoro del lucro cessante legato al mancato incasso da bigliettazione che l'azienda di gestione Miccolis si troverà a registrare nel corso dei due mesi di stop dell'impianto meccanizzato.
Allo stesso tempo, muovendosi nel solco delle tutele sancite dall'articolo 2112 del Codice Civile in materia di conservazione dei diritti dei lavoratori e in piena conformità con le clausole sociali e le garanzie occupazionali previste dal vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri, il sindacato diffida formalmente l'azienda Miccolis dal ricorrere ad ammortizzatori sociali che penalizzerebbero ingiustamente i dipendenti per cause a loro totalmente estranee, esigendo invece l'immediata ricollocazione e l'adibizione del personale interessato ad attività alternative correlate che permettano di salvaguardare integralmente la continuità della prestazione lavorativa, i livelli salariali e la dignità dei lavoratori coinvolti.
La critica più severa della FIT-CISL Basilicata si indirizza tuttavia nei confronti del Comune di Potenza e dei suoi vertici amministrativi, colpevoli di aver avallato passivamente questa operazione dimostrando una preoccupante e totale subalternità nei confronti delle imprese edili ed evidenziando una cronica incapacità di pianificare lo sviluppo urbanistico in modo che sia funzionale alla mobilità dei cittadini piuttosto che succube dei progetti dei privati. Secondo Sebastiano Colucci, l'atteggiamento di Palazzo di Città rappresenta una grave abdicazione al proprio ruolo di garante dei diritti della comunità, poiché un'amministrazione lungimirante avrebbe dovuto imporre al costruttore soluzioni tecniche alternative in grado di preservare la continuità del trasporto pubblico locale anziché limitarsi a firmare una comoda ordinanza di chiusura e lavarsene le mani.
Il sindacato conclude lanciando un severo avvertimento all'Amministrazione Comunale, chiarendo che la FIT-CISL non intende tollerare questo ennesimo schiaffo alla città e che, in assenza di un immediato tavolo di confronto che garantisca l'assenza di ripercussioni economiche per i sei lavoratori e adeguate garanzie per l'utenza, verranno attivate senza indugio tutte le tutele sindacali, civili e legali necessarie per bloccare un provvedimento ingiusto e restituire dignità al servizio pubblico di Potenza.

Igiene urbana in Basilicata, la FIT-CISL accusa le stazioni appaltanti: "Gare fuori legge che generano lavoro povero"POT...
11/06/2026

Igiene urbana in Basilicata, la FIT-CISL accusa le stazioni appaltanti: "Gare fuori legge che generano lavoro povero"
POTENZA – Il collasso dei diritti e della sicurezza nel settore dell'igiene urbana in Basilicata ha un responsabile chiaro e preciso: le stazioni appaltanti. A lanciare un atto d'accusa durissimo contro i Comuni e gli enti pubblici del territorio è il Segretario Generale della FIT-CISL regionale, Sebastiano Colucci, che individua nella stesura dei bandi di gara l'origine di tutte le storture che stanno travolgendo i lavoratori della raccolta rifiuti. Non si tratta di semplici disattenzioni, ma di una scelta sistematica da parte delle amministrazioni lucane, che nei loro capitolati d’appalto continuano a inserire criteri economici del tutto incompatibili con il rispetto delle regole sulla corretta applicazione contrattuale.
Secondo il leader della FIT-CISL, la responsabilità sociale e legale di ciò che accade nei cantieri ricade interamente sulle stazioni appaltanti. Sono proprio gli enti pubblici che, nel formulare le basi d'asta, ignorano deliberatamente le tabelle ministeriali sul costo del lavoro e fanno finta di non vedere i rinnovi economici del contratto collettivo nazionale di categoria. Questo comportamento scellerato introduce nei bandi un criterio del massimo ribasso mascherato, dove il risparmio millantato dagli enti pubblici non deriva da una gestione efficiente, ma viene strutturalmente sottratto dalle tasche dei lavoratori, costretti a subire le conseguenze di una programmazione pubblica fallimentare.
L'adozione di capitolati economici palesemente inadeguati da parte delle stazioni appaltanti innesca un effetto a catena devastante. Consentendo alle aziende di concorrere su cifre insostenibili, gli enti committenti legittimano la riduzione unilaterale delle ore di inquadramento contrattuale, i passaggi forzati a part-time involontari e la prassi dei lavori straordinari non pagati. Inoltre, sono sempre le scelte iniziali delle amministrazioni a determinare il blocco degli investimenti sulla sicurezza, costringendo gli operatori a lavorare con mezzi obsoleti, usurati e totalmente inidonei. Le stazioni appaltanti, in sostanza, preferiscono chiudere gli occhi pur di far quadrare i propri bilanci.
Questo modus operandi degli enti pubblici lucani si pone in aperta e stridente violazione con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici. Il decreto legislativo 36 del 2023 stabilisce infatti all'articolo 11 l'obbligo tassativo per le stazioni appaltanti di garantire il principio del rispetto dei contratti collettivi nazionali, imponendo l'applicazione del CCNL più rappresentativo. Ancora più grave è la violazione dell'articolo 41, che impone alle amministrazioni di scorporare i costi della manodopera dall'importo assoggettabile a ribasso d'asta, calcolando le basi di gara rigorosamente sulle tabelle ministeriali aggiornate. Quando un Comune bandisce una gara senza blindare il costo del lavoro, viola l'articolo 36 della Costituzione e si fa promotore in prima persona del lavoro povero, poiché quelle tabelle rappresentano un vincolo di legge invalicabile e non un suggerimento facoltativo per l'ente pubblico.
La FIT-CISL di Basilicata avverte che il tempo delle giustificazioni burocratiche da parte delle amministrazioni locali è scaduto. La tutela della dignità economica e della salute di chi garantisce un servizio pubblico essenziale deve essere difesa a monte, impedendo la pubblicazione di bandi illegittimi. Se le stazioni appaltanti della regione non revocheranno immediatamente le gare non conformi, non adegueranno i capitolati alle tabelle ministeriali e non pretenderanno dalle aziende il pagamento degli straordinari e il rinnovo di un parco mezzi pericoloso, il sindacato bloccherà i servizi attivando lo stato di agitazione. La transizione ecologica non può essere finanziata calpestando i contratti nazionali, e i vertici delle stazioni appaltanti saranno chiamati a rispondere di queste scelte sia davanti agli organi di controllo che nelle piazze.

Trasporto pubblico locale, Colucci (FIT-CISL Basilicata): “Basta precarietà e part-time imposti, il lavoro stabile non p...
10/06/2026

Trasporto pubblico locale, Colucci (FIT-CISL Basilicata): “Basta precarietà e part-time imposti, il lavoro stabile non può essere un privilegio”

«Nel settore del trasporto pubblico locale della Basilicata si sta consumando una situazione che non esitiamo a definire paradossale e profondamente ingiusta. Mentre numerosi lavoratori continuano a prestare la propria attività con contratti a tempo parziale, spesso garantendo una disponibilità e un impegno che vanno ben oltre l’orario formalmente previsto, assistiamo al pensionamento di lavoratori assunti a tempo pieno che vengono sostituiti non con altrettante unità full time, ma con personale part-time. Una scelta che riduce progressivamente il monte ore complessivo, penalizza i lavoratori e contribuisce ad alimentare condizioni di precarietà economica e professionale che non sono più tollerabili».

Lo dichiara il Segretario Generale della FIT-CISL Basilicata, Sebastiano Colucci, che denuncia una gestione degli organici sempre più distante dalle reali esigenze del servizio e dai legittimi diritti dei lavoratori.

«È difficile comprendere come si possa continuare a parlare di carenza di personale, di necessità di garantire servizi sempre più efficienti e di miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico quando, contestualmente, si continua a frammentare il lavoro e a limitare le opportunità di occupazione stabile. Il lavoro a tempo parziale, disciplinato dal Decreto Legislativo n. 81 del 2015, dovrebbe rappresentare uno strumento organizzativo finalizzato a rispondere a specifiche esigenze produttive e personali, non una modalità sistematica per comprimere il costo del lavoro o per evitare di riconoscere il giusto valore professionale ai lavoratori già in servizio. In presenza di fabbisogni strutturali e permanenti, la priorità dovrebbe essere quella di valorizzare il personale esistente, incrementando le ore di lavoro dei dipendenti part-time e garantendo percorsi di crescita occupazionale trasparenti e coerenti con le reali necessità aziendali».

Secondo Colucci, ancora più grave è il fenomeno del ricorso continuo ai contratti a tempo determinato nel settore. «Da anni assistiamo a un utilizzo esteso e ripetuto del lavoro a termine in aziende che gestiscono servizi essenziali e continuativi. È una situazione che assume contorni sempre più incomprensibili se si considera che le linee affidate alle aziende non sono temporanee, non sono occasionali e non sono soggette a esigenze straordinarie. Si tratta di servizi pubblici programmati, finanziati e destinati a proseguire nel tempo. Per questo motivo appare evidente che il ricorso reiterato ai contratti a termine rischia di diventare uno strumento utilizzato per mantenere i lavoratori in una condizione di costante incertezza, senza offrire loro la prospettiva di una reale stabilizzazione».

«La normativa nazionale ed europea è chiara. Il Decreto Legislativo n. 81 del 2015 e la Direttiva Europea 1999/70/CE prevedono che il contratto a tempo determinato debba rispondere a esigenze temporanee e che vengano contrastate tutte le forme di abuso derivanti dalla reiterazione dei rapporti precari per soddisfare esigenze permanenti. Non è accettabile che lavoratori che da anni garantiscono collegamenti, servizi e mobilità per migliaia di cittadini continuino a vivere nell’incertezza del rinnovo periodico del contratto, pur operando all’interno di attività che hanno carattere stabile e strutturale».

«Dietro ogni contratto part-time non valorizzato e dietro ogni contratto a termine reiterato ci sono persone, famiglie, professionalità e competenze che meritano rispetto. Non si può chiedere responsabilità, disponibilità e sacrifici ai lavoratori senza garantire loro pari dignità e adeguate prospettive occupazionali. Il trasporto pubblico locale non può continuare a reggersi sulla precarietà e sulla compressione dei diritti».

«La FIT-CISL Basilicata continuerà a sostenere con forza ogni iniziativa finalizzata alla stabilizzazione del personale precario, all’incremento delle ore per i lavoratori part-time e alla costruzione di un modello occupazionale fondato sulla qualità del lavoro, sulla valorizzazione delle professionalità e sul pieno rispetto delle norme e della contrattazione collettiva. È una battaglia di giustizia sociale che riguarda non soltanto i lavoratori del settore, ma anche il futuro e la qualità dei servizi resi ai cittadini lucani».

Sebastiano Colucci
Segretario Generale FIT-CISL Basilicata

 # # COMUNICATO STAMPA   # # # Trasporto pubblico locale Basilicata, confronto positivo in Regione sull’integrativo regi...
10/06/2026

# # COMUNICATO STAMPA
# # # Trasporto pubblico locale Basilicata, confronto positivo in Regione sull’integrativo regionale degli autoferrotranvieri

**Potenza, 08 giugno 2026** – Si è tenuto oggi, presso il Dipartimento Trasporti della Regione Basilicata, un importante incontro tra l’Assessore regionale ai Trasporti Pepe, il Direttore Generale del Dipartimento Antonio Altomonte e le organizzazioni sindacali Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Basilicata, per affrontare il tema del nuovo integrativo regionale destinato agli autoferrotranvieri lucani.

Nel corso della riunione è emersa la volontà condivisa di arrivare alla definizione di un accordo integrativo regionale che possa coinvolgere tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale della Basilicata, sia del servizio urbano che extraurbano, superando le disparità che nel tempo si sono determinate all’interno del comparto.

L’Assessore Pepe ha confermato la disponibilità della Regione Basilicata a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di chiudere il percorso negoziale nei prossimi mesi e rendere operativo il nuovo integrativo già a partire da gennaio 2027.

L’attuale integrativo regionale, infatti, non garantisce le stesse condizioni economiche e normative a tutti gli addetti del settore, creando differenze tra lavoratori che ogni giorno svolgono il medesimo servizio pubblico essenziale a favore delle comunità lucane.

“Registriamo positivamente l’attenzione mostrata dalla Regione e la disponibilità manifestata dall’Assessore Pepe nell’affrontare un tema atteso da anni dai lavoratori del trasporto pubblico locale lucano” – dichiarano Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Basilicata.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che stanno affrontando una fase economica molto difficile. L’inflazione continua a incidere pesantemente sul potere d’acquisto delle famiglie, il costo della vita aumenta costantemente e anche i carburanti hanno raggiunto livelli elevatissimi. In questo contesto, molti dipendenti del settore rischiano sempre più di essere considerati lavoratori poveri, nonostante garantiscano quotidianamente un servizio fondamentale per cittadini, studenti e pendolari.”

“Per questo riteniamo indispensabile arrivare a un nuovo integrativo regionale che possa restituire pari dignità a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale della Basilicata, valorizzandone professionalità, responsabilità e sacrifici.”

Filt CGIL, Fit CISL e UILTrasporti Basilicata continueranno a seguire con attenzione il confronto avviato oggi, auspicando che il dialogo possa proseguire in maniera concreta e costruttiva fino al raggiungimento di un accordo equo e inclusivo per tutto il comparto.

**Filt CGIL – Fit CISL – UILTrasporti Basilicata**

Il dibattito sulla gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti solleva interrogativi cruciali sulla gestione...
06/06/2026

Il dibattito sulla gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti solleva interrogativi cruciali sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’equità sociale. Sebbene l’agevolazione del diritto allo studio sia un principio cardine, l'erogazione di benefici a pioggia rischia di non rispondere a un reale criterio di giustizia distributiva. Una misura davvero equa deve necessariamente tenere conto delle capacità economiche dei beneficiari, applicando in modo rigoroso indicatori come l'ISEE. Solo così lo Stato e le Regioni possono garantire che le risorse collettive sostengano chi si trova in condizioni di effettivo bisogno, evitando di finanziare indiscriminatamente anche chi avrebbe le possibilità di contribuire al servizio.
Le priorità strategiche, del resto, dovrebbero essere ben altre. Prima ancora di ipotizzare interventi a spot sulla gratuità per intere categorie, le istituzioni hanno il dovere di garantire servizi adeguati, accessibili e gratuiti per le persone con disabilità. Il diritto alla mobilità e all'inclusione è d'altronde sancito da precise disposizioni di legge che pongono il superamento delle barriere e l'efficienza dei trasporti al primo posto nell'agenda pubblica. Si parte dal principio di uguaglianza sostanziale espresso dall'Articolo 3 della Costituzione Italiana, per arrivare alla Legge 104 del 1992, che impone agli enti locali di assicurare il trasporto delle persone con disabilità per facilitarne l'integrazione, fino al Decreto Legislativo 422 del 1997, che affida alle Regioni il compito di strutturare i servizi garantendo l'accessibilità universale e l'efficienza economica.
Sulla complessa gestione del comparto e sulla necessità di una programmazione strutturale che metta al centro la qualità del servizio e i diritti dei cittadini, si è espresso con forza il Segretario Generale della FIT-CISL di Basilicata, Sebastiano Colucci. Secondo il Segretario, il trasporto pubblico locale non può essere ridotto a terreno di sperimentazioni elettorali o di bonus temporanei. Prima di parlare di gratuità generalizzate, che rischiano di svuotare le casse delle aziende e compromettere la tenuta dei servizi, Colucci sottolinea l'importanza di concentrarsi sugli investimenti strutturali, garantendo mezzi moderni, sicuri e pienamente accessibili a tutti, a partire dalle fasce più vulnerabili e dalle persone con disabilità, le quali ancora troppo spesso si scontrano con l'inefficienza delle barriere materiali e digitali. Le risorse pubbliche, conclude Colucci, vanno governate con criteri di equità sociale e redistribuzione basati sul reddito, per assicurare che il trasporto sia prima di tutto efficiente, dignitoso e realmente inclusivo per chi ne ha più bisogno.
La strada per una mobilità efficiente non passa dunque da misure demagogiche, ma da una profonda e matura revisione delle priorità di spesa. Assicurare la gratuità basata sul reddito per gli studenti e garantire la mobilità universale per le persone con disabilità rappresenta l'unica vera sintesi tra sostenibilità economica e giustizia sociale.

IL TRASPORTO PUBBLICO IN BASILICATA STA COLLASSANDO (E LE AZIENDE SFRUTTANO I PENSIONATI) 💚👇Siamo davanti a un paradosso...
04/06/2026

IL TRASPORTO PUBBLICO IN BASILICATA STA COLLASSANDO (E LE AZIENDE SFRUTTANO I PENSIONATI) 💚👇

Siamo davanti a un paradosso vergognoso e a una sconfitta sociale senza precedenti. In Basilicata, diverse società del trasporto pubblico locale stanno coprendo la carenza cronica di autisti richiamando in servizio personale in pensione.

Non è "spirito di servizio". È dumping contrattuale. È cinismo aziendale per risparmiare sul costo del lavoro e bloccare il ricambio generazionale.

Richiamare chi ha già dato una vita di lavoro non è la soluzione: è una pezza a colori per nascondere un’emorragia strutturale. Nel frattempo, i nostri ragazzi sono costretti a emigrare.

❌ Basta aggirare lo Statuto dei Lavoratori!
L’articolo 1 della nostra Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sul riciclo pensionistico a basso costo. Utilizzare i pensionati per abbassare le tutele e i salari viola lo spirito dell’art. 36 della Costituzione (diritto a una retribuzione proporzionata e dignitosa) e calpesta la ratio delle normative sui contratti collettivi nazionali (CCNL Autoferrotranvieri).

Non si può fare flessibilità selvaggia sulla pelle della sicurezza stradale e dei diritti dei lavoratori!
👉 COSA SERVE SUBITO?
Bisogna invertire la rotta. I giovani non scappano dalla professione di autista, scappano dallo sfruttamento.

Per attrarli serve dignità:
1️⃣ Ricontrattazione immediata degli accordi di II livello: i contratti integrativi aziendali devono adeguare i salari all'inflazione e al costo della vita.
2️⃣ Conciliazione vita-lavoro: turni umani, stop ai nastri orari infiniti e tutele reali. Il tempo libero dei nostri ragazzi è sacro.

Il trasporto pubblico è un servizio essenziale per i cittadini lucani, non un tabellone del Monopoli dove le aziende massimizzano i profitti riducendo i diritti.

La Basilicata non ha bisogno di toppe temporanee e di un settore che vive di nostalgia.
Servono giovani Autisti. Serve futuro, non l'usato sicuro. 🚌

BASTA PENSIONATI SUI NOSTRI AUTOBUS!

Indirizzo

Viale Marconi
Potenza
85100

Telefono

+393926723169

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando FIt-CIsl di Basilicata Segreteria Regionale pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a FIt-CIsl di Basilicata Segreteria Regionale:

Condividi

Digitare