31/08/2026
📢 Ticket ricette, Cgil Cisl Uil: «La Regione ritiri il provvedimento o inaspriremo la protesta»
ℹ️ Stamane presidio sotto la sede della Giunta regionale dei sindacati confederali e delle federazioni dei pensionati contro la delibera che istituisce un ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche. Chiesto il ritiro della delibera e un incontro urgente con l'assessore Latronico
🔴🟢🔵 Il ritiro immediato del provvedimento che istituisce il ticket farmaceutico di 2,50 euro e la convocazione urgente di un tavolo di confronto con l’assessore Latronico sulla spesa sanitaria. Queste le richieste formulate questa mattina da Cgil, Cisl e Uil, con le rispettive federazioni di pensionati, nel corso di un presidio davanti alla sede della Regione Basilicata. In mancanza di risposte rapide i sindacati confederali e dei pensionati sono pronti ad inasprire la protesta. In una nota congiunta i sindacati sottolineano che «la salute è un diritto che deve essere garantito a tutti» e che «la malattia non può essere considerata una colpa». Cgil, Cis, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati chiedono alla Giunta regionale di revocare la delibera e di aprirsi al confronto, altrimenti «chiameremo i lucani ad una grande mobilitazione a difesa del diritto alla salute».
❌ La decisione della Giunta di istituire un ticket di 2,50 euro sulle ricette è stata bollata come inaccettabile dai segretari generali Fernando Mega (Cgil), Vincenzo Cavallo (Cisl), Vincenzo Tortorelli (Uil), Angelo Summa (Spi Cgil), Giuseppe Amatulli (Fnp Cisl), Carmine Vaccaro (Uil Pensionati) sindacati. Una scelta che secondo i sindacati «peserà ulteriormente sulla spesa dei lucani, già fortemente provati dal caro vita, andando ad incidere specialmente sulle persone vulnerabili e sugli anziani che hanno bisogno di cure costanti». Da una indagine dei sindacati risulta che «il provvedimento peserà sul 60 per cento dei richiedenti, a fronte di un 30 per cento di esentati. È chiaro che siamo di fronte a una manovra per risanare il buco della sanità lucana, ancora una volta a spese dei cittadini. In una regione dove già il tasso di migrazione sanitaria è elevatissimo, dove la sanità di prossimità stenta a svilupparsi come dovrebbe, dove ci sono comuni sprovvisti di presidi sanitari e persistono lunghe liste di attesa, un tale provvedimento è inopportuno e intollerabile. Soprattutto dopo che questo governo regionale ha utilizzato le risorse del bonus gas e del fondo sociale per coprire il disavanzo di oltre 80 milioni di euro».
🧮 Per i sindacati la spesa farmaceutica va contenuta con altri strumenti, ad esempio con una appropriatezza prescrittiva e un maggiore utilizzo di farmaci equivalenti, «comportamenti e scelte che non dipendono certamente dai pazienti, quanto piuttosto dai soggetti prescrittori, medici ospedalieri, ambulatoriali e medici di famiglia. Il ticket non può essere il deterrente per ridurre la spesa farmaceutica, scaricando così le proprie responsabilità gestionali sui cittadini». Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati contestano anche le modalità con cui è stata approvata la delibera, «durante le ferie estive e senza alcun confronto, né con le parti sociali né con il Consiglio regionale. Come se la sanità pubblica possa essere gestita come un fatto privato».