18/08/2026
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"Fare esperienza di Giustizia Riparativa significa poter esplorare
con questa dimensione faticosa del per la rinascita della (individuale e relazionale, reale e metaforica) che ci permette di riscoprire e valorizzare l’appartenenza all’ .
Il viaggio, che ha un legame profondo con l’arte della maieutica socratica, si offre alla letteratura sull’uomo come un tema
cruciale, di immensa potenzialità, ma soprattutto come spunto di
riflessione sulla diversità del mondo, attraverso il fare esperienza
del proprio mondo.
Significativo è ricordare che la radice indoeuropea del termine
“esperienza” è “per-” e va interpretato come “tentare, rischiare”: 𝑝𝑒𝑟
ha anche molti significati legati al moto, in particolare al concetto
di andare oltre, attraversare, oltrepassare. Esperienza è scomponibile e nel concetto di “𝑝𝑟𝑜𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝑒 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜”, rappresentando quindi un percorso che può essere inteso come reale o metaforico, ma comunque di spostamento e cambiamento.
La dimensione metaforica del viaggio ci offre un percorso di cambiamento interiore, legato allo sviluppo di una nuova coscienza..., costituendo un passaggio attraverso il quale il
viaggiatore viene spogliato.. ma si trova nuovo, in una dimensione di bellezza riscoperta attraversando la sofferenza.
Il viaggio, che segna e narra spostamenti, perdite, ritrovamenti,
resta indiscutibilmente una forza centrale e non periferica nelle trasformazioni dell’uomo e degli sviluppi storici, la nascita di territori (fisici e relazionali) la creazione cioè di luoghi e di mappature di spazi, che sono sempre frutto di spostamenti ed attraversamenti.
Proporre ed offrire alle persone che accedono a percorsi di giustizia riparativa l’opportunità di un simile viaggio significa dover e saper misurare il legame del viaggio con la sofferenza e la fatica: farla presente, renderla nota ai confliggenti è un atto di coerenza e congruenza necessario da parte dei Mediatori, perché poi sarà manifesta e potrà essere compresa in tutta la sua bellezza.
Nei percorsi trasformativi che la Giustizia Riparativa propone, i partecipanti sono viaggiatori che condividono una mappa, che scelgono di utilizzare strumenti e guide che gli permettano di orientarsi con consapevolezza ed impegnarsi per raggiungere la mèta (che poi scoprono essere condivisa). In questo viaggio di attese e disattese, nello spazio della giustizia, è indispensabile esplorare confini e dimensioni, è strategico credere nella opportunità della svolta e volerne vivere il senso per attivare quella energia emotiva necessaria per sentirsi protagonisti di qualcosa di unico."
Francesca Genzano in "𝐋𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐑𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐄𝐭𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢", di Genzano e Piano, PM edizioni 2023, pp. 139-140