05/06/2026
Incontro con il Provveditore Regionale Distrettuale per il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per la Puglia e la Basilicata Dr pierpaolo d'andria
Signor Provveditore,
Le do il benvenuto nella terra di Basilicata, una regione che vanta antiche tradizioni di grandi lavoratori e una popolazione composta da gente seria e dedita al proprio dovere. Tuttavia, devo esprimere con fermezza la nostra preoccupazione per la situazione attuale, che da quando siamo stati abbinati al provveditorato della Puglia ci vede arrancare su tutti i fronti.
Un chiaro esempio è rappresentato dall’assegnazione dei detenuti per ordine e sicurezza, spesso effettuata in sovrannumero, con conseguenti criticità operative. Nonostante le numerose denunce inoltrate, questo problema appare ancora insormontabile, compromettendo la qualità del lavoro e la serenità degli operatori.
Vorrei inoltre sottolineare l’importanza cruciale della distribuzione del personale in relazione ai corsi di formazione dei nuovi agenti. Sono stati richiesti dati fondamentali per evitare decisioni prese all’ultimo momento, ma ad oggi nulla è stato concretizzato. La Basilicata continua così a subire pesanti contraccolpi in questa materia, con disagi che si ripercuotono sull’efficienza complessiva della regione.
È altresì urgente risolvere l’annosa problematica relativa all’equilibrio tra Altamura e Matera, che rappresenterebbe un riequilibrio indispensabile nel disavanzo di personale della polizia penitenziaria nella nostra regione. Purtroppo, tale questione rimane inspiegabilmente irrisolta, nonostante le nostre reiterate richieste.
Si registrano inoltre continue defezioni nella contrattazione del diritto, con evidenti violazioni delle norme pattizie, anch’esse puntualmente segnalate ai vostri uffici di competenza. Queste situazioni appaiono irrisolte e minano la fiducia nelle procedure amministrative. Registriamo in periferia relazioni ridotte al lumicino con comunicazioni o tardive o assolutamente nulle. Inoltre vi sono realtà dove i pil purtroppo non vengono o riscritti o adeguati all'accordo quadro nazionale ed al pir.
Assegnazioni temporanee del personale che spesso appaiono prese con decisioni differenti dello stesso problema.
Infine, le richieste di attivazione di CAR, ormai ataviche, rimangono senza risposta, lasciando gli operatori senza gli strumenti necessari per svolgere al meglio il loro incarico. A nostro avviso c'è da rimodulare il regolamento aggiungendo una scadenza all'iter dalla richiesta alla discussione finale dando certezza del diritto.
La USPP dice basta a questo modus operandi: è giunto il momento di passare dalla politica delle parole alla politica dei fatti concreti. Confidiamo nel suo impegno e nella sua sensibilità istituzionale per affrontare e risolvere tempestivamente queste problemi che incidono profondamente sul nostro lavoro e sulla tenuta del sistema penitenziario lucano.