01/06/2026
– Il futurismo arriva in città: dal 5 giugno al 6 settembre una mostra al centro culturale Bafile
Una mostra di oltre 60 opere che racconta il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche la vita stessa. Questo il filo conduttore di “Futurism: Prophecy and Revolution”, collezione che sbarca a Caorle dal 5 giugno al 6 settembre al centro culturale Bafile. Tra i nomi più altisonanti spiccano Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Ambrosi, Fasullo e Tato. Le opere, provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche come il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell'Aeronautica G. Caproni di Trento, si alterneranno in un percorso di pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste come nel caso di “Mafarka il futurista” del 1911 e “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti del 1914 oppure “Guerrapittura” di Carlo Carrà del 1915 e “L'Arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.
Nel mezzo opere iconiche o riscoperte come la “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo (Fasullo) esposta nella Biennale di Venezia del 1938, “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, tra le massime espressioni di aeropittura datato 1933, che si affiancheranno a quelle di Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e molti altri.
«La mostra Futurism: Prophecy and Revolution - afferma il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Luca Antelmo -rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi a uno dei fenomeni più dirompenti della storia dell’arte contemporanea. Il percorso espositivo invita il pubblico a scoprire la forza visionaria di artisti che seppero anticipare temi ancora attuali».
Più che un’avanguardia artistica, il Futurismo fu infatti una vera rivoluzione culturale: un movimento capace di travolgere persino il modo stesso di vivere la modernità, trasformandosi in una chiamata collettiva all’azione, al cambiamento e alla velocità.
«Profezia e rivoluzione - dichiara il curatore Matteo Vanzan - intende offrire uno spaccato del Futurismo presentandolo come un movimento coerente e compatto che, dal Manifesto di Marinetti, attraversa la prima metà del Novecento fino al secondo dopoguerra. Il titolo trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno esatto prima della sua morte. Profezia e rivoluzione sono, del resto, due anime fondative del Futurismo».
In foto: Enzo Benedetto (Record)