18/06/2026
Dorsale Adriatica: la tecnologia non basta. Per l’A14 serve la bretella arretrata, non la terza corsia! 🚦📉
A due mesi dalla frana di Petacciato, che ha letteralmente spezzato l'Italia in due bloccando l'A14 e la ferrovia, la situazione sulla costa adriatica resta critica e l'allerta è massima.
Certo, oggi la tecnologia ci assiste: la sala operativa di RFI a Pescara monitora la tratta h24 ogni 5 minuti grazie a colonne allarmate nel sottosuolo, profonde fino a 100 metri, capaci di rilevare movimenti millimetrici prima che arrivino in superficie. I treni, che nei giorni dell'emergenza viaggiavano a passo d'uomo (10 km/h), sono ora saliti a 60 km/h. Così pure l’attuale tracciato dell’A14 è sotto costante controllo.
Ma il monitoraggio costante è una pezza, non la soluzione. 🌧️ Le grandi domande rimangono aperte: cosa succederà quando arriverà l'autunno e la stagione delle piogge?
Una situazione speculare e altrettanto drammatica la viviamo nelle Marche Sud, dove sia l'A14 sia la linea ferroviaria passano in un'area già accertata ad alto rischio idrogeologico.
Proprio per questo, continuare a parlare di una terza corsia per l'A14 in questo tratto marchigiano è incomprensibile e rischioso. Allargare la sede stradale attuale significa insistere su un terreno fragile e instabile, ignorando il pericolo.
❌ No alla terza corsia sul tracciato attuale. ✅ Sì alla bretella autostradale arretrata.
L'unica soluzione strutturale, sicura e lungimirante è la progettazione di un nuovo tracciato arretrato da Porto Sant’Elpidio fino a Mosciano/Teramo. Dobbiamo mettere in sicurezza i collegamenti del Paese una volta per tutte, spostando il traffico lontano dalle aree di frana. La sicurezza dei cittadini e la tenuta economica dell'intera dorsale non possono più attendere.
💬 Tu cosa ne pensi? È il momento di chiedere con forza la bretella autostradale arretrata? Lascia un commento.