09/04/2026
POLITICA E PROGRAMMI. DAL LAVORO POLITICO AL MARKETING ELETTORALE
Nel 2014, insieme all’indimenticato amico Natale Barile, la delega dell’assessorato al verde fu integrata estendendo le competenze al sottosuolo e al patrimonio storico-archeologico della città di Portici. Nel corso di quella breve stagione politica furono avviati contatti con i responsabili del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con l’obiettivo di costruire un percorso finalizzato al ritorno in città dei reperti archeologici emersi nel territorio durante i primi scavi settecenteschi.
Reperti oggi in gran parte conservati nei depositi del museo napoletano, che avrebbero dovuto contribuire alla ricostituzione del Museo Hercolanense all’interno della Reggia borbonica. Un’operazione certamente ambiziosa, ma di grande valenza culturale e politica, sostenuta da Franco Santomartino, allora consigliere comunale.
Nello stesso periodo fu fondata l’associazione culturale St.ar.t. (Stratificazioni, Archeologia, Territori), promossa dall’architetto Ciro Curcio, oggi fuori dal partito per contrasti nella gestione della sezione locale, insieme agli archeologi Uliana Guarnaccia, Luca Prosdocimo e Daniela Puddu, all’architetto Ludovica Esposito e a Luigi Esposito.
Nell’ottobre del 2014 l’associazione organizzò una significativa giornata di studi, a partire dalle ricerche del prof. Mario Pagano sulla “Portici archeologica”, accompagnata da una mostra di pannelli illustrativi, tra cui la riproduzione in scala 1:1 di alcuni affreschi rinvenuti nell’area.
Oggi, a distanza di anni, è evidente il tentativo di inserire questi temi all’interno di programmi elettorali. Non si tratta di rivendicare alcuna primogenitura in senso proprietario, ma di affermare un principio elementare: le idee hanno un’origine, un percorso politico e una responsabilità. L’assenza di riferimenti e di riconoscimento delle fonti, così come del percorso politico e culturale che le ha generate, non è un dettaglio, ma una vera e propria scorrettezza culturale, prima ancora che politica.
In questo caso, chi oggi si propone come interprete di tali contenuti non solo è stato estraneo a quel percorso, ma attraversava allora una fase di evidente transumanza politica, lontana da qualsiasi relazione con l’esperienza del partito e con il lavoro che in quegli anni si stava costruendo sul territorio.
Allo stesso modo, chi oggi contribuisce alla costruzione di questi contenuti, pur dotato di competenze specifiche, non appartiene a quel percorso politico ed è utilizzato in modo strumentale per conferire una veste tecnica e culturale a un’operazione che resta esclusivamente elettorale.
Ancora una volta emerge un approccio già visto: il programma non come strumento di governo, ma come prodotto di comunicazione. Un contenitore costruito non sulla base della fattibilità politica e culturale, ma sulla capacità di attrarre consenso, indipendentemente dalle competenze e dalla coerenza necessarie a sostenerlo.
Il rischio è evidente: trasformare un lavoro costruito nel tempo, con responsabilità e contenuti reali, in un semplice elemento da inserire in un programma elettorale, svuotandolo della sua profondità e riducendolo a strumento di consenso.
La comunità politica che ha fondato e mantenuto attiva la sezione di Europa Verde a Portici