28/03/2026
Questa mattina (27/03/26) grande evento di presentazione che ha visto protagonista Matacultura
La Città di Portici omaggia Leopardi grazie alle Opere donate al Comune dal grande Maestro Ciavolino.
di Angelo Profeta
Una giornata da ricordare per la nostra Associazione. Oggi, 27 marzo 2027, Matacultura è stata assoluta protagonista presso la sede del Comune di Portici alla presenza delle massime autorità istituzionali e culturali del centro vesuviano. Il modo migliore per festeggiare i nostri primi 10 anni di attività. L’occasione è stata la presentazione della Donazione alla Città di Portici del ciclo pittorico “Gli ultimi Canti” dedicato a Giacomo Leopardi, dell’artista Ciro Adrian Ciavolino avvenuta presso la locale Aula Consiliare. Lo scorso 5 dicembre 2025, infatti, il Maestro ha donato al Comune della Città Metropolitana di Napoli 13 opere pittoriche realizzate in acrilico su tela 80x120 cm. L’importanza della Manifestazione, a cui era presente lo stesso Ciavolino, era testimoniata dalla presenza dell’Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio della Regione Campania ed ex Sindaco ed ex Senatore Vincenzo Cuomo: “Grazie all’Associazione Matacultura – ha dichiarato l’esponente della Giunta Campana – che ha iniziato questo percorso già da qualche anno, in questa occasione alla Professoressa Tommasina La Rocca. Matacultura sta propagando i semi per la diffusione dell’arte, della cultura e della bellezza. Nutrirsi di cultura ed arte significa nutrire la propria mente e proiettarsi verso un futuro più roseo. In questa città abbiamo avuto il merito di non fermarci. A Portici si è voluto acquistare e riscoprire un patrimonio artistico ed abbiamo voluto che nei luoghi istituzionali vi fosse un’espressione artistica di alto livello. Anche alla Città Metropolitana hanno cominciato ad acquisire beni artistici. La produzione artistica nel nostro territorio, del resto, è notevole e rappresenta una delle nostre principali eccellenze. L’arte è la memoria di un territorio. Le città che non hanno memoria non hanno radici e, di conseguenza, non hanno futuro”. La donazione, come già anticipato, è stata completata grazie all’entusiasmo ed alla dedizione della Professoressa Tommasina La Rocca, vicepresidente dell’Associazione Matacultura oltre che esponente di primo piano del mondo scolastico porticese. “Oggi – ha dichiarato la docente – intendiamo ringraziare il Maestro Ciavolino che ci ha fatto un vero e proprio dono d’amore. Grazie a lui si è creato un gemellaggio artistico con la città di Recanati e, più nello specifico, con un suo editore Armando Andreoli, che ha redatto un volume proprio basato sul lavoro di Ciavolino su Leopardi”. Il ciclo originariamente comprendeva 20 tele di cui, appunto, tredici a partire da oggi saranno in mostra permanente presso il Palazzo Comunale. “Attraverso i giochi di colore – continua la Professoressa La Rocca – il pittore ha espresso l’anima del poeta. Per tali ragioni può essere definito un impressionista. Leopardi ha soggiornato nel nostro territorio a Napoli, Torre del Greco ma anche a Portici e, più precisamente, a Villa Zelo. Proprio in quest’ultima dimora, con l’Associazione Matacultura, ho accompagnato un gruppo di studenti del Liceo Flacco di Portici e successivamente gli alunni dell’ITI Medi di San Giorgio a Cremano”. Il Leopardi “partenopeo” è un Leopardi diverso da quello solitamente descritto nei libri di letteratura: “Nelle sue residenze napoletane e nella nostra provincia – conclude la docente – Leopardi mostrò un aspetto differente, concedendosi anche alcuni eccessi relativi ai dolci napoletani come il babà, i confetti ed il sorbetto al limone e mitigando il suo pessimismo cosmico che si trasformò in un pessimismo eroico rappresentato da “La Ginestra”, un fiore che resiste in un ambiente ostile come quello dominato dal Vesuvio”. E’ intervenuta il Sub-commissario Prefettizio del Comune di Portici la Dott.ssa Maria Caso: “In rappresentanza del Comune di Portici ringrazio l’Associazione Matacultura per questa iniziativa ed il Maestro Ciavolino. Il nostro patrimonio amministrativo comunale si accresce notevolmente. Si tratta di un vero e proprio gesto d’amore e verso la propria terra. Un bene privato diviene un oggetto della collettività e si crea, in questo modo, un ponte fra la storia personale ed individuale e la storia di Portici. L’arte è un veicolo di bellezza ed arricchimento. Il fatto che le opere saranno permanentemente presso la Casa Comunale è uno sprono a tendere costantemente verso il bello”. Tornando all’esposizione, l’allestimento della mostra è stato curato dall’Architetto Orsola Corrado e dalla Dottoressa Diletta Clery, dell’Ufficio di Supporto Amministrativo al Sindaco e Cerimoniale. Durante la presentazione ha preso la parola Stanislao Scognamiglio, vera e propria memoria storica di Portici: “Nel settembre del 1833 il conte Giacomo Leopardi, accompagnato dall’amico conte Antonio Ranieri, alla ricerca di un posto dal clima mite che possa essere di beneficio alla sua precaria salute, arriva a Napoli. Qui si stabilisce in via Santa Maria Ogni Bene. Con l’epidemia di colera, nel 1836, si trasferisce a Torre del Greco dove risiede presso Villa Ferrigni, di proprietà del cognato di Ranieri tale Giuseppe Ferrigni, l’attuale Villa delle Ginestre. Molte sono le frequentazioni a Portici, le cosiddette “Gite a Portici”. Nel 1834 soggiorna nella Villa Zelo, appartenente agli omonimi baroni, residenza del suo amico Ranieri. Tale dimora risulta estremamente positiva per il suo stato di salute. Nel 1835 compone l’ode “I nuovi credenti”. In quest’opera rievoca Portici indicandola fra i luoghi più alla moda di Napoli. Il centro vesuviano è un crocevia culturale. Qui incontra il Poeta napoletano Poerio, che aveva già conosciuto nel 1827 a Firenze, il critico Francesco De Sanctis, lo storico e politico Carlo Troja. Nel 1837, nonostante il colera, torna a risiedere a Napoli. La sua salute è ormai compromessa ed il poeta recanatese si avvia verso la fine dei suoi giorni. Leopardi si spegne il 14 giugno 1837. Il giorno successivo Ranieri, dopo aver assolto alle incombenze legate all’inumazione delle spoglie mortali dell’amico, si ritira nella casa paterna a Portici. Qui avvia la composizione del libro “Sette anni di sodalizio con Giacomo Leopardi”. Nel gennaio del 1968 sulla parete interna dell’ingresso della villa i proprietari murarono una lapide in marmo bianco recante un’epigrafe commemorativa”. Qui di seguito l’iscrizione in analisi:
“In questa amena dimora
dove trascorse gran parte della vita
il 4 Gennaio 1888 si spegneva
Antonio Ranieri
Patriota Giurista Storiografo
Senatore del Regno
Giacomo Leopardi
diletto amico
in questo dolce silenzioso rifugio
sovente veniva a dividerne la solitudine”
Molto interessante anche l’intervento del Dottor Francesco Carignani di Novoli, Capo Delegazione FAI di Napoli: “Il nostro obiettivo è di valorizzare il patrimonio culturale ma anche il nostro paesaggio. Veniamo dal successo dell’apertura al pubblico dello Stadio Maradona di Napoli che ha fatto registrare ben 10.100 presenze. Vogliamo arricchire le persone valorizzando il patrimonio immateriale dei luoghi. Storie che, pur riguardanti il passato, hanno un impatto notevole ancora oggi sulle persone. Un impatto, ovviamente, anche economico e sociale. Come FAI invitiamo tutti a battersi in ogni modo possibile per la conservazione di tale ricchezza”. Ha svolto il ruolo di moderatrice ed è intervenuta in rappresentanza della Professoressa Iolanda Giovidelli, Dirigente Scolastica dell’IIS Liceale “Quinto Orazio Flacco” di Portici la Professoressa Stefania Vicario: “Fra Ciavolino e Leopardi si può dire che c’è una sostanziale affinità elettiva. Il Maestro ha avuto il merito di aver dato forma visibile a “L’Infinito” Leopardiano ed all’anima del poeta di Recanati. Ciavolino ha trasformato l’opera della sua tela in un qualcosa senza spazio e senza tempo”. Non poteva mancare, poi, un momento letterario con la lettura di alcuni versi tratti da “La Ginestra o il fiore del deserto” da parte dello scrittore Cristian Centomani: “Ho rifletto molto – ha dichiarato il giovanissimo scrittore e poeta dell’Associazione Social and Art di San Giorgio a Cremano- sul messaggio universale che arriva da questi immensi artisti. La grande potenza dell’arte è quella di poter inviare un messaggio nel tempo. Abbiamo scelto quest’opera di Leopardi in quanto la ritengo un suo messaggio spirituale e che riguarda anche la manifestazione del divino. Ci vedo anche un messaggio sociale e cioè che solo con l’unione e la solidarietà fra gli uomini possiamo far fronte comune ed affrontare le difficoltà della vita. L’evento si è concluso, infine, con la consegna di una pergamena al Maestro Ciavolino, come riconoscimento da parte della dirigente scolastica Iolanda Giovidelli per aver contribuito con la sua arte alla crescita culturale degli alunni del Liceo. Invitiamo tutta la cittadinanza e tutti i nostri lettori a visitare ed ammirare queste spettacolari opere presenti presso la Casa Comunale di Portici, e a prendere parte alle prossime iniziative di Matacultura.
Proprio sul tema di Leopardi, inoltre, Matacultura insieme all’accompagnatrice turistica abilitata Alessia De Gregorio, ha organizzato, per domenica 12 aprile 2026 alle ore 10:30, un tour sulle tracce del poeta denominato: “Passeggiata nelle strade e nei vicoli di Leopardi: da Piazza Cavour ai Quartieri Spagnoli”.
Per info e prenotazioni contattare Alessia al numero 3312281345.