Cohousing Pordenone

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E SE PER AIUTARE UNA FAMIGLIA BASTASSE QUALCHE ORA DEL PROPRIO TEMPO?Mercoledì 9 settembre alle ore 18.00, nella Sala Co...
07/09/2026

E SE PER AIUTARE UNA FAMIGLIA BASTASSE QUALCHE ORA DEL PROPRIO TEMPO?
Mercoledì 9 settembre alle ore 18.00, nella Sala Consiliare di Moruzzo, presenteremo il nuovo progetto “Caregiver di Comunità”.
L'idea è semplice: formare cittadini disponibili a dare un aiuto concreto alle famiglie che si prendono cura di una persona anziana o fragile.
Il Caregiver di Comunità non sostituisce un professionista e non deve avere competenze sanitarie. È una persona adeguatamente formata che può, ad esempio, rimanere per un po' accanto a una persona fragile, permettendo al caregiver familiare di andare a fare la spesa, recarsi a un appuntamento, sbrigare una commissione o semplicemente ritagliarsi un po' di tempo per sé.
Per farlo in modo consapevole e sicuro è previsto un percorso di formazione, con indicazioni e strumenti pratici sulla relazione con la persona fragile, la comunicazione, la gestione delle situazioni quotidiane, la sicurezza, la movimentazione e il primo soccorso.
👉 Mercoledì 9 settembre presenteremo il progetto, spiegheremo come funzionerà il percorso e risponderemo a domande e curiosità.
Partecipare alla serata non comporta alcun impegno: è un'occasione per conoscere l'iniziativa e capire se può essere un'esperienza adatta a sé.
📅 Mercoledì 9 settembre – ore 18.00
📍 Sala Consiliare – Moruzzo
La comunità può diventare una risorsa anche nella cura.

🏠🏩 👨‍👩‍👧‍👧Non una casa di riposo, ma un modo diverso di immaginare la vecchiaia.Nel 2025 in Danimarca esistevano almeno ...
06/09/2026

🏠🏩 👨‍👩‍👧‍👧Non una casa di riposo, ma un modo diverso di immaginare la vecchiaia.

Nel 2025 in Danimarca esistevano almeno 442 cohousing pensati per gli anziani, con oltre 12.700 abitazioni:
Il principio è semplice e, forse proprio per questo, radicale: avere una casa propria senza vivere necessariamente da soli.

Nei cosiddetti seniorbofællesskaber, gli anziani dispongono del proprio appartamento, della propria privacy e dei propri spazi. Ma attorno alla casa esistono luoghi condivisi: sale comuni, spazi per mangiare insieme, giardini, aree per le attività e ambienti progettati per favorire gli incontri quotidiani.

La differenza rispetto a una struttura assistenziale è fondamentale.

Qui non si entra perché qualcuno ha deciso che non si è più autosufficienti. Si sceglie una forma di vita nella quale il vicino torna a essere una persona, non soltanto qualcuno che abita dietro la parete.

E il modello sta crescendo rapidamente.

Nel 2016 in Danimarca si contavano circa 230 cohousing di questo tipo; nel 2025 erano almeno 442. Le abitazioni esistenti, in costruzione o pianificate sono arrivate ad almeno 12.775.

Ma vivere insieme non significa rinunciare alla propria solitudine volontaria.

Le ricerche promosse da Realdania indicano che il 93% degli abitanti intervistati riferisce una maggiore qualità della vita e il 76% relazioni sociali migliori. Allo stesso tempo, le esperienze danesi mostrano che il modello funziona proprio quando riesce a mantenere un equilibrio tra spazi privati e vita collettiva.

Quando l'età avanza, spesso perdiamo persone prima ancora di perdere autonomia: amici che si trasferiscono, partner che muoiono, figli che abitano lontano, occasioni sociali che diminuiscono.

La progettazione di una casa può allora diventare anche progettazione di relazioni.

In Danimarca hanno capito che, progettando un condominio,
prevedere una panchina, una sala comune o un bel giardino significa creare l'occasione per incontrare qualcuno: anziano, giovane, bambino o gatto che sia 🐱.

La vera innovazione non è costruire case per anziani.
È costruire case nelle quali invecchiare vicino ad altre persone, senza diventare invisibili.

La casa resta privata.
La vita non deve esserlo per forza.


06/09/2026

Non una casa di riposo, ma un modo diverso di immaginare la vecchiaia.

Nel 2025 in Danimarca esistevano almeno 442 cohousing pensati per gli anziani, con oltre 12.700 abitazioni:
Il principio è semplice e, forse proprio per questo, radicale: avere una casa propria senza vivere necessariamente da soli.

Nei cosiddetti seniorbofællesskaber, gli anziani dispongono del proprio appartamento, della propria privacy e dei propri spazi. Ma attorno alla casa esistono luoghi condivisi: sale comuni, spazi per mangiare insieme, giardini, aree per le attività e ambienti progettati per favorire gli incontri quotidiani.

La differenza rispetto a una struttura assistenziale è fondamentale.

Qui non si entra perché qualcuno ha deciso che non si è più autosufficienti. Si sceglie una forma di vita nella quale il vicino torna a essere una persona, non soltanto qualcuno che abita dietro la parete.

E il modello sta crescendo rapidamente.

Nel 2016 in Danimarca si contavano circa 230 cohousing di questo tipo; nel 2025 erano almeno 442. Le abitazioni esistenti, in costruzione o pianificate sono arrivate ad almeno 12.775.

Ma vivere insieme non significa rinunciare alla propria solitudine volontaria.

Le ricerche promosse da Realdania indicano che il 93% degli abitanti intervistati riferisce una maggiore qualità della vita e il 76% relazioni sociali migliori. Allo stesso tempo, le esperienze danesi mostrano che il modello funziona proprio quando riesce a mantenere un equilibrio tra spazi privati e vita collettiva.

Quando l'età avanza, spesso perdiamo persone prima ancora di perdere autonomia: amici che si trasferiscono, partner che muoiono, figli che abitano lontano, occasioni sociali che diminuiscono.

La progettazione di una casa può allora diventare anche progettazione di relazioni.

In Danimarca hanno capito che, progettando un condominio,
prevedere una panchina, una sala comune o un bel giardino significa creare l'occasione per incontrare qualcuno: anziano, giovane, bambino o gatto che sia 🐱.

La vera innovazione non è costruire case per anziani.
È costruire case nelle quali invecchiare vicino ad altre persone, senza diventare invisibili.

La casa resta privata.
La vita non deve esserlo per forza.


A Figino, Milano, alcuni anziani non hanno scelto tra vivere da soli e vivere in una struttura: hanno scelto una terza s...
03/09/2026

A Figino, Milano, alcuni anziani non hanno scelto tra vivere da soli e vivere in una struttura: hanno scelto una terza strada.

Quella di avere una casa propria, mantenere la propria autonomia e, nello stesso tempo, sapere che dietro una porta c’è una comunità.

È una delle idee alla base del cohousing senior, un modello abitativo che in Italia sta cercando di cambiare il modo in cui immaginiamo la vecchiaia.

Non è una casa di riposo.

Gli appartamenti restano privati. Ognuno conserva i propri ritmi, le proprie abitudini, la propria intimità.

Ma accanto alla porta di casa possono esserci spazi comuni, attività condivise e soprattutto persone con cui scambiare una parola, chiedere un aiuto o semplicemente prendere un caffè.

A Figino, nel quartiere del Borgo Sostenibile, esiste un progetto dedicato proprio agli anziani autosufficienti: dieci piccoli alloggi inseriti in un contesto più ampio dove la dimensione privata convive con quella comunitaria.

Ed è forse questo il dettaglio più interessante.

Perché il problema dell'invecchiamento non è soltanto abitativo.

È anche sociale.

Una persona può avere una casa, una pensione e una vita perfettamente autonoma e, allo stesso tempo, trascorrere intere giornate senza parlare con nessuno.

Il cohousing prova a intervenire proprio lì.

Non sostituendo l'indipendenza con l'assistenza, ma mettendo l'indipendenza accanto alla relazione.

In Italia esistono esperienze e sperimentazioni diverse, dal Nord al Centro, che partono da questa stessa intuizione: progettare abitazioni e spazi comuni affinché le persone possano continuare a vivere il più a lungo possibile in modo attivo e partecipato.

E questo cambia anche il significato della parola “anziano”.

Non più soltanto qualcuno che deve essere assistito.

Ma una persona che può ancora cucinare, coltivare, insegnare, organizzare, partecipare alle decisioni e, soprattutto, essere utile agli altri.

È una piccola rivoluzione culturale.

Per decenni abbiamo costruito città pensando soprattutto alle famiglie giovani e agli adulti che lavorano.

Ora l'Italia che invecchia ci obbliga a porci una domanda diversa: come vogliamo che siano le case quando avremo settant'anni?

Forse la risposta non sarà un appartamento più grande.

Forse sarà un appartamento normale, con una porta che possiamo chiudere quando desideriamo stare soli.

E un'altra porta, poco più in là, che possiamo aprire quando abbiamo bisogno degli altri.

Perché invecchiare non dovrebbe significare scomparire dalla vita sociale.

Potrebbe significare, semplicemente, continuare a farne parte in un modo diverso.

Non una casa di riposo.

Non isolamento.

Una casa propria, con una comunità intorno.

In breve:
— A Figino, Milano, esiste un progetto di cohousing dedicato ad anziani autosufficienti.
— Il modello combina abitazioni private e spazi comuni per favorire autonomia e socialità.
— L'obiettivo più profondo non è assistere gli anziani, ma permettere loro di continuare a vivere una vita attiva e comunitaria.

...più che "Badante" meglio Assistente Familiare di Condominio. Un modo diverso e condiviso di dare supporto agli anzian...
26/08/2026

...più che "Badante" meglio Assistente Familiare di Condominio.
Un modo diverso e condiviso di dare supporto agli anziani che vivono nello stesso Stabile o sono vicinanti.
Una figura professionale nuova nuova che integra oltre alle capacità assistenziali anche capacità relazionali e di integrazione al contesto ambientale.

Un condominio può diventare una rete di assistenza.
In diverse città italiane è attivo il servizio della badante di condominio, una figura che offre assistenza condivisa alle persone anziane che vivono nello stesso stabile.
Il servizio comprende supporto nelle attività quotidiane, accompagnamento, monitoraggio e momenti di socializzazione. La presenza di una professionista all’interno del condominio permette di distribuire i costi dell’assistenza tra più famiglie e di mantenere un riferimento vicino alle persone.
In alcuni progetti la badante svolge anche un ruolo di “custode sociale”, favorendo le relazioni tra vicini e segnalando situazioni di possibile vulnerabilità.
Il modello è stato sperimentato a Milano, Torino, Bologna e Genova e si sta estendendo ad altri territori.
Una forma di welfare che parte da un luogo quotidiano e mette in relazione assistenza, vicinato e comunità.

🔗 Scopri di più nel nostro articolo: https://www.mezzopieno.org/2026/la-badante-di-condominio-per-non-lasciare-soli-tanti-anziani/

Con l'avanzare della tarda eta' gli anziani  fanno fatica a uscire di casa....la solitudine incombe ....il Cohousing , l...
26/08/2026

Con l'avanzare della tarda eta' gli anziani fanno fatica a uscire di casa....la solitudine incombe ....il Cohousing , l'abitare condiviso in piccole case famiglia puo essere una buona soluzione di socialità e di progressivo supporto a bisogni anche di leggera assistenza se diventa necessaria nel tempo.

🏠 GLI ANZIANI CHE NON ESCONO PIÙ DI CASA

A volte la casa protegge. Altre volte, lentamente e senza rumore, diventa una gabbia.

In una conferenza, Umberto Galimberti riflette sugli anziani che progressivamente smettono di uscire di casa.

Non sempre è una questione di pigrizia, disinteresse o mancanza di volontà. Per alcune persone anziane, il mondo esterno può diventare troppo veloce, rumoroso e difficile da decifrare.

Le informazioni si moltiplicano, le abitudini cambiano, la tecnologia modifica persino i gesti più semplici. Ciò che un tempo era familiare può apparire improvvisamente estraneo. Uscire, incontrare persone o affrontare un ambiente affollato può trasformarsi in una fatica e, talvolta, in una fonte di angoscia.

Nel pensiero di Galimberti, la vecchiaia non è soltanto una condizione biologica: è anche il rapporto tra una persona e un mondo che cambia più rapidamente di quanto lei riesca a riconoscersi in esso.

La casa diventa allora un rifugio: un luogo conosciuto, ordinato e prevedibile. Ma quando il ritiro si prolunga, quel rifugio rischia di restringere sempre di più la vita.

È necessario, tuttavia, non generalizzare. Dietro la scelta di rimanere in casa possono esserci difficoltà motorie, problemi di salute, paura di cadere, lutti, solitudine, fragilità economiche, ansia, depressione oppure la perdita delle relazioni che un tempo davano significato alle giornate.

Per questo non basta dire: “Devi uscire.”

Non servono rimproveri né imposizioni. Occorre avvicinarsi con rispetto, ascoltare senza giudicare e proporre piccoli passi compatibili con i desideri e le possibilità della persona: una breve passeggiata, una visita regolare, una telefonata, un incontro con qualcuno di fidato o un’attività capace di riaccendere interesse e partecipazione.

Quando il ritiro diventa persistente o si accompagna a tristezza profonda, disorientamento, disturbi del sonno o cambiamenti importanti nel comportamento, è opportuno parlarne con il medico di famiglia o con un professionista competente.

Una società civile non considera gli anziani un peso e non li abbandona dietro una porta chiusa. Ne riconosce l’esperienza, la memoria e il diritto a continuare a sentirsi parte della comunità.

Perché nessuno dovrebbe diventare invisibile soltanto perché ha smesso di uscire di casa.

Quante persone anziane vivono vicino a noi senza che nessuno domandi loro: “Come stai davvero?”

Pensiero di riferimento: Umberto Galimberti

A cura di Focus 3.0 – Associazione No Profit

🏩🏠🏣LE IMMOBILIARI E IL NUOVO MERCATO DELLE ABITAZIONI PER GLI ANZIANI . Su Il Sole 24 ore....
11/08/2026

🏩🏠🏣LE IMMOBILIARI E IL NUOVO MERCATO DELLE ABITAZIONI PER GLI ANZIANI . Su Il Sole 24 ore....

💞👓 una bella sorpresa sul Messaggero di oggi...il Volontariato in numeri e non solo.❤️💞 la Casa del Volontariato di Pord...
10/08/2026

💞👓 una bella sorpresa sul Messaggero di oggi...il Volontariato in numeri e non solo.

❤️💞 la Casa del Volontariato di Pordenone, a servizio della Comunità, offre con i suoi volontari, presenza, informazione, competenza, disponibilità, sostegno.

💞💞 gli Sportelli:
- Informare per Aiutare
- Senior Cohousing
- Un Anziano al Telefono
- I Laboratori...

💞💞 collabora in rete con le Associazioni Socio Sanitarie del Territorio

28/07/2026
CREST ANZIANI E NON SOLO....
28/07/2026

CREST ANZIANI E NON SOLO....

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