L' associazione ARTSaM DDN Odv è impegnata a gestire Gruppi di convivenza non istituzionalizzati in case dove persone che soffrono di patologie legate alla salute mentale vivono, in comunità, con il fine della autonomia e della piena integrazione sociale. Le persone che abitano in questi appartamenti hanno fatto un percorso riabilitativo, che ha permesso loro di superare, in tutto o in parte,
i loro disagi, e desiderano avere una vita autonoma lontana da un ambiente familiare in cui a volte si possono riprodurre condizioni di vita solitaria ed infelice o subordinata. Il concetto di guarigione clinica, propria della terminologia medica, in psichiatria non si deve identificare con il semplice controllo dei sintomi, che può equivalere ad una mera cronicizzazione della malattia , ma deve tendere al pieno recupero cioè alla piena riappropriazione dell'esperienza di sé. Ma non basta una buona terapia per il pieno recupero: la dimensione economica, l'autonomia abitativa, e la rete di relazioni sociali ne sono la premessa irrinunciabile. E' per questo che rimarchiamo per i nostri appartamenti il termine non istituzionalizzati perché siamo scettici sul fatto che le istituzioni e la psichiatria, nel tempo, non riproducano in queste strutture ambienti coercitivi. Ambienti cioè in cui il fine precipuo è quello del controllo o anche della terapia ma non quello della piena autonomia. Il nostro sforzo maggiore, come associazione di familiari è quello di riprodurre un ambiente accogliente e sereno in cui sia ridotta al minimo, la presenza di collaboratori o di addetti ai lavori e sia possibile una autonomia abitativa: è bene che tutti i progetti siano studiati in collaborazione con il DSM e gli operatori, poi però la loro presenza nelle nostre case deve essere ridotta ai casi di effettiva necessità. Le case sono di chi ci abita e gli operatori esterni sono ammessi e graditi se mantengono il loro ruolo di ospiti. Ora dopo dodici anni abbiamo la ragionevole certezza che l'esperienza fatta sia altamente positiva. Abbiamo già realizzato a tutt’oggi 10 residenze (tre a Pordenone, due ad Azzano X, due a Sacile e tre a Spilimbergo). Complessivamente nei dieci gruppi-appartamento abitano 45 persone precedentemente in carico al DSM, col risultato di permettere un significativo turn-over nelle strutture dipartimentali (pari al 50%); il tutto ha comportato l’assunzione di quindici assistenti familiari. Le persone che abitano questi appartamenti a nostro parere, devono potere considerare questa abitazione la propria casa senza svilenti etichette di pazienti o di ospiti, ma con un proprio ruolo di protagonisti attivi nella conduzione, con diritto di parola e di opinione. Le assistenti familiari che condividono la quotidianità dei nostri familiari devono essere preparate a questo compito: e' un lavoro molto delicato e devono avere la necessaria preparazione: noi puntiamo sulle loro capacità tecniche, sul senso di responsabilità ma anche sulla benevolenza; solo così possono svolgere un ruolo significativo importante che è quello del coinvolgimento delle persone, nella gestione della casa: non devono mai dimenticare le assistenti che lo scopo di queste residenze è quello di rendere possibile, tenendo in debito conto le personali caratteristiche di ciascuna persona, un progetto di possibile autonomia. Le necessarie regole della casa vanno sempre spiegate, condivise ed accettate . Capire significa anche farsi da parte quando non è necessaria la presenza e non interferire quando non è necessario. Capire che la luna storta non è segno di malattia e che c’è uno spazio personale per ciascuno che bisogna rispettare. Noi cerchiamo di trasmettere questo concetto alle nostre assistenti .