Canti, Balli, Antichi Mestieri, Carni, Formaggi, Vino e Dolci Si potrebbe dire che senza il Dies Nundinarum celebrato il giorno prima della ormai famosa ricostruzione storica dell’antica sfida delle balestre, unica in tutta la nostra Regione, il Certame non sarebbe arrivato al successo ed ai riconoscimenti che gli sono piovuti addosso da ogni dove. Il Dies Nundinarum è, in fondo, il giorno dell’at
tesa. Precede il Certame, è il riposo prima della gara che eleggerà il Capitano vincente, a cui toccherà il gravoso e onorevole compito di proteggere il Castello per un anno intero. Esso ha il preciso scopo, voluto fortemente dell’Associazione, di ricreare la suggestiva scenografia dell’ambiente medievale, ma l’ammirevole impegno dei suoi artefici guidati dalla infaticabile Maria Grazia Coltella, ha superato ogni più rosea aspettativa.. Passeggiare quel giorno per le strade del Quarto di Castello, dove l’assetto urbanistico è quello autentico medioevale, sviluppatosi attorno alla centralità del palazzo dei duchi Cantelmo, nonostante le inevitabili aberrazioni della modernità, ha il fascino della scoperta di un mondo antico che, tramontato e ignoto alla coscienza dei più e quasi come una favola, consente la riscoperta di ataviche emozioni che vibrano intensamente dentro di noi al rapido crescere dell’ansimare mentre si salgono i primi gradini della magnifica scalinata di S. Fiaccole accese, profumo di lavanda, al visitatore viene venduto vino dalle antiche cantine rinate a nuova vita e aperte fino a tardi, e pane di farro e dolci tipici dell’epoca. Salendo tra una miriade di vicoletti, in un percorso sapientemente guidato, nulla manca di quello che accadeva in un mercato tipico e realmente esistito nel 1485. Il caseario lavora ai suoi formaggi; lo scalpellino, lo speziale, la materassaia, sono intenti ai loro mestieri. Il tempo è fermo alla fine del Medioevo. Facile, quindi, incontrare, in un giorno tanto importante, i Capitani dei Quarti che passeggiano nervosamente tra la gente, quasi in ricognizione, pensando al Certame imminente. Meglio, allora, distrarsi un po’, per allentare la tensione contagiosa, inerpicandosi ancora, fino a trovare, nello scenario naturale di una deliziosa piazzetta, nel cuore del centro storico, i teatranti girovaghi dall’ironia acuta e un po’ furbetta di quei tempi, in grado di suscitare risate genuine. E ancora, musici, giocolieri, chiarine, dame e popolane a passeggio. Dal cortile del Palazzo ducale salgono le voci dei commensali del “Desinar co lo Conte”, il banchetto con menù medievale intervallato da spettacoli in tema. Corre un ladro tra la folla, rincorso dagli armigeri, mentre davanti la Chiesa di S. Lorenzo, due giovani si sfidano a duello, forse per amore. I Capitani rientrano nelle loro dimore, qualche fiaccola comincia a spegnersi, le botteghe a chiudere, ma la magia continua. Ed il fluire ordinato di questi avvenimenti per opera dei numerosi, instancabili aiutanti, cui mai potrà essere sufficiente il riconoscimento degli organizzatori della Recta Rupes, appare l’elemento scontato di un’abilità creativa, come se a monte di tutto ci fosse una mano invisibile solerte e capace, che dà corpo all’abilità collettiva di tutti i componenti, nella stragrande maggioranza costituiti da donne, del Comitato organizzatore del Dies Nundinarum.