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13/05/2026
29/04/2026

LA FERITA DA ABBANDONO: COME LE MANCANZE DELL’INFANZIA CONDIZIONANO L’ADULTO

La ferita da abbandono è un trauma emotivo profondo e doloroso che una persona possa sperimentare. Non si tratta solo di "tristezza per un addio", ma di uno stato d'animo strutturale che influenza il modo in cui ci percepiamo e come interagiamo con gli altri.
Secondo la prospettiva della psicologia dello sviluppo, questa ferita si attiva generalmente tra il primo e il terzo anno di vita, spesso nel rapporto con il genitore di sesso opposto.
Non è sempre un addio fisico, essa può nascere anche da una mancanza di nutrimento affettivo, da un genitore emotivamente distante, o da particolari eventi come la nascita di un fratellino, un ricovero ospedaliero o il ritorno al lavoro della madre.
In questo caso, Il bambino non si sente "abbastanza" per trattenere l'altro a sé, e la paura viscerale è quella di restare soli e senza protezione.
La ferita da abbandono nasce nel momento in cui, da piccoli, abbiamo percepito che l'altro non c'era: in quel vuoto, il bambino non pensa “papà è stanco” ma “io non valgo abbastanza per farlo restare”.
Crescendo, questa ferita si trasforma in una forma di "fame affettiva"; chi ne soffre diventa sensibilissimo a ogni minimo segnale di distacco: un messaggio visualizzato e non risposto, un tono di voce più freddo o un impegno improvviso del partner vengono percepiti come minacce vitali.
Per questo motivo, per non sentire il vuoto di quella solitudine, l'adulto indossa la maschera del Dipendente. Diventa come un camaleonte sociale: cerca di essere indispensabile, evita i conflitti a ogni costo e sviluppa una "fame d'amore" che non sembra mai saziarsi. La solitudine non è vista come un momento di relax, ma come una minaccia esistenziale.
Nelle relazioni, questa ferita crea un corto circuito. Per paura di essere lasciata, la persona può diventare soffocante o eccessivamente gelosa e questo comportamento finisce spesso per allontanare il partner.
Guarire non significa che la paura svanirà completamente, ma che essa smetterà di essere alla guida della vita dell'individuo.
La vera svolta avviene quando la persona impara a "stare nel proprio corpo" anche nei momenti di solitudine.
Invece di cercare disperatamente qualcuno che colmi le proprie lacune interiori, il soggetto inizia a comprendere che quel vuoto può essere abitato dalla propria presenza. Si compie così un passaggio fondamentale: dal sentirsi incapaci di sopravvivere senza l'altro, alla consapevolezza di voler condividere la vita per scelta, sapendo di poter contare sulle proprie risorse in caso di distacco. È la transizione definitiva dalla dipendenza all'autonomia affettiva.
In sintesi, chi soffre di questa ferita è come se portasse dentro di sé un bambino che trema nel buio: il compito dell'adulto non consiste nel cercare qualcuno dall'esterno che accenda la luce, ma nel sedersi accanto a quella parte ferita, rassicurandola che, questa volta, non verrà abbandonata.
Cristina Sirabella

28/04/2026

LA PAURA: MECCANISMI FISIOLOGICI E RISVOLTI PSICOLOGICI


La paura è una delle emozioni più antiche e potenti del regno animale. E’ un sofisticato meccanismo di sopravvivenza che coinvolge una sinergia perfetta tra mente e corpo.
Dal punto di vista biologico, la paura è una risposta fisiologica immediata a uno stimolo percepito come pericoloso. Tutto parte dal cervello, precisamente dal sistema limbico.
Quando percepiamo una minaccia, l'amigdala si attiva istantaneamente, inviando segnali all'ipotalamo; l’ipotalamo, di conseguenza, stimola le ghiandole surrenali a rilasciare un cocktail di ormoni, tra cui adrenalina e cortisolo.
Il corpo subisce così trasformazioni radicali in millisecondi: Il battito cardiaco e la pressione sanguigna aumentano per pompare più sangue ai muscoli, i polmoni si dilatano per incamerare più ossigeno e le pupille si dilatano.
Se la biologia è la reazione, la psicologia è l'elaborazione.
A livello psichico, infatti, la paura non è sempre legata a un pericolo reale e immediato, ma può essere scatenata da pensieri, ricordi o proiezioni future.
La maggior parte delle nostre paure è appresa attraverso l'esperienza o il condizionamento sociale, e spesso la paura nasce da una valutazione cognitiva: il cervello analizza lo stimolo e capisce se ci troviamo difronte a una minaccia.
Se questa valutazione è distorta, si entra nel campo dell'ansia (una paura proiettata verso il futuro) o delle fobie (paure irrazionali verso oggetti specifici).
Psicologicamente, la paura ci serve a stabilire dei limiti, in quanto, senza di essa, non saremmo in grado di valutare il rischio, mettendoci costantemente in pericolo.
In sintesi, la paura è un ponte tra il nostro passato evolutivo e la nostra complessità mentale. Sebbene possa essere paralizzante, la sua funzione primaria è proteggerci. Comprendere che si tratta di un processo biochimico può aiutare, a livello psicologico, a razionalizzare le reazioni eccessive e a gestire meglio lo stress nei momenti di crisi.
Cristina Sirabella

05/01/2026

Tiziana Barrella – La Befana: da dea etrusca ad amato personaggio dell’Epifania Vecchia, curva, con le scarpe rotte e una scopa per volare. Ma dietro la Befana, figura amatissima del

01/01/2026

Attraverso un viaggio nel tempo si analizzeranno le correnti storiche e sociali che hanno fatto da sfondo culturale a quella che comunemente è stata una grande forma di isteria di massa.

L'eliminazione di streghe, stregoni e ideologici bizzarri, sarà analizzata alla luce del moderno diritto e della normativa a sostegno dei valori umani.
Vi aspettiamo il 3 Gennaio...Non mancate.

https://www.youtube.com/watch?v=JywlwWob9K0
26/12/2025

https://www.youtube.com/watch?v=JywlwWob9K0

La Reggia di Caserta ha accolto la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026. 📸 Le immagini di Fabio Marro raccontano l’emozione di una matti...

24/12/2025

Natale e l’arte presepiale

Tra le festività più sentite al mondo, insieme al Capodanno, spicca senza dubbio il 25 dicembre, giorno in cui la tradizione cattolico-romana celebra la nascita di Gesù. Non tutti, però, festeggiano il Natale nello stesso modo e soprattutto nella stessa data. Al di là delle differenze culturali, gastronomiche e rituali che variano da Paese a Paese, per i cristiani ortodossi il Natale cade il 7 gennaio, con ben tredici giorni di scarto. Una differenza che affonda le sue radici nel calendario.
Molte Chiese ortodosse, infatti, seguono ancora il calendario giuliano, introdotto nel 45 a.C. da Giulio Cesare, e non quello gregoriano, adottato solo nel 1582 da papa Gregorio XIII con la bolla Inter Gravissimas. Alcuni Paesi, come la Grecia, hanno scelto di uniformarsi al calendario occidentale almeno per la celebrazione del Natale, ma in molti altri la tradizione resta immutata.
Il racconto evangelico della Natività ha trovato nel tempo una delle sue espressioni artistiche più alte nell’arte presepiale. In Campania, e in particolare a Napoli, questa tradizione rappresenta un perfetto equilibrio tra innovazione e memoria storica, grazie al lavoro instancabile delle botteghe artigiane che operano tutto l’anno. Il cuore pulsante di questa arte è senza dubbio San Gregorio Armeno, celebre strada del centro storico dove storia, misticismo e creatività si intrecciano in modo unico.
Il luogo prende il nome da San Gregorio, santo di origine armena venerato anche dalla Chiesa copta e ortodossa, il cui cranio è custodito nell’omonima chiesa. La reliquia, racchiusa in uno scrigno d’argento di raffinata fattura napoletana, si trova in un edificio barocco di straordinario valore artistico, sorto sulle fondamenta di un antico tempio dedicato alla dea Cerere.
Le stradine di questa zona, oggi meta turistica di eccellenza e spesso scenario di set cinematografici, ospitano numerose botteghe artigiane aperte tutto l’anno. Qui, secondo una tradizione tramandata di generazione in generazione, prendono forma icone sacre, pastori e personaggi della contemporaneità, diventati ormai simboli dell’arte presepiale napoletana: da Totò a Eduardo De Filippo, da Diego Armando Maradona a Pino Daniele.
Il primo presepe napoletano viene tradizionalmente attribuito a Martino De Simone De Jadena, che nel 1458 realizzò, su commissione, le statuine della Natività. Tuttavia, l’usanza di rappresentare figure sacre o protettive affonda le sue radici in epoche ben più antiche. Già gli Etruschi e i Romani decoravano le nicchie domestiche con i Lari, spiriti protettori degli antenati ai quali affidare la vita quotidiana.
L’arte presepiale raggiunse il suo massimo splendore nel Settecento, durante il periodo borbonico, grazie alla grande passione del sovrano dell’epoca. Il suo entusiasmo per il presepe, ancora oggi visibile nell’allestimento permanente della Reggia di Caserta, spinse la nobiltà a commissionare opere sempre più elaborate, nel desiderio di ottenere il favore reale.
Oggi San Gregorio Armeno, situata tra il Decumano Inferiore – la celebre Spaccanapoli – e Piazza San Gaetano, l’antica agorà greca, rappresenta una vetrina permanente di autentiche opere d’arte. Durante il periodo natalizio, tra luci, profumi e colori, la strada si trasforma in un luogo capace di evocare un’atmosfera di festa, tradizione e meraviglia. Una visita è quasi d’obbligo, così come lo è portare a casa almeno una di queste creazioni, da esporre con orgoglio come simbolo di una tradizione senza tempo.
TIziana Barrella

05/12/2025

Presentazione ufficiale + Firmacopie
Il momento che aspettavamo è arrivato.
Un thriller che unisce indagine, riti magici, simboli misteriosi e suspense verrà presentato in una cornice unica, dove il mistero incontra la storia.
Castello di Barletta – La Sala Rossa
19 Dicembre a partire dalle ore 18:00
Ingresso gratuito

Sarà presente l’autrice Tiziana Barrella, pronta a incontrare lettori, professionisti del diritto, appassionati di criminologia e chiunque voglia scoprire cosa si nasconde dietro un’opera intensa, documentata e profondamente umana.

Potete ascoltare la colonna sonora scannerizzando il QR Code, del premio Globo D'Oro Pericle Odierna.

Un viaggio nell’oscurità… insieme a chi la studia da sempre.

Indirizzo

Torre N. 09 Pontelatone (CE)
Pontelatone
81040

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