10/09/2024
Sabato scorso a Lucca si è tenuto il Gay Pride di Lucca, manifestazione a cui l’adesione da parte degli esponenti del nostro Comune non è avvenuta solo a livello personale, ma anche istituzionale.
La ragione non espressa ma implicita di questa scelta è stata evidentemente che non ci fossero profili critici o temi da affrontare al riguardo, ma che si trattasse di una scelta buona e giusta e per conferma basti pensare alle parole che abbiamo ascoltato e letto a riguardo: gioia, inclusività, diversità, apertura, gentilezza, diritti.
Come se avere un pensiero dissenziente rispetto al significato di questa manifestazione o al modo in cui è andata in scena ed è stata gestita, significhi essere portati di valori opposti, di cattiveria e male e denoti la volontà di privare qualcuno dei propri diritti.
Abbiamo avuto l’ennesima prova di quanto il messaggio politico legato alle questioni sul genere e sulla sessualità personale e collettiva, sia deformato ad uso delle masse, trasformato nella divisione tra buoni e cattivi e volutamente disancorato da una visione davvero inclusiva, che rispetti ed accetti il pensiero dissenziente.
Il tema da affrontare in maniera seria riguarda il pensiero sociale e culturale che ruota in torno ai temi della sessualità, del gender, con la consapevolezza che si tratta di avere una visione meno banale di quanto queste manifestazioni ci vogliano far credere, perché impatta in maniera esplicita sul concetto e sul sentimento di famiglia che ciascuno ha, sull’educazione alla sessualità dei figli; ma anche per altri aspetti meno immediati, ma comunque rilevanti, che dilaga in maniera trasversale nella vita politica di ogni Stato, pensiamo infatti alla campagna elettorale americana, in cui la democratica Kamala Harris, portavoce delle posizioni LGBTQ+ e transgender ha ricevuto e riceve una forte critica a livello internazionale dai tanti stati africani in cui si era recata per un viaggio istituzionale ed in cui era andata a portare l’agenda americana della comunità transgender, con richiesta acritica di imporre a livello legislativo agli appartenenti della comunità LGBTQ+, i diritti considerati meritevoli e validi per l’America, pena soppressione di ogni finanziamento economico.
Una visione politica che è stata percepita e contestata come nuova forma di colonialismo, sostitutiva dei missionari portatori del Vangelo.
Su questi temi politici elevatissimi una collettività cittadina politica ha l’obbligo di riflettere e discutere, prima di mandare i propri rappresentanti a aderire festosamente con quella fascia tricolore al collo che tutti dovrebbe rappresentare ed includere.