11/02/2026
Incontro della Fondazione Pescioli sui Patti educativi territoriali
Sabato 7 febbraio si è svolto a Pontedera, presso l’aula magna dell’IC Curtatone e Montanara (Polo D. Carlesi), l’incontro organizzato dalla Fondazione Pescioli su “I patti territoriali per costruire comunità educanti”. Nell’occasione è stato presentato l’omonimo volume, edito da Erickson e curato da Maria Paola Pietropaoloper la rete delle scuole Senza Zaino, per una scuola comunità.
Dopo l’introduzione di Alessandro Frosini, direttore culturale della Fondazione, che ha presentato il tema dell’incontro, e i saluti iniziali di Maura Biasci, dirigente dell’Istituto ospitante e dell’assessore all’istruzione del Comune, Francesco Mori, è stata proprio la curatrice ad aprire gli interventi. Pietropaolo - che è anche la direttrice della rivista Senza zaino, per una scuola comunità - ha ricordato lo sviluppo del patti a partire dal Regolamento dell’autonomia scolastica, sottolineando in particolare che l’alleanza fra scuola e soggetti del territorio è importante non solo per gli Istituti che operano in contesti problematici ed in chiave esclusivamente di contrasto della povertà educativa ma riguarda tutte le scuole e tutte le alunne e gli alunni, essendo diventata ormai una condizione necessaria per l’educazione nella società contemporanea. Ad una panoramica più ampia di ciò che rappresentano oggi i patti educativi è stato dedicato il successivo intervento di Giuseppina Mangione, ricercatrice INDIRE e referente dell’Osservatorio nazionale sui patti educativi. Mangione ha illustrato in sintesi la realtà di oltre 700 accordi, di varia natura, denominazione ed estensione, distinguendo in particolare fra i patti di area territoriale più vasta e gli accordi di singole scuole con i soggetti e gli attori più prossimi all’interno di quelle stesse comunità.
Di esempi concreti, riferiti alle proprie esperienze di dirigenti scolastici, hanno poi parlato Daniela Pampaloni - già DS o oggi coordinatrice nazionale della Rete Senza zaino - e Alfonso D’Ambrosio - dirigente dell’IC di Lozzo Atesino. Pampaloni ha insistito in particolare sul ruolo del dirigente, chiamato a realizzato un “patto interno” alla scuola, rivolto a porre al centro i bisogni educativi e l’autonomia di alunne e alunni, per poi realizzare le relazioni costitutive di una più ampia comunità educante; D’Ambrosio ha sottolineato la dimensione culturale - addirittura “spirituale” - di un’azione collettiva che costruisce una scuola “senza confini”.
L’ultimo intervento è stato di Francesco Biasci, membro del CRED della Valdera. Il suo contributo ha richiamato il primo Patto di comunità educante della nostra zona, sottoscritto già nel 2006 e ha ricordato che una versione aggiornata di questo accordo è in approvazione in questi giorni da parte della Conferenza educativa del Comuni della Valdera. Questo rinnovato patto educativo, dovrà essere - ha puntualizzato Biasci - la cornice entro la quale ogni scuola svilupperà le sinergie funzionali a realizzare i propri obiettivi educativi.
All’incontro, terminato con alcuni brevi interventi del pubblico, hanno partecipato più di ottanta persone, in massima parte insegnanti e dirigenti delle scuole della zona.