07/09/2026
"La prima volta che ho alzato la mano per dire la mia, ho sentito che la classe mi guardava davvero."
Non è un voto alto o un compito perfetto. È quel momento, lì, in cui uno studente smette di essere un "fantasma" in fondo all'aula e diventa una persona che ha qualcosa da dire.
Spesso vediamo arrivare ragazzi che non parlano ancora bene l'italiano e che si chiudono in un silenzio di protezione. Il nostro lavoro – quel volontariato fatto la sera, dopo il lavoro, tra un impegno e l'altro – serve a dare loro gli strumenti per uscire da quel silenzio. Non per forza per diventare i primi della classe, ma per esistere. Per far sentire la propria voce.
Restituire a un ragazzo la possibilità di partecipare, di discutere, di dire "io la penso diversamente" è il vero potere di quello che facciamo. Le parole sono ponti, e noi siamo qui per assicurarci che tutti abbiano un modo per attraversarli. È settembre, e presto torneremo a costruire ponti in ogni scuola della provincia.