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Coordinate Orientamenti, percorsi e risorse per professionisti dell’educazione. Coordinamento pedagogico, formazione, consulenza e progettazione in ambito educativo.

Venerdì 16 ottobre, a Palazzo Fossombroni ad Arezzo, si è aperto il festival , realizzato da  con il convegno “Dai piedi...
20/10/2026

Venerdì 16 ottobre, a Palazzo Fossombroni ad Arezzo, si è aperto il festival , realizzato da con il convegno “Dai piedi alla testa”.

A moderarlo è stata Romina Nesti, pedagogista, formatrice e coordinatrice pedagogica di .scs

Il punto di partenza è un paradosso. Il diritto al gioco è sancito dall’art. 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, eppure il gioco libero è sempre più eroso da tempi strutturati e spazi ridotti. Il gioco libero non è perdita di tempo e non prepara all’apprendimento: è già apprendimento. All’adulto spetta una regia discreta: predisporre contesti, osservare, sostenere, riconoscere bambine e bambini come soggetti competenti.

Per chi coordina servizi 0-6 la domanda è molto concreta: quali condizioni, in un nido o in una scuola dell’infanzia, permettono davvero ai bambini di giocare?

Coordinare significa guidare o rendere comprensibile una direzione?Un gruppo può seguire chi coordina per ruolo, per abi...
19/10/2026

Coordinare significa guidare o rendere comprensibile una direzione?

Un gruppo può seguire chi coordina per ruolo, per abitudine, per rispetto. Ma quando le scelte non sono comprese restano fragili: basta un cambiamento, una difficoltà, un nuovo ingresso, e tutto torna in discussione.

Farsi capire significa spiegare il perché delle decisioni, rendere visibili i criteri, lasciare spazio alle domande. Richiede più tempo all'inizio, ma costruisce un gruppo capace di muoversi anche quando chi coordina non c'è.

Nel tuo ruolo, quanto tempo dedichi a spiegare il perché delle scelte?

Il cambiamento lo si può annunciare oppure accompagnare.Annunciarlo è rapido: basta una comunicazione, una riorganizzazi...
16/10/2026

Il cambiamento lo si può annunciare oppure accompagnare.

Annunciarlo è rapido: basta una comunicazione, una riorganizzazione, una nuova sigla. Accompagnarlo richiede altro: tutelare il compito, dare senso all’agire quotidiano, costruire corresponsabilità, curare la comunicazione e le persone che nei servizi educativi lavorano ogni giorno.

Di questo parleremo sabato 24 ottobre a Firenze, nella giornata di studi “Accompagnare nel cambiamento”: un intervento di apertura sulla leadership nei contesti ad alta complessità, tre laboratori paralleli e una tavola rotonda su quali cambiamenti stanno attraversando oggi i servizi educativi.

Le iscrizioni sono aperte.

📍 Centro Studi CISL, Via della Piazzuola 71, Firenze
🗓 Sabato 24 ottobre 2026, dalle 8:30 alle 16:00
✔️ Ingresso gratuito, 80 posti
🍽 Pranzo incluso su prenotazione
📄 Attestato di partecipazione

Con il patrocinio di

Richiedi l'iscrizione scrivendo a: [email protected]

Il pensiero critico si insegna, o si crea lo spazio perché accada?Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna dell’I.S.I.S. “V. Fos...
13/10/2026

Il pensiero critico si insegna, o si crea lo spazio perché accada?

Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna dell’I.S.I.S. “V. Fossombroni” di , ce lo siamo chiesti con Luca Mori, filosofo e ricercatore dell’Università di Pisa, che da vent’anni progetta laboratori di conversazione filosofica nelle scuole, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado.

Educare al pensiero critico non vuol dire aggiungere una materia o un’attività al programma. Vuol dire imparare a chiedere ragioni, a distinguere un fatto da un’opinione, a confrontare punti di vista diversi, a riconoscere i presupposti da cui si parte. Sono abitudini che si costruiscono nel tempo, dentro le pratiche quotidiane della classe: nel modo in cui si fanno le domande, si accolgono i dubbi, si lascia spazio ai ragionamenti di bambini e ragazzi prima delle risposte giuste.

Un grazie al Comune di Grosseto e all’I.S.I.S. “V. Fossombroni”, che ha ospitato l’incontro, e a chi c’era e ha portato domande ed esperienze.

Il seminario è stato promosso nell’ambito delle attività dell’Organismo di Coordinamento Zonale Educazione e Scuola della Zona dell’Educazione e dell’Istruzione Grossetana.

Quante delle vostre riunioni si chiudono con una decisione?Le Linee pedagogiche zerosei descrivono la collaborazione nel...
12/10/2026

Quante delle vostre riunioni si chiudono con una decisione?

Le Linee pedagogiche zerosei descrivono la collaborazione nel gruppo come un tratto peculiare della professionalità educativa. Ma collegialità non significa riunirsi spesso: significa riuscire a decidere insieme.

Cinque condizioni organizzative, semplici e spesso trascurate, che fanno la differenza tra una riunione che produce verbali e una che produce cambiamenti.

Quale di queste manca più spesso nelle vostre équipe?

Se tutto è urgente, niente lo è davvero.Telefonate, sostituzioni, richieste delle famiglie, scadenze amministrative: nei...
10/10/2026

Se tutto è urgente, niente lo è davvero.

Telefonate, sostituzioni, richieste delle famiglie, scadenze amministrative: nei servizi educativi l'urgenza è quotidiana. Il rischio è che il tempo si riempia di risposte e resti vuoto di decisioni.

Distinguere l'urgente dall'importante non è una questione di agenda personale, ma di scelte condivise: chi stabilisce le priorità, con quali criteri, e dove si protegge il tempo per progettare.

Nel tuo lavoro, cosa resta sempre indietro quando arriva un'urgenza?

Chiedere un parere a una collega: apertura o esposizione?Nei gruppi educativi il feedback è spesso raro, oppure arriva s...
08/10/2026

Chiedere un parere a una collega: apertura o esposizione?

Nei gruppi educativi il feedback è spesso raro, oppure arriva solo quando qualcosa non va. Così diventa un rischio: per chi lo dà, che teme di incrinare la relazione, e per chi lo riceve, che lo vive come un giudizio.

Perché diventi un'occasione servono condizioni precise: un clima di fiducia, riferimenti condivisi su cosa osservare, tempi dedicati. Non basta la buona volontà, serve un'organizzazione che lo renda possibile e normale.

Quando è stata l'ultima volta che nel tuo gruppo vi siete scambiati un feedback sul lavoro?

Cosa fa davvero un coordinamento pedagogico territoriale?La norma lo indica tra gli obiettivi strategici del sistema int...
06/10/2026

Cosa fa davvero un coordinamento pedagogico territoriale?

La norma lo indica tra gli obiettivi strategici del sistema integrato 0-6 e affida alle Regioni il compito di promuoverlo. Riunisce i coordinatori dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia di un territorio, qualunque sia il gestore.

Sulla carta è un organismo. Nella pratica è il luogo in cui servizi diversi imparano a parlare una lingua comune.

Nel tuo territorio, il coordinamento è un tavolo che si riunisce o un sistema che lavora?

Le parole con cui descriviamo i bambini, le bambine e il lavoro educativo non sono neutre: orientano lo sguardo, costrui...
04/10/2026

Le parole con cui descriviamo i bambini, le bambine e il lavoro educativo non sono neutre: orientano lo sguardo, costruiscono relazioni, definiscono cosa ci aspettiamo da chi cresce e da chi educa.

È il filo che attraversa il Settembre-Ottobre Pedagogico Zonale 2026, "La cura delle parole: narrazioni, emozioni e relazioni in educazione". In questi giorni il festival ha ospitato il seminario di Michele Mannelli, presidente di .scs, dedicato alle emozioni.

Grazie a educatrici, insegnanti e operatori che hanno partecipato con domande e punti di vista, e ai territori della Conferenza Zonale per l'educazione e l'istruzione della Bassa Val di Cecina (Rosignano, Cecina, Castagneto Carducci e Bibbona) che rendono possibile questo spazio di confronto.

Il festival prosegue fino al 31 ottobre, con incontri, laboratori e dialoghi aperti a educatrici, insegnanti, famiglie e territorio.

La partecipazione è gratuita.

Quante delle scelte di ogni giorno sono davvero scelte?Gli orari dell'accoglienza, la disposizione degli spazi, l'ordine...
03/10/2026

Quante delle scelte di ogni giorno sono davvero scelte?

Gli orari dell'accoglienza, la disposizione degli spazi, l'ordine del giorno delle riunioni, il modo di incontrare le famiglie. Molte decisioni organizzative sono state prese anni fa, da altre persone, per altre ragioni, e oggi resistono semplicemente perché nessuno le rimette in discussione.

L'abitudine non è un nemico: rende il lavoro sostenibile. Il problema nasce quando smettiamo di chiederci se ciò che facciamo serve ancora allo scopo per cui era nato.

Quale abitudine del vostro servizio meriterebbe una verifica?

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