27/01/2023
IL 'GRANDE DIVORAMENTO' CHE NON POSSIAMO DIMENTICARE
“Papà, perché siamo qui?”
“Perché siamo sinti e rom”.
“Siamo sinti e rom, ma non
abbiamo fatto niente.”
…e siamo arrivati ad Auschwitz.
HUGO HOLLENREINER
Oggi è il giorno della memoria. Ricordiamo lo sterminio di ebrei, Rom, Sinti, omosessuali, testimoni di Geova, disabili, comunisti, socialisti, socialdemocratici. La lucida pazzia del terzo Reich di costruire un ordine infero in cui tutto ciò che non corrispondeva all'idea astratta di una germanicità "ariana e nazionalista" doveva essere eliminato, ridotto in cenere. Vogliamo oggi ricordare il più dimenticato di questo stermini: lo sterminio di Rom e Sinti, il "Porrajmos", come si dice in lingua romaní, il "grande divoramento". Lo ricordiamo perché ancora oggi le comunità Rom e Sinti sono disperse, discriminate e oppresse in tutta Europa, perché ancora oggi in troppe persone sopravvive senza vergogna l'idea che questi popoli siano "geneticamente antisociali". Lo ricordiamo perché, come diceva Primo Levi, l'infezione del lager è estinta ma il patogeno serpeggia ancora tra noi. La questione di come la società si pone ancora oggi difronte a Rom e Sinti è la prova della sopravvivenza del patogeno della mentalità nazista.