05/06/2026
212° Anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri
Il 13 luglio 1814, con le Regie Patenti emanate da Vittorio Emanuele I di Savoia, Re di Sardegna, nasceva a Torino il Corpo dei Carabinieri Reali.  Era il tempo della Restaurazione, l’Europa tornava a respirare dopo i tumulti napoleonici, e il mio avo, rientrato nei suoi Stati dopo anni di esilio, volle dare al Piemonte un’istituzione all’altezza della sua tradizione: uomini scelti non soltanto per il coraggio, ma per la virtù.
Le stesse Regie Patenti recitavano: “Un Corpo di militari distinti per buona condotta e saggezza… allo scopo di contribuire sempre più alla maggiore prosperità dello Stato, che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni e fedeli Sudditi.” 
Non bastava saper maneggiare la carabina, da cui il corpo prende il nome: occorreva incarnare un’etica morale che sarebbe diventata il caposaldo dell’intera istituzione.  Fin dall’origine, il legame con la Corona non era soltanto formale: era un patto di onore.
Nei due secoli e oltre che ci separano da quel 13 luglio, i Reali Carabinieri, poi Arma dei Carabinieri, hanno attraversato ogni pagina della storia italiana. Dalle guerre risorgimentali alle trincee della Grande Guerra, dalla Resistenza alle stagioni buie del terrorismo, fino alle missioni di pace in ogni angolo del mondo: non c’è vicenda della storia italiana che non veda l’Arma a difesa del bene comune e dei valori fondanti della Nazione. 
Oggi, nel 212° anniversario, rendo omaggio a questa istituzione che porta ancora nel nome e nello spirito il segno della Casa Savoia. Fedeli nei secoli, alla legge, alla patria, al cittadino.
Emanuele Filiberto di Savoia