01/10/2026
I progetti 𝐒𝐀𝐈 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐒𝐚𝐛𝐢𝐧𝐚 e 𝐒𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐅𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 desiderano unirsi al coro di chi esprime profonda preoccupazione per la proposta del governo di introdurre un limite del 𝟑𝟎% di studenti stranieri per classe.
La scuola è il laboratorio dove si costruisce l'Italia di domani. È l'aula il primo spazio pubblico in cui i ragazzi crescono insieme, superano le barriere e imparano a essere 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.
Proprio per questo, la scuola ha bisogno di investimenti per 𝐮𝐧𝐢𝐫𝐞, non di tetti o barriere per dividere.
La misura proposta rischia di bloccare quel naturale processo di integrazione che la scuola di oggi dovrebbe avere come obiettivo, tenendo conto delle specificità di ogni territorio.
Crediamo che questo provvedimento, ancora non definito nei termini specifici di attuazione, miri a 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐛𝐨𝐥𝐢, andando a colpire non chi parla già italiano ma i minori appena arrivati, magari soli, isolandoli ancora di più nel momento del bisogno.
Quello che servirebbe non sono divieti bensì 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢: la scuola italiana soffre da anni di una scarsità di fondi che non ha eguali in Europa occidentale e nell'OCSE. Non servono slogan ideologici, ma insegnanti di italiano L2 e investimenti strutturali continui, non solo per i bambini stranieri, ma per tutti gli studenti e le studentesse di ogni ordine, grado e provenienza.
Anche il divieto di burqa e niqab nelle scuole ingigantisce un fenomeno quasi inesistente. Il rischio reale è una 𝐝𝐨𝐩𝐩𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 per le poche ragazze musulmane coinvolte, spingendole verso l'abbandono scolastico e l’isolamento.
La vera sicurezza e lo sviluppo del Paese nascono dalla coesione sociale e dall'apertura, dall’accoglienza e dall’integrazione, tutti obiettivi per cui i nostri progetti lavorano ogni giorno in questo territorio.
𝐂𝐨𝐥𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐯𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢, 𝐥𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐚.