06/09/2026
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Lorena Isceri è stata uccisa dall’ex compagno a Barberino del Mugello, a pochi passi da noi. In un’estate segnata da continui femminicidi (nove in poche settimane), la risposta non può essere la rassegnazione, né l’idea che esista una "soglia fisiologica" o inevitabile di donne che devono morire.
C’è un filo rosso che lega ogni singola forma di violenza: il rifiuto di riconoscere alle donne la libertà di scegliere della propria vita, del proprio corpo e delle proprie relazioni. Questa dinamica ci pone di fronte a una realtà che conosciamo bene: 𝐢 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚𝐭𝐢 né tragedie improvvise, ma il culmine di una catena progressiva di controllo e prevaricazione.
Lorena aveva paura. Non aveva denunciato. Questo ci ricorda quanto sia importante non lasciare mai sola una donna e non attribuire a lei la responsabilità di trovare, da sola, la strada per mettersi in salvo. 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨, 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐚𝐫𝐬𝐢, 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢, condizionati dalla paura, dal controllo e dalle conseguenze che una donna può temere per sé e per le persone vicine.
Come Centro Antiviolenza ribadiamo che la risposta non può essere delegata solo alle donne, né alla sola gestione dell'emergenza. Serve un cambiamento culturale profondo e sistematico che coinvolga tutta la società, ciascuno al proprio livello:
👉 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚: L'educazione affettiva e al rispetto per ragazze e ragazzi, a partire dalle scuole di primo grado. Bisogna insegnare fin da piccolissimi che l'altro non è mai una proprietà e che il rifiuto e la frustrazione non si combattono con la prevaricazione.
👉 𝐔𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚 𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚: Servono formazione continua e coordinamento tra tutti i servizi territoriali per intercettare i segnali di rischio prima che la catena della violenza arrivi al punto di non ritorno.
👉 𝐈𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢: La lotta alla violenza maschile sulle donne richiede risorse stabili per la prevenzione, per la protezione e per la cura degli effetti post-traumatici di chi resta - i familiari, le persone care, le figlie e i figli orfani di femminicidio.
La libertà di una donna di interrompere una relazione non può e non deve costarle la vita.
Per Lorena. Per tutte le donne uccise. Per quelle che hanno paura e per quelle che stanno cercando una via d'uscita, come Artemisia siamo e saremo al fianco di chi lotta ogni giorno per un mondo libero dalla violenza.
🗓️ Vi invitiamo a partecipare 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢, 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟔 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟏:𝟎𝟎, alla 𝗙𝗜𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗔𝗧𝗔 𝗜𝗡 𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗟𝗢𝗥𝗘𝗡𝗔 𝗜𝗦𝗖𝗘𝗥𝗜, in via Panciatichi a Firenze, per deporre un fiore nel luogo che Lorena aveva scelto come casa e nel quale aveva scelto di costruire la propria vita.
⚠️ Se stai vivendo una situazione di paura, controllo o violenza, anche se non vuoi o non ti senti pronta a denunciare, i Centri Antiviolenza sono spazi d'ascolto gratuiti, anonimi e senza giudizio.
📞 112 per emergenze immediate
📞 1522 Numero unico nazionale antiviolenza e stalking (h24)
📞 Artemisia Centro Antiviolenza (Firenze): 055 601375