17/05/2026
Torquato Tasso all’Accademia della Chionchina
Una conferenza, o meglio una Lectio Magistralis, quella tenuta dal professor Giampiero Giampieri all’Accademia della Chionchina in una serata conviviale con socie familiari che si è tenuta venerdì 15 maggio al ristorante il Cavallino Rosso di Valenzatico.
Un argomento che poteva essere ostico se la capacità espressiva e dialogante del professore, grande amante ed estimatore dell’autore della Gerusalemme Liberata, non avesse avuto l’abitudine di spiegarla agli studenti con la volontà di fare amare questo importante autore del Cinquecento.
La ragione di avere scelto per la serata di parlare del Tasso, oltre all’amore per l’autore, è dipesa dal fatto che la madre di Torquato Porzia de’ Rossi, pur essendo nata a Napoli e non avere mai visitato la Toscana, aveva antenati pistoiesi: in città esiste una via e un palazzo, la sede della Fondazione Caript, portano questo nome.
Ma veniamo al soggetto della conversazione. Giampieri ha esordito dichiarando tutto l’amore per questo grande poeta della letteratura italiana troppo ignorato nei programmi scolastici e “scansato” dagli insegnanti.
Da studioso e amante della letteratura, Giampieri mette in luce la grande fortuna di Tasso in Europa fino alla Gran Bretagna mentre anche in quel tempo era trascurato in Italia. A suo parere Pistoia dovrebbe avere più attenzione ai tanti pistoiesi illustri che ha avuto ma lasciati nell’oblio, come Tasso, appunto.
Prima di addentrasi nella figura letteraria, Giampieri si è interattenuto in un aneddoto: i Tasso abitavano nella provincia di Bergamo allora sotto il Veneto. Un ramo della famiglia aveva organizzato un servizio di posta che funzinava così bene che fu adottato in Austria e Germania per poi diffondersi nel resto d’Europa dove Tasso divenne Taxsis. È da qui che nasce la parola Taxi per le auto pubbliche.
Nel secolo del Tasso Dante Alighieri era stato quasi dimenticato, letto solo dai dotti e dagli studiosi tanto che all’epoca ci fu una stroncatura da parte di Voltaire mentre Tasso sino alla metà del Settecento godeva di fama europea. Il nostro poeta ha influenzato molti studiosi e letterati francesi spagnoli. Poi c’è una sorpresa, dice Giampieri, Tasso è stato tradotto dal più grande poeta e drammaturgo olandese del Seicento Joost van den Vondel, poi c’è la Polonia dove la letteratura polacca moderna è nasce nel 1600 da una famosa traduzione della Gerusalemme Liberata in quella lingua. L’autore, Piotr Kochanowski, adatta i Poema, che si ricorda parla della prima crociata fra cristiani e musulmani, alla lotta fra polacchi e cosacchi.
Di luogo in luogo si arriva a San Pietroburgo, costruita da architetti italiani. Uno di loro, che darà un forte contributo all’architettura neoclassica russa al tempo di Caterina II, Giacomo Quarenghi porta a San Pietroburgo una copia della Gerusalemme e altre tre opere del Tasso diventando famoso nel primo Ottocento anche in quelle terre tanto che i due più grandi poeti russi del tempo, Aleksandr Puskin e Michaìl Lermontov ammiravano il Tasso. Di influenza in influenza si può andare in Romania, Bulgaria e Ungheria dove Tasso è stato Tradotto fino alle traduzioni in sloveno, serbo e greco moderno. Per esemplificare, a Creta c’è una fioritura di drammi che si ispirano ad opere tassiane come Aminta, dramma pastorale, o Re Torrismondo, a sua volta mutuato da Edipo Re di Sofocle.
Ma non finisce qui. Le ricerche di Giampieri ci portano a sapere che la Regina Elisabetta I d’Inghilterra declamasse in italiano la Gerusalemme e sembra che dicesse “beato il Duca di Ferrara che ha un poeta così grande” quando alla sua corte aveva Shakespeare, Marlow Johnson.
Poi ci sarebbe tutto il capitolo del racconto riferito a Shakespeare che in realtà sarebbe italiano e che l’Amleto sarebbe cosa sua. Anche in questo caso l’influenza del Tasso, se non la coincidenza, sarebbe evidente.
Insomma, la conversazione ha messo in risalto come la letteratura italiana, da Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli per arrivare al Metastasio passando per Tasso, abbiano insegnato la letteratura a tutta Europa ed oltre. Marcello Paris