16/05/2026
Labodif
“Vorrei che tutte le scuole del mondo fossero così.”
Kate Middleton ha scelto una città italiana, Reggio Emilia, per il suo primo viaggio dopo la malattia, perché da anni si occupa di educazione infantile attraverso il progetto della Royal Foundation dedicato alla prima infanzia.
La visita ha dato enorme visibilità internazionale al modello educativo reggiano. Ma cos’è?
Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa per l’infanzia (0-6 anni), nata nel dopoguerra da Loris Malaguzzi (e da Eletta Bertani, Ione Bartoli, Carla Maria Nironi che la principessa ha voluto incontrare). Fondata sul rispetto dei diritti delle creature piccole, le immagina come persone desideranti e ricche di potenzialità, protagoniste dell’apprendimento attraverso le relazioni e l’uso di “cento linguaggi”. Cento Linguaggi è una metafora che rappresenta le tante potenzialità espressive, cognitive e creative: la parola, il gesto, il disegno, la pittura, la scultura, la musica...
L’Apprendimento è Relazionale, avviene tra chi impara, chi insegna e le famiglie.
L’Ambiente è Maestro/a, gli spazi, interni ed esterni, sono progettati per stimolare esplorazione, incontro e creatività.
Ci sono l’Atelier e l’Atelierista, cioè laboratori e figure esperte che valorizzano la ricerca artistica.
Tutto vieni documentato, foto, video, parole e lavori di bambini e bambine per rendere visibile l’apprendimento, riprogettare l’attività e dare valore al percorso, non ai risultati. Chi educa non insegna in modo frontale, ma osserva, ascolta e accompagna la ricerca di chi impara.
Restare bambine/i è una cosa da grandi.
Ph: Jordan Pettitt/Getty Images