L'associazione non ha fini di lucro e persegue i seguenti scopi :
- la Tutela dell'agricoltura, dell’Ambiente e della Salute pubblica su tutto il territorio della Val Basento, in primis, e comunque dell’Ambiente della Terra quale ecosistema chiuso ed interconnesso. L’associazione PERSEGUE COME SCOPO PRINCIPALE la tutela del diritto assoluto per il popolo Lucano, e della terra, a vivere in un ambie
nte salubre e, in quanto riferito ad una dimensione collettiva, l’associazione è soggetto titolato a costituirsi Parte Civile ai sensi dell’Art. 74 c.p.p. con facoltà di citare i responsabili civili anche come persona giuridica nei procedimenti penali per reati ambientali o contro la salute, allo scopo di ottenere il risarcimento di danni anche diversi da quello ambientale di natura pubblica previsto dall’art. 18 della legge 8 luglio 1896, n. 349. Infatti, è legittimato a costituirsi parte civile il cittadino che non si dolga del degrado dell’ambiente ma faccia valere una specifica pretesa in relazione a determinati beni, quali cespiti attività, diritti soggettivi individuali (come quello alla salute) in conformità alla regola generale posta dall’art. 2043 c.c. (cass. I, 12 ottobre 1992, n. 10337, Mandato CED 192304. Si tratta, infatti, di associazione che ha come fine statutario essenziale la tutela dell’ambiente, che è radicato sul territorio, e che è rappresentativo di un gruppo significativo di consociati che hanno dato prova della rilevanza del proprio contributo alla difesa del territorio.
- Essa opera altresì come Persona Danneggiata dal reato ed anche in questo caso è legittimata a costituirsi parte civile ai sensi dell’art. 74 c.p.p. per i reati ambientali “In presenza di danno ambientale derivante da interventi che comportino le c.d. “perdite provvisorie” come previste dalla Direttiva 2004/35/CE approvata il 21 aprile 2004, e cioè anche una temporanea perdita della disponibilità di una risorsa ambientale intatta, permane il diritto del privato al risarcimento in forma di condanna generica, essendo sufficiente l’accertamento di un fatto produttivo di conseguenze potenzialmente dannose e della esistenza di un probabile nesso tra causale tra queste e il pregiudizio lamentato. In motivazione la Corte ha richiamato la sentenza n. 641 del 1987 della Corte Costituzionale in tema di rilevanza del danno patrimoniale indiretta del danno ambientale). (Cass. III, 6 marzo 2007 – 2 maggio 2007, n. 16575, CED 236816). I proventi derivanti dal riconoscimento di risarcimento del danno ambientale saranno tolte le spese vive (spese legali, analisi e costi certificabili attinenti) e tutti destinati in beneficienza; va da sé che l’associazione è anche legittimata ad intentare giudizi di natura civile. Ad adbundantiam, si aggiunge che l’associazione è persona legittimata ad intentare giudizi di natura civile.
- assicurare il diritto all’informazione dei cittadini su tutto quanto attiene la salute e l’ambiente di Basilicata, richiedere agli enti preposti per legge, ovvero Stato, Regioni ed Enti Locali ARPAB, A.S.P. e Palazzi di Giustizia tutti, a secondo dei ruoli ad essi assegnati, che devono garantire una informazione tempestiva e comprensibile a tutti i cittadini delle analisi e delle matrici di aria, acqua, suolo, sottosuolo e falda, così come sancito dalla Convenzione di Aahrus, nonché dalla direttiva Comunitaria 2003/4/CEE e dal relativo Decreto Legislativo di recepimento 19 agosto 2005 n. 95;
- esercitare il ruolo di Parte Civile in tutti i processi aventi ad oggetto reati in materia ambientale ed esercitare la Richiesta di danno ambientale nei confronti dei responsabili di tali reati. I proventi derivanti saranno interamente devoluti, tolte le spese vive (spese legali, analisi e costi certificabili attinenti), in beneficenza ed a favore delle persone danneggiate dall’attività di inquinamento di che trattasi;
- proteggere l'ambiente naturale e umano con l'intento di favorire, aggregare e realizzare attività di solidarietà sociale;
- realizzare studi e ricerche di analisi di aria, acqua, suolo, sottosuolo e falda acquifera connesse alla salvaguardia della salute e dell’ ambiente in contraddittorio con i dati altrui, al fine di garantire sempre la correttezza dei dati ai cittadini;
- ogni altra attività che l'organizzazione ritenga utile promuovere e svolgere, anche in collaborazione con altri enti, associazioni, strutture pubbliche o private, in qualche modo connessa al perseguimento degli scopi di cui ai punti precedenti.