25/06/2026
Nella giornata di ieri a Camaiore hanno perso la vita due persone per mano omicida di un uomo che era per loro, rispettivamente, padre e marito. Una delle vittime era una giovane persona q***r e aveva più volte riportato sui social il fatto che suo padre non avesse accolto il suo coming out, e il dolore che ciò lə causava. La stampa sta riferendo in queste ore speculazioni in merito alla sua identità di genere riportando che avesse comunicato “agli amici più stretti” l’intenzione di intraprendere un percorso di affermazione di genere. Non abbiamo informazioni certe su questo, non vogliamo alimentare la speculazione ma non vogliamo nemmeno agire una ulteriore violenza sulla sua memoria,di seguito ci riferiremo quindi a ləi come Michelangelo Andreoni, il nome che usava sui social, e utilizzeremo un linguaggio neutro. L’altra vittima dell’omicidio è la madre di Michelangelo, Kety Andreoni, che, sempre stando ai post social di Michelangelo, era stata accogliente rispetto alla sua identità, e con la quale aveva un rapporto stretto e positivo.
Leggere l’omicidio di Michelangelo e il femminicidio di Kety Andreoni come la conseguenza di una tragica tensione familiare, come l’atto f***e di un singolo uomo disturbato è, come sempre in questi casi, un errore, e un errore spesso commesso in malafede. La violenza sulle donne e sulle persone LGBTQIA+ non è solo normalizzata dalla società, ma prima di tutto da quelle istituzioni che permettono e incoraggiano i discorsi d’odio, che agiscono violenza istituzionale su queste soggettività, e che ostacolano o proibiscono uno dei più importanti strumenti per cambiare le cose, l’educazione sessuo-affettiva.
Il dolore e il lutto per la morte di Kety e Michelangelo non sono per noi un’occasione di silenzio, ma una spinta a urlare più forte ciò che tutti i giorni diciamo: i femminicidi e gli omicidi di persone LGBTQIA+ sono solo la punta di un iceberg di violenza, discriminazioni e odio, che le istituzioni sono responsabili di contrastare e preve**re, con tutti i mezzi a loro disposizione.
Invece negli ultimi anni abbiamo assistito da parte del governo Meloni ad azioni sempre più gravi nei confronti di tutte le persone marginalizzate, delle donne e delle persone LGBTQIA+. Il mese del pride si è aperto con l’approvazione del DDL Valditara, che ostacola fortemente l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, delegandola alla discrezionalità delle famiglie che, come ci ricorda l’omicidio di Kety e Michelangelo Andreoni e come ci dicono da sempre i dati su questo tipo di crimini d’odio, sono spesso il luogo dove le più efferate violenze vengono perpetrate. E ancora la legge Varchi, che ha criminalizzato le famiglie omogenitoriali, il tavolo ministeriale sui percorsi di affermazione di genere, che vuole decidere delle vite delle giovani persone trans senza di loro, il DDL Bongiorno che vuole mettere mano alla definizione legale di consenso, e molto altro ancora. Ognuna di queste azioni sta avendo o avrà conseguenze negative concrete sulle vite di persone come Michelangelo e Kety Andreoni, e di noi tutt3.
Le vite di Michelangelo e Kety Andreoni sono state rubate dalla mano di un uomo violento, e del sistema patriarcale e omobilesboatransfobico che lo hanno incentivato, protetto, legittimato. La loro gioia, la loro resistenza, la loro alleanza non ci sono più, ma continueranno ad animare la nostra lotta e la nostra rabbia, fino al giorno in cui non dovremo più scrivere parole come queste. All3 loro amich3, sorell3 e a chi l3 amava va tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza.