06/03/2026
📖Mercoledì 4 marzo si è svolto il secondo incontro del ciclo “L’altra Pisa: Pisa moderna e le sue chiese”, che vede l’apertura straordinaria, accompagnata da una conferenza di argomento storico-artistico, di alcune chiese della nostra città.
A portare i saluti iniziali sono stati il parroco don Luca Kostrzeva, il presidente de Gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani Stefano Bruni, la responsabile dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici Francesca Barsotti e Doriana Rizzo, volontaria della Caritas di Pisa che si occupa in particolare di comunicazione e promozione di eventi solidali.
🔹La dott.ssa Barsotti ha ripercorso la storia della chiesa in età moderna. Se infatti le sue origini risalgono almeno all’XI secolo e l’edificio ha conosciuto diverse fasi in età medievale, le forme della facciata e dell’interno sono ancora in gran parte quelle che furono date alla chiesa nel Seicento. La facciata, completata in marmi bianchi nel 1610, come ricorda l’iscrizione, appare molto essenziale, mentre l’interno, ad aula unica, con altare centrale e due altari laterali, secondo la tipica struttura controriformata, è particolarmente ricco di decorazioni.
Gli altari con le loro tele sono stati realizzati nel corso del Seicento: in quello centrale si trova la Vocazione di san Matteo del viterbese Giovanni Francesco Romanelli, artista attivo prima a Roma per la famiglia Barberini e poi in Francia per la corte di Luigi XIII; nel primo altare a sinistra una croce del XIII secolo, molto rovinata e frammentaria, è stata inserita come una reliquia tra tele del pittore fiorentino Giovanni Stefano Maruscelli. Sull’altare di destra c’è invece un Cristo in Gloria, accompagnato dalla Madonna che gli indica quattro santi, del genovese Clemente Bocciardo.
I livelli più alti si raggiungono però tra la seconda e la terza decade del Settecento, quando il priore Orazio Felice della Seta rinnova l’interno, affidando prima ai pisani Francesco e Giuseppe Melani la decorazione ad affresco della volta, in cui la Gloria di San Matteo è inserita in una scenografica architettura dipinta, e poi ad alcuni tra gli artisti più noti e attivi nell’ambiente romano un ciclo di tele per le pareti laterali. Francesco Trevisani, Sebastiano Conca, Giacomo Zoboli e Marco Benefial hanno dipinto scene con iconografie rare relative alla vita di San Matteo in Etiopia, dopo la morte di Cristo.
In conclusione del suo intervento, la dott.ssa Barsotti si è soffermata anche sulla tela con la Madonna e il Bambino in trono tra Santi, dipinta nel 1585 da Baccio Lomi, gloria locale e zio di Artemisia Gentileschi, per il convento delle monache benedettine e attualmente collocata sulla parete laterale sinistra, vicino all’ingresso.
Tante le persone presenti che hanno seguito con interesse l’incontro e hanno anche voluto contribuire generosamente alla raccolta fondi della Caritas per la realizzazione del progetto della mensa diocesana. Un’occasione preziosa per coniugare insieme promozione culturale e sociale.
Grazie a Telegranducato che ha voluto dare rilievo all’evento realizzando un accurato ed efficace servizio trasmesso venerdì 6 nell’ambito del TG.
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