Usb Pisa

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Usb Pisa Alla confederazione aderiscono in forma associativa l’AS.I.A. associazione per il diritto alla casa, e l’Organizzazione dei Pensionati.

UNIONE SINDACALE DI BASE, UN’ORGANIZZAZIONE PER MILIONI DI LAVORATORI

Oltre 800 delegati, di tutti i settori del mondo del lavoro e provenienti da ogni parte d’Italia, hanno scelto di dare vita alla USB, Unione Sindacale di Base, la nuova confederazione varata il 23 maggio 2010 al Teatro Capranica di Roma. Nucleo centrale della nuova organizzazione RdB, SdL e consistenti realtà della CUB, che insieme ad altre organizzazioni sindacali di base sono giunte al termine del processo costituente iniziato 2 anni prima; un percorso che, iniziato con l'assemblea milanese del maggio 2008, ha coinvolto nella discussione migliaia di delegate e delegati, i quali sono riusciti a superare vecchi steccati ed hanno avuto la capacità e l’entusiasmo di progettare il futuro del sindacalismo indipendente dal quadro politico, istituzionale e padronale. Hanno partecipato con interesse alla nascita di USB anche Snater e Or.S.A., che hanno portato i loro contributi al dibattito congressuale confermando l'interesse a prendere parte al processo di unificazione, anche se con tempi diversi. USB non è un’organizzazione che va ad aggiungersi a quelle esistenti, ma ha l’ambizione e la possibilità di costituire il sindacato maggioritario che oggi serve ai lavoratori ed ai settori popolari. La nuova confederazione nasce forte della storia, del radicamento e della rappresentatività delle organizzazioni precedenti, già firmatarie di numerosi contratti collettivi nazionali di lavoro. USB ha una struttura confederale articolata sul territorio nazionale, regionale e provinciale ed una forma snella e pratica, prevedendo due macro-aree intercategoriali (il settore pubblico e il settore privato) sulla scia di quanto già avvenuto in molti paesi europei come Germania e Grecia. Al contempo, USB mantiene e rafforza il suo radicamento nei luoghi di lavoro e predispne la sua presenza nei territori in modo da rispondere adeguatamente alle istanze di “Uguaglianza, Solidarietà, Bisogni” provenienti non più solo dai segmenti classici del mondo del lavoro, ma anche da quelli di “nuova generazione”: i precari, i migranti, i disoccupati e coloro che non hanno un reddito o sono senza casa. Grande importanza è data anche ai servizi, attraverso efficienti servizi fiscali, di patronato, uffici vertenze e legali, sportelli migranti. USB ha un approccio sindacale intercategoriale, con l’obiettivo di contrapporsi alla frammentazione dei lavoratori connettendo le lotte nei luoghi di lavoro, sul territorio e nel sociale. Attraverso una capillare diffusione sul territorio nazionale (90 sedi in tutte le regioni), USB rappresenta ed organizza i soggetti del lavoro e del non lavoro, è sindacato accogliente per le nuove istanze sociali, è sindacato "meticcio", è sindacato “contaminato” dalle esperienze provenienti da altre realtà di lotta: per la casa, per l’ambiente, per i beni comuni, per i diritti uguali dei migranti. USB rifiuta lo "sviluppismo", che distrugge vite umane e territori, genera guerre, razzismo e miseria e vuole porsi come sindacato capace di attivare un cambiamento generale nel nostro paese. In continuità con la storia delle organizzazioni costituenti la nuova confederazione, nella USB sono centrali la democrazia e la partecipazione attiva dei lavoratori attraverso una forma organizzativa orizzontale in tutte le sue articolazioni. Ancora, USB è il sindacato del conflitto, finalizzato all’acquisizione di nuovi diritti e nuove tutele, per una contrattazione che abbia come presupposto il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per milioni di lavoratori non finalizzata unicamente alla riduzione del danno. Grande importanza è riservata ai temi internazionali. All’assemblea costitutiva del 23 maggio sono giunti i messaggi di auguri provenienti da molte organizzazioni sindacali internazionali, fra cui quello della Confederazione sindacale mondiale WFTU (World Federation of Trade Unions), dal PAME, il sindacato combattivo greco che sta guidando le lotte in quel paese, e dal LAB, sindacato Basco. Le strutture organizzative di USB

La Confederazione (www.confederazione.usb.it)

USB Pubblico Impiego (www.pubblicoimpiego.usb.it)

USB Lavoro Privato (www.lavoroprivato.usb.it)

USB Federazioni territoriali (le nostre sedi)


I servizi della USB

Ufficio Vertenze e Assistenza Legale: recupero crediti da lavoro (differenze retributive, arretrati, inserimento nei fallimenti, ecc.), controllo busta paga, scatti di anzianità, t.f.r., malattia e infortunio;

CAF Servizi di Base (assistenza fiscale); (www.cafservizidibase.it)

Patronato attraverso specifica Convenzione (assistenza previdenziale ecc.);

sportello salute, ambiente, sicurezza, infortuni, malattie professionali, ecc.;

assistenza alla persone handicappate;

assistenza ai lavoratori immigrati;

consulenza e assistenza legale su tutti i problemi della casa (affitti, sfratti, patti in deroga).

19/10/2026

🏭 Stamattina si è tenuto l'attivo regionale di USB Industria! Delegate e delegati di fabbriche, magazzini e aziende di tutta la Regione si sono riuniti.

✊ Anche da qui viene lanciato lo SCIOPERO GENERALE di venerdì 30 ottobre!
🛑 Ci fermiamo perché:

💸 I salari non bastano più a vivere dignitosamente e il carovita si mangia le nostre buste paga.

💣 Mentre si trovano miliardi per le armi, non si trovano soldi per la sanità, per la scuola e per chi lavora.

⚠️ Nelle nostre aziende la realtà è fatta di turni sempre più pesanti, precarietà, sicurezza messa in secondo piano e contratti che arrivano tardi e valgono poco.

🚧 Il 30 ottobre l'industria si ferma insieme a tutto il lavoro pubblico e privato. E in Toscana scendiamo in piazza a:

📍 Firenze
📍 Pisa
📍 Livorno
📍 Grosseto
📍 Massa

📣 Non restare a guardare!

❌ Il 30 ottobre sciopera!

🚶‍♂️🚶‍♀️ Vieni in piazza con noi!

Puntuale come una goccia cinese la Commissione di garanzia (CGSSE) è intervenuta per minacciare sanzioni allo sciopero g...
19/10/2026

Puntuale come una goccia cinese la Commissione di garanzia (CGSSE) è intervenuta per minacciare sanzioni allo sciopero generale del 30 ottobre,
per quanto riguarda il settore dei trasporti. La scusa questa volta è il periodo di franchigia per la festività del 1° novembre (Ognissanti) che in realtà in Italia da tempo ha finito per trasformarsi nella festa di Hallowen che abbiamo importato dall’America. La CGSSE fa finta di non sapere che il Comitato europeo per i diritti sociali ha contestato la legge 146 del 1990 in un recente pronunciamento (su ricorso dell’USB) su diversi punti tra i quali proprio l’eccessivo utilizzo dei periodi di franchigia che rende sempre più complicato l’esercizio del diritto di sciopero. Ne parliamo in piazza dei Cinquecento (piazza della Dignità) martedì 20 ottobre alle ore 17 con i giuristi di CEING e i delegati di USB.

19/10/2026

🔴30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE🔴

Dall' attivo dei delegati USB dell' Industria in Toscana il messaggio è forte e chiaro: 30 ottobre sciopero generale!

Abbassare le armi, alzare i salari!!

L’Italia è in movimento. Come nell’autunno dello scorso anno, le piazze tornano a riempirsi. Oggi però con più rabbia e ...
18/10/2026

L’Italia è in movimento.
Come nell’autunno dello scorso anno, le piazze tornano a riempirsi. Oggi però con più rabbia e più determinazione. Le questioni sociali hanno ormai fatto irruzione sulla scena e si stanno prendendo il palcoscenico che meritano. Ma senza dimenticare la corsa al riarmo innescata dall’Unione Europea e la vergogna delle conclamate complicità con lo stato di Israele.
Le questioni si mescolano, come sempre accade quando si innescano forti movimenti sociali, e quello che fino a ieri sembrava separarsi si scopre intimamente legato. La questione del carovita e del prezzo esorbitante del gasolio e della benzina viene collegata all’aumento ingiustificato delle spese militari. La mancata tassazione dei super profitti e della speculazione viene messa in connessione con lo stallo di salari e pensioni ed anche con l’aumento del prezzo delle case e degli affitti.
Le politiche razziste che si cerca di impiantare nelle scuole fanno emergere la rabbia dei giovani di seconda generazione, che si sentono tagliati fuori. La sordità del governo spiega l’uso sempre più violento della polizia in piazza. E l’assenza di futuro per i giovani chiama in causa il dilagare del lavoro precario e sottopagato, divenuta l’unica prospettiva alla fine del ciclo scolastico. Tutto improvvisamente diventa più chiaro e quello che fino a ieri sembrava difficile da spiegare e richiedeva infinite argomentazioni, ora risulta di una evidenza cristallina.
Il governo Meloni è ormai al capolinea e non solo perchè si avvicinano le elezioni. La tanto sbandierata stabilità di questi anni è servita solo a far ribollire una situazione di forte rabbia sociale che ora sta venendo alla luce. I vincoli sempre più stretti con l’Unione Europea hanno impoverito ulteriormente il Paese e ci stanno trascinando dentro la guerra mondiale a pezzi, di cui parla apertamente finanche l’Avvocatura di Stato a proposito del traffico di armi nel porto civile di Ravenna.
Non ci sono allo studio provvedimenti seri che affrontino la situazione di forte malessere sociale.

Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 o...
17/10/2026

Al Consiglio di Stato la vittoria della trasparenza sulle armi nel porto di Ravenna. USB: adesso basta traffici, il 30 ottobre è sciopero

Un importante vittoria per gli attivisti contro la guerra di Ravenna: il Consiglio di Stato ha dato ragione giornalista Linda Maggiori e al suo avvocato Andrea Maestri, respingendo l'appello dell’Agenzia delle Dogane riguardo il segreto sul traffico di armi nel porto di Ravenna.

Come USB abbiamo fatto ricorso ad adiuvandum insieme ai nostri avvocati a sostegno di questa importanza vertenza legale che è stata accettata dal consiglio di stato: è la vittoria della trasparenza sul traffico di armi negli scali portuali italiani. Ci congratuliamo con Linda Maggiori, con l’avvocato Maestri e tutti gli attivisti di Ravenna con cui abbiamo organizzato una grande assemblea pubblica lo scorso 22 settembre e partecipato alla conferenza stampa dei portuali l’8 ottobre.

Continueremo a mobilitarci insieme per fermare i traffici di materiale bellico negli scali portuali ed aeroportuali italiani: il 30 ottobre sarà una grande giornata di lotta contro l’economia di guerra, con lo sciopero generale nel nostro Paese e lo sciopero internazionale dei lavoratori portuali che sta coinvolgendo sempre più paesi ed organizzazioni.

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Di seguito il comunicato stampa del Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna

Vittoria!

Questa mattina è arrivata la sentenza: il Consiglio di Stato ha dato ragione alla giornalista Linda Maggiori e al suo avvocato Andrea Maestri, facendo giurisprudenza: ha respinto l'appello delle Dogane di Ravenna che da gennaio si opponevano a divulgare (tramite accesso agli atti) la quantità delle armi passate dal porto di Ravenna, e che tramite avvocatura di Stato hanno invocato il segreto per via della "guerra mondiale a pezzi nella quale l'Italia è coinvolta". Con una guerra non dichiarata volevano erodere la democrazia.

No. Noi non ci stiamo.

“Oggi facciamo la storia della trasparenza. La lunga vertenza legale per capire quante armi passano dal porto di Ravenna è giunta al termine e abbiamo vinto. Il giornalismo ha vinto, la democrazia ha vinto, la gente ha vinto. Ora tutte le Dogane d’Italia dovranno garantire la trasparenza sulle armi che passano. Alcuni giorni fa le Dogane di Trieste mi hanno negato i dati sulle armi che passano dal loro scalo con gli stessi motivi delle Dogane di Ravenna, ora dovranno adeguarsi anche loro. Dopo che il giornalismo e lo strumento dell’accesso agli atti è stato derubricato e svilito a “interesse personale” e a “scopo di lucro” dall’Avvocatura di Stato, (che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), il Consiglio di Stato torna a dare dignità al lavoro di tutti noi giornalisti” dichiara la giornalista Linda Maggiori che a gennaio 2026 aveva fatto accesso agli atti, iniziando la lunga vertenza con le Dogane ravennati. “Ringrazio infinitamente il mio grande avvocato Andrea Maestri, persona straordinaria e instancabile, e tutti quelli che sono ricorsi ad adiuvandum senza lasciarci soli: il sindacato USB con gli avvocati Salerni, Conte, Damizia, Guglielmi, Andrade Fajardo, Rossi, le associazioni The Weapon WATCH (Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei), Cred. Ringrazio coloro che ci sono stati vicini e che hanno lottato con noi, in primis il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, BDS Italia, i portuali, i parlamentari che in questi mesi hanno fatto interrogazioni sul caso, in particolare Stefania Ascari. Ora però andiamo avanti, non ci possiamo fermare qui”.

L’avvocato Andrea Maestri sottolinea: “Una vittoria straordinaria, la più significativa della mia carriera professionale perché corona i miei sforzi, il mio impegno e la mia ostinazione in difesa dei diritti dei più deboli, dei diritti umani e, in particolare, dei diritti del popolo palestinese massacrato con armi che transitano anche dai nostri porti, con la complicità dei nostri governi. Una sentenza che ci dice che i cittadini non devono avere paura, anche adesso e proprio adesso che soffiano venti di guerre, ci sono spazi di partecipazione civica e democratica che devono essere riempiti con azioni coraggiose, per contrastare il buio minaccioso di questo tempo. Dedico questa vittoria ai miei figli e ai ragazzi e alle ragazze che hanno il coraggio di occupare le scuole, riempire le piazze, prendere la parola e manifestare, manifestarsi contro le ingiustizie, contro la chiusura e l'ostilità dei governi che ci stanno trascinando in un'economia di guerra. Fa vincere una legge, la Legge 185/90 che vieta l'invio di armi a Paesi come Israele che commettono crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio. Questa sentenza fa vincere il Decreto Trasparenza e ci racconta quale strumento poderoso sia l'accesso civico generalizzato, per consentire ai cittadini di informarsi e quindi formarsi un'opinione strutturata e consapevole sulle grandi questioni del nostro tempo, come la pace e la guerra, i diritti umani e il diritto internazionale, e partecipare alla vita democratica del Paese. Questa vittoria non è, purtroppo, la vittoria del Comune di Ravenna e della Regione Emilia Romagna, a cui avevamo chiesto di sostenere la nostra giusta battaglia nell'interesse della comunità locale e regionale ma che hanno ritenuto, legittimamente, di percorrere altre strade: c'è delusione e amarezza, per questo”.

Il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, si dichiara estremamente soddisfatto e grato: “questo però è solo un primo passo, non ci basta sapere quante armi passano, vogliamo bloccarle. Il 30 ottobre a Ravenna stiamo organizzando una grande manifestazione, Ravenna infatti aderisce allo sciopero internazionale dei porti indetto da USB e da altri sindacati internazionali, con quasi 100 porti nel mondo che scioperano contro la guerra e il traffico di armi. Noi ci saremo, Ravenna ci sarà (a breve i dettagli)”.

Riportiamo qui uno stralcio della sentenza:

SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 6259 del 2026, proposto da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Direzione Territoriale Emilia Romagna e Marche, Ufficio ADM Romagna 1, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato

(...)

Le motivazioni e gli argomenti opposti dall’amministrazione delle Dogane, anche per come integrati in sede difensiva, sotto questo profilo sono insufficienti, in quanto evocano interessi pubblici astratti e delineano generici pregiudizi che l’ostensione di un dato meramente numerico potrebbe arrecare, di cui tuttavia non viene chiarita la natura e non si dimostra la concretezza.

Ritiene il Collegio che la ostensione di questi dati – soltanto numerici riferiti ad un periodo già decorso – nel doveroso contemperamento tra opposti interessi operato dal T.a.r. possa rappresentare un ragionevole punto di equilibrio per non svuotare di effettività la normativa sulla trasparenza. (...) Risulta inoltre che altre autorità doganali o capitanerie, a fronte di analoga istanza, non hanno invece opposto alcun interesse limite e fornito i dati richiesti dalla ricorrente (tra cui l'Agenzia delle Dogane di Livorno) configurandosi quindi apparentemente contraddittoria l’azione dell’amministrazione. Non si comprende per quale motivo analoga regola non debba valere anche per il porto di Ravenna. Infine, non si ravvisa abuso del diritto da parte della ricorrente, posto che l’accesso civico generalizzato può essere esercitato anche nell’esercizio dell’attività giornalistica, le istanze ad oggi presentate non possono essere qualificate massive e le informazioni oggetto di ostensione sono dati informatizzati, già in possesso dell’Amministrazione e di minima entità.

Per le ragioni sopra esposte l’appello deve essere respinto.

P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.”

🔥 DL 170: NON SI EMENDA, SI ABROGA!📢 USB Scuola al Senato: ABROGAZIONE TOTALE DEL DECRETO!Il 15 ottobre USB Scuola Unive...
17/10/2026

🔥 DL 170: NON SI EMENDA, SI ABROGA!

📢 USB Scuola al Senato: ABROGAZIONE TOTALE DEL DECRETO!

Il 15 ottobre USB Scuola Università e Ricerca ha ribadito una posizione chiara e radicale: il DL 170 non si può correggere con qualche modifica, va abrogato!

✊ LA DIFFERENZA È NETTA.

Mentre CGIL, CISL, UIL, Snals, Gilda e Anief hanno avanzato proposte di modifica senza opporsi all’impianto complessivo del decreto, USB ne contesta la visione di scuola alla radice.

Una scuola fatta di controllo, esclusione e disuguaglianze non è la scuola che vogliamo!

Noi chiediamo assunzioni stabili, meno alunni per classe, più sostegno, risorse per le periferie e una scuola pubblica realmente inclusiva. Non propaganda e repressione: diritti, investimenti e dignità!

📅 30 OTTOBRE — SCIOPERO GENERALE!

🔥 NO AL DL 170: ABROGAZIONE TOTALE!
✊ NO ALLA SCUOLA DEL CAPITALE!
🚩 BLOCCHIAMO TUTTO!
Leggi il comunicato, guarda il video e condividi
🔗 sito https://scuola.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-in-audizione-al-senato-il-dl-170-deve-essere-abrogato-30-ottobre-sciopero-generale-1232.html

16/10/2026
❌STIPENDI DA FAME, CARENZA DI PERSONALE E SOLDI ALLA GUERRA: 📢IL 30 OTTOBRE LA SANITA’ SI FERMALink nel primo commento 👇
15/10/2026

❌STIPENDI DA FAME, CARENZA DI PERSONALE E SOLDI ALLA GUERRA:

📢IL 30 OTTOBRE LA SANITA’ SI FERMA

Link nel primo commento 👇

IL CAROVITA CI MANGIA LO STIPENDIO. ORA BASTA!Ogni giorno lavoriamo per pagare benzina, bollette, affitti, spesa e libri...
15/10/2026

IL CAROVITA CI MANGIA LO STIPENDIO. ORA BASTA!

Ogni giorno lavoriamo per pagare benzina, bollette, affitti, spesa e libri scolastici. I prezzi continuano a salire, mentre salari e pensioni perdono potere d'acquisto.
Non possiamo continuare a pagare noi il conto.
Vogliamo aumenti salariali veri, il ritorno della scala mobile, il blocco dei prezzi dei beni essenziali, la riduzione delle accise e dell'IVA sui consumi fondamentali.

ABBASSATE LE ARMI, ALZATE I SALARI!
30 OTTOBRE 2026 — SCIOPERO GENERALE USB
CORTEO A PISA H.9-PIAZZA GAZA/XX SETTEMBRE

30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE!CONTRO GUERRA E CAROVITA, BLOCCHIAMO TUTTO!CORTEO A PISA H.9 IN PIAZZA GAZA-PIAZZA XX SETTE...
14/10/2026

30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE!

CONTRO GUERRA E CAROVITA, BLOCCHIAMO TUTTO!

CORTEO A PISA H.9 IN PIAZZA GAZA-PIAZZA XX SETTEMBRE

Siamo già da diverso tempo in campagna elettorale ed ora, con l’approvazione dello Stabilicum alias “nuova legge truffa”, ci siamo dentro fino al collo. Eppure non c’è in giro una discussione sui temi che stanno a cuore alla stragrande maggioranza delle persone che vivono nel nostro Paese. Non si parla di come alzare i salari e le pensioni, non si parla di come fermare la corsa dei prezzi, non si parla di come mettere l’Italia in protezione dai sempre più forti venti di guerra.

La destra, che porta la responsabilità del governo, da un lato assume provvedimenti di facciata (come l’eliminazione del bollo auto per un anno) per gettare un po’ di fumo negli occhi all’elettorato, e dall’altro prova a spostare l’attenzione sulla presenza dei migranti, rincorrendo su questo Vannacci e l’estrema destra, nel tentativo di spiegare le difficoltà di milioni di lavoratori con la nota tesi dell’invasione degli immigrati. E’ il solito gioco di cambiare discorso quando ti mancano gli argomenti e soprattutto la volontà di colpire interessi con i quali la destra è da sempre alleata (vedi banche e mondo delle grandi imprese).

Sull’altra sponda, il centro sinistra o campo largo o larghissimo, non riesce a trovare la quadra sui temi della guerra e dei rapporti con Israele per i forti vincoli che lo legano all’Unione Europea e alla Nato, mentre sui temi sociali non va oltre una generica denuncia dello sfascio della sanità e del peggioramento generale delle condizioni di vita. Mancano proposte chiare sul piano economico e sociale che potrebbero fare la differenza e che invece non vengono formulate perché l’indirizzo economico anche del campo largo è purtroppo lo stesso del governo Meloni ed è quello stabilito a Bruxelles.

Per rompere questa melma c’è bisogno di rimettere al centro l’iniziativa sociale e politica di massa, l’azione conflittuale che è la sola che possa irrompere in questo teatrino della politica italiana e scombinare i piani di entrambi gli schieramenti.

In giro per l’Europa qualcosa di simile sta già accadendo e le piazze stanno svolgendo una funzione assai rilevante non solo per modificare il clima politico ma anche per imporre un’altra agenda alla politica. In Spagna e Francia le grandi organizzazioni sindacali hanno dovuto proclamare lo sciopero generale sotto la spinta di forti movimenti di massa. In Italia siamo ancora ai primi passi ma qualcosa ci sembra che stia cambiando.

Le 50 piazze di sabato 10 ottobre per la Palestina sono state un segnale importante. Ancora una volta la lotta per liberare la Palestina dall’oppressione genocida di Israele ha avuto l’effetto di sprigionare grandi energie e di mettere in circolo la voglia di intrecciare problemi e sensibilità diverse per dar vita ad una mobilitazione generale. Le agitazioni studentesche che si tanno diffondendo lungo la pen*sola ma anche i blocchi degli agricoltori che chiedono di non essere schiacciati dall’agro industria e rivendicano la necessità di tenere sotto controllo il prezzo dei carburanti sono altrettanti segnali di una consapevolezza che sta maturando.

I media sono impegnati a tenere nascoste sia le mobilitazioni europee che quello che succede qui da noi. Le manifestazioni per la Palestina sono state completamente oscurate. I trattori che bloccano le strade vengono tenuti lontani dalle telecamere. E si sta cercando di neutralizzare le occupazioni studentesche.

Come fu lo scorso anno che il governo Meloni sentì traballare la sua ostentata stabilità, anche ora c’è una grande preoccupazione che possa scoppiare una larga e diffusa protesta di popolo. Hanno paura che si possa saldare il movimento politico per la Palestina e contro la guerra e il riarmo con la lotta la carovita e per il rialzo di salari e pensioni.

La sensazione è che tanto il centro destra quanto il centro sinistra non riescano più parlare con la loro base o, più semplicemente, parlino un linguaggio molto diverso da quello dei loro stessi elettori. E che entrambi non abbiano alcuna voglia di mettere al centro dell’agenda politica quello che invece è il programma dello sciopero generale lanciato per il prossimo 30 ottobre e che risponde alla volontà di tanta parte del Paese.

Lo riassumiamo in breve:

Per un intervento sulla condizione economica generale attraverso

Interventi strutturali che impediscano il rialzo continuo dei prezzi su tutti i beni di prima necessità, e in particolare i prodotti energetici, i carburanti e i prodotti alimentari. Il Governo può e deve introdurre un controllo sui prezzi di tutti i generi che influiscono in modo determinante sulle condizioni di vita della popolazione che vive di salari e pensioni, con meccanismi di calmieramento e tetti che mettano in protezione da una crescita fuori controllo dei prezzi;

Per l’eliminazione dell’IVA dai beni di prima necessità, l’abbattimento delle accise sui carburanti, la tutela delle utenze domestiche per l’energia elettrica e il gas, lo stop agli sfratti e agli sgomberi e il collegamento tra affitti e salari.

Per un intervento sui salari e sulle pensioni:

Introduzione di un nuovo meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni al costo della vita, sganciato dai rinnovi contrattuali, calcolato con un indice dell’inflazione non depurato dal costo dei prodotti energetici importati;

Aumenti salariali che redistribuiscano la ricchezza a partire dalla soglia di un minimo tabellare non inferiore a 2000 euro, equivalente a 12 euro l’ora;

Stop a nuovi interventi contro il sistema pensionistico pubblico e l’allungamento ulteriore dell’età pensionabile, per una politica di maggiori tutele per lavoratori pubblici e privati;

Per una politica industriale che metta in sicurezza i posti di lavoro, a cominciare dall’ILVA e dal settore auto (con il loro indotto), e tuteli l’ambiente e il territorio.

Per lo stop alle politiche di riarmo e di sostegno ad Israele e all’Ucraina che stanno precipitando il mondo in uno scenario di crisi e di guerra e che alimentano la speculazione e l’aumento incontrollato dei prezzi:

Lo stop ai piani di riamo europei e italiani e la destinazione dei fondi a tutela dei servizi pubblici, al calmieramento dei prezzi e alla politica dell’abitare;

L’interruzione di ogni relazione istituzionale e collaborazione economica, scientifica e politica con lo stato di Israele, unito all’embargo completo sulle armi, sui componenti utili alle armi, sui materiali utili all’armamento, sui trasferimenti di tecnologie e su tutti beni materiali e immateriali “dual use” verso lo stato di Israele;

Il rispetto della legge 185 del 1990 contro il traffico di armi con paesi coinvolti in teatri di guerra o colpevoli di ledere i diritti umani.

Fermare il previsto piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture strategiche del Paese (MMA) e i processi di automazione collegati.

Fermare i processi di militarizzazione di scuola, università e ricerca.

Contro tutte le misure di polizia e che ledono gli spazi di espressione e di democrazia con le quali si sta cercando di mettere un bavaglio alle proteste. Contro tutte le scelte istituzionali che hanno un chiaro sapore discriminatorio e per la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri.

È per tutto questo che occorre allargare il più possibile lo sciopero generale del 30 ottobre, perché la voglia di pace e di migliori condizioni di vita e di lavoro si affermino come priorità nell’agenda politica del Paese.

Bloccare tutto per cominciare a cambiare davvero.

Indirizzo

Via Bovio 19
Pisa
56124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00

Telefono

050-970390

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