Usb Pisa

Usb Pisa Alla confederazione aderiscono in forma associativa l’AS.I.A. associazione per il diritto alla casa, e l’Organizzazione dei Pensionati.

UNIONE SINDACALE DI BASE, UN’ORGANIZZAZIONE PER MILIONI DI LAVORATORI

Oltre 800 delegati, di tutti i settori del mondo del lavoro e provenienti da ogni parte d’Italia, hanno scelto di dare vita alla USB, Unione Sindacale di Base, la nuova confederazione varata il 23 maggio 2010 al Teatro Capranica di Roma. Nucleo centrale della nuova organizzazione RdB, SdL e consistenti realtà della CUB, che ins

ieme ad altre organizzazioni sindacali di base sono giunte al termine del processo costituente iniziato 2 anni prima; un percorso che, iniziato con l'assemblea milanese del maggio 2008, ha coinvolto nella discussione migliaia di delegate e delegati, i quali sono riusciti a superare vecchi steccati ed hanno avuto la capacità e l’entusiasmo di progettare il futuro del sindacalismo indipendente dal quadro politico, istituzionale e padronale. Hanno partecipato con interesse alla nascita di USB anche Snater e Or.S.A., che hanno portato i loro contributi al dibattito congressuale confermando l'interesse a prendere parte al processo di unificazione, anche se con tempi diversi. USB non è un’organizzazione che va ad aggiungersi a quelle esistenti, ma ha l’ambizione e la possibilità di costituire il sindacato maggioritario che oggi serve ai lavoratori ed ai settori popolari. La nuova confederazione nasce forte della storia, del radicamento e della rappresentatività delle organizzazioni precedenti, già firmatarie di numerosi contratti collettivi nazionali di lavoro. USB ha una struttura confederale articolata sul territorio nazionale, regionale e provinciale ed una forma snella e pratica, prevedendo due macro-aree intercategoriali (il settore pubblico e il settore privato) sulla scia di quanto già avvenuto in molti paesi europei come Germania e Grecia. Al contempo, USB mantiene e rafforza il suo radicamento nei luoghi di lavoro e predispne la sua presenza nei territori in modo da rispondere adeguatamente alle istanze di “Uguaglianza, Solidarietà, Bisogni” provenienti non più solo dai segmenti classici del mondo del lavoro, ma anche da quelli di “nuova generazione”: i precari, i migranti, i disoccupati e coloro che non hanno un reddito o sono senza casa. Grande importanza è data anche ai servizi, attraverso efficienti servizi fiscali, di patronato, uffici vertenze e legali, sportelli migranti. USB ha un approccio sindacale intercategoriale, con l’obiettivo di contrapporsi alla frammentazione dei lavoratori connettendo le lotte nei luoghi di lavoro, sul territorio e nel sociale. Attraverso una capillare diffusione sul territorio nazionale (90 sedi in tutte le regioni), USB rappresenta ed organizza i soggetti del lavoro e del non lavoro, è sindacato accogliente per le nuove istanze sociali, è sindacato "meticcio", è sindacato “contaminato” dalle esperienze provenienti da altre realtà di lotta: per la casa, per l’ambiente, per i beni comuni, per i diritti uguali dei migranti. USB rifiuta lo "sviluppismo", che distrugge vite umane e territori, genera guerre, razzismo e miseria e vuole porsi come sindacato capace di attivare un cambiamento generale nel nostro paese. In continuità con la storia delle organizzazioni costituenti la nuova confederazione, nella USB sono centrali la democrazia e la partecipazione attiva dei lavoratori attraverso una forma organizzativa orizzontale in tutte le sue articolazioni. Ancora, USB è il sindacato del conflitto, finalizzato all’acquisizione di nuovi diritti e nuove tutele, per una contrattazione che abbia come presupposto il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per milioni di lavoratori non finalizzata unicamente alla riduzione del danno. Grande importanza è riservata ai temi internazionali. All’assemblea costitutiva del 23 maggio sono giunti i messaggi di auguri provenienti da molte organizzazioni sindacali internazionali, fra cui quello della Confederazione sindacale mondiale WFTU (World Federation of Trade Unions), dal PAME, il sindacato combattivo greco che sta guidando le lotte in quel paese, e dal LAB, sindacato Basco. Le strutture organizzative di USB

La Confederazione (www.confederazione.usb.it)

USB Pubblico Impiego (www.pubblicoimpiego.usb.it)

USB Lavoro Privato (www.lavoroprivato.usb.it)

USB Federazioni territoriali (le nostre sedi)


I servizi della USB

Ufficio Vertenze e Assistenza Legale: recupero crediti da lavoro (differenze retributive, arretrati, inserimento nei fallimenti, ecc.), controllo busta paga, scatti di anzianità, t.f.r., malattia e infortunio;

CAF Servizi di Base (assistenza fiscale); (www.cafservizidibase.it)

Patronato attraverso specifica Convenzione (assistenza previdenziale ecc.);

sportello salute, ambiente, sicurezza, infortuni, malattie professionali, ecc.;

assistenza alla persone handicappate;

assistenza ai lavoratori immigrati;

consulenza e assistenza legale su tutti i problemi della casa (affitti, sfratti, patti in deroga).

SCIOPERO DEL TRASPORTO AEREO NEGLI AEROPORTI DI FIRENZE E PISA🗓️ Domenica 13 settembre 2026📍 SCIOPERO📌 Aeroporto “Galile...
13/08/2026

SCIOPERO DEL TRASPORTO AEREO NEGLI AEROPORTI DI FIRENZE E PISA

🗓️ Domenica 13 settembre 2026
📍 SCIOPERO
📌 Aeroporto “Galileo Galilei”, Aeroporto “Amerigo Vespucci”

Il Coordinamento regionale USB trasporto aereo-Toscana dichiara l’inizio di una mobilitazione “compatta” contro le aziende Toscana Aeroporti, GH Toscana e Consulta.

Chi carica e scarica i bagagli dalle stive, chi guida e assiste l’aereomobile a terra, chi accoglie i passeggeri al check-in e al gate: i lavoratori e le lavoratrici dell’handling tengono in piedi uno dei sistemi di trasporto più redditizi al mondo. Eppure vivono nell’insicurezza, non godono delle migliori tutele in termini di salute e sicurezza, guadagnano stipendi al limite della povertà, sono vittime di forte stress lavoro-correlato e patiscono le conseguenze del caldo estremo.

Oggi assistiamo alle rovinose conseguenze di una liberalizzazione selvaggia: il dumping non è più solo un rischio potenziale. Per non parlare delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto a cui viene applicato il CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, notoriamente povero; o dell’appalto dei passeggeri a mobilità ridotta, il cui personale viene retribuito con il CCNL Cooperative Sociali pur operando su mezzi aeroportuali complessi.

Lo sciopero del 13 settembre darà inizio alla mobilitazione di USB per denunciare le responsabilità condivise dalle tre maggiori aziende degli aeroporti di Firenze e Pisa e — soprattutto — per rivendicare migliori condizioni di lavoro e maggiori diritti contrattuali per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici dell’indotto.

https://www.usb.it/leggi-notizia/usb-a-cuba-alle-celebrazioni-per-il-100-anniversario-della-nascita-del-comandante-fidel...
12/08/2026

https://www.usb.it/leggi-notizia/usb-a-cuba-alle-celebrazioni-per-il-100-anniversario-della-nascita-del-comandante-fidel-castro-1146.html?fbclid=IwdGRjcATpW8BjbGNrBOlbuXBkb2YFZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMzUwNjg1NTMxNzI4AAEeF7PAy2Jfs52hQtqdg_OHjSqzD4TIe6YCBC3AwGUKjYjAgLJqBexga2IA0lM_aem_fxcZ8aG4ajZZbXY88LUVXA

In questo momento difficile per Cuba, sotto un assedio vergognoso, il pensiero di Fidel rappresenta le profonde radici politiche e umane in cui il processo rivoluzionario cubano continua a costruirsi; la nostra presenza rinforza lo storico legame di …

TAKEDA PISA: I FATTI SMENTISCONO GLI ESUBERISi è svolto questa mattina presso la Regione Toscana l'incontro tra Takeda, ...
06/08/2026

TAKEDA PISA: I FATTI SMENTISCONO GLI ESUBERI

Si è svolto questa mattina presso la Regione Toscana l'incontro tra Takeda, Regione, Comune di Pisa, Adecco e Organizzazioni sindacali. L'azienda era chiamata a presentare il piano industriale e a chiarire come intendesse gestire la riorganizzazione annunciata.

Dal piano industriale non sono emersi elementi tali da giustificare quanto sta accadendo. I volumi produttivi previsti per i prossimi anni rimangono sostanzialmente invariati e non evidenziano alcun crollo dell'attività.

Ancora più incomprensibile è quindi la decisione di Takeda di non ricorrere agli ammortizzatori sociali, come invece è stato fatto nello stabilimento di Rieti per accompagnare il processo di riorganizzazione.

Come USB abbiamo ribadito con forza che questa scelta è priva di qualsiasi logica industriale e organizzativa. Mentre l'azienda conferma di voler interrompere la missione dei 67 lavoratori in somministrazione, molti dei quali lavorano nello stabilimento da anni, negli ultimi giorni è stata costretta a ricorrere al lavoro straordinario, ha limitato la fruizione di ferie e permessi al personale in staff leasing e ha perfino effettuato nuove assunzioni.

Sono fatti che parlano da soli. Se c'è bisogno di straordinari, se si bloccano ferie e permessi e se si assumono nuovi lavoratori, significa che gli esuberi dichiarati non esistono. Al contrario, in diversi reparti permane una condizione di sotto-organico.

Per USB è quindi inaccettabile che la riorganizzazione venga scaricata ancora una volta sui lavoratori più precari, utilizzati per anni per garantire la produzione e oggi considerati sacrificabili senza alcuna reale motivazione.

Nel corso dell'incontro, la Regione Toscana si è impegnata ad avviare un confronto con il Ministero del Lavoro per verificare gli strumenti disponibili e a riconvocare nei prossimi giorni un nuovo tavolo con tutte le parti.

Per quanto ci riguarda, il tempo delle attese è finito. La decisione dell'azienda è attualmente sospesa, ma se Takeda dovesse confermare l'interruzione della missione dei 67 lavoratori in somministrazione e non riaprire un confronto vero per salvaguardare tutta l'occupazione, USB è pronta a dichiarare lo stato di agitazione e ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.

I numeri presentati dall'azienda smentiscono la narrazione degli esuberi. Chi produce ricchezza non può essere il prezzo della riorganizzazione. USB continuerà a difendere il lavoro, l'occupazione e la dignità di tutti i lavoratori di Takeda Pisa.

USB Lavoro Privato – Pisa

COMUNICATO STAMPA USBServizi educativi del Comune di Pisa: non si può programmare una ripartenza senza chi ogni giorno g...
04/08/2026

COMUNICATO STAMPA USB

Servizi educativi del Comune di Pisa: non si può programmare una ripartenza senza chi ogni giorno garantisce il servizio

USB esprime forte preoccupazione per le modalità con cui il Comune di Pisa sta gestendo la ripartenza dei servizi educativi in appalto.

L'Amministrazione ha già comunicato alle famiglie, sia ai vecchi che ai nuovi iscritti, che il prossimo 3 settembre saranno illustrate l'organizzazione del servizio, quella del personale e le modalità degli ambientamenti. Una comunicazione che, ancora una volta, arriva prima ai cittadini che ai lavoratori.

Educatrici ed educatori hanno concluso l'anno educativo senza sapere con certezza quando sarebbero stati richiamati in servizio, quale sarebbe stata l'organizzazione del lavoro e, soprattutto, quale sarebbe stato il gestore incaricato di svolgere il servizio.

È legittimo domandarsi come sia possibile annunciare una ripartenza quando coloro che dovranno renderla concreta non sono mai stati messi nelle condizioni di organizzarla.

Un servizio educativo non è un ufficio che riapre semplicemente dopo una pausa estiva. La riapertura di un nido richiede tempo, programmazione e condivisione: occorre organizzare le équipe educative, predisporre gli ambienti, preparare i materiali, definire i turni, condividere le informazioni sui bambini, pianificare gli ambientamenti e costruire il rapporto con le famiglie. Tutto questo non può essere improvvisato in pochi giorni.

Pur essendo stato previsto un calendario analogo a quello dei servizi a gestione diretta, le condizioni di partenza sono profondamente diverse e non possono essere ignorate.

Particolare preoccupazione desta inoltre l'incontro previsto con le famiglie. Chi spiegherà ai genitori, in particolare a quelli dei nuovi iscritti, la situazione determinata dalla gara d'appalto, dalla proroga e dall'eventuale cambio di gestione?

Saranno ancora una volta gli educatori a dover rispondere a domande su decisioni che non hanno assunto e sulle quali non sono stati nemmeno adeguatamente informati? Oppure sarà l'Amministrazione comunale a presentarsi assumendosi direttamente la responsabilità delle proprie scelte?

I lavoratori non possono diventare il tramite delle comunicazioni che spettano all'ente pubblico.

La proroga dell'attuale gestione fino al 31 ottobre aumenta ulteriormente l'incertezza. Se la procedura di gara dovesse concludersi con l'affidamento del servizio a un nuovo gestore, come si pensa di garantire in pochissimi giorni un passaggio ordinato che tuteli la continuità educativa, il personale, gli ambientamenti dei bambini e il rapporto con le famiglie?

E soprattutto, come si può dare per scontato che i lavoratori debbano semplicemente accettare qualsiasi nuova organizzazione senza alcun confronto?

USB ritiene che il Comune debba assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Non è accettabile che l'Amministrazione decida tempi e modalità della ripartenza, li comunichi alle famiglie e lasci poi ai lavoratori il compito di trasformare decisioni calate dall'alto in un servizio funzionante.

I lavoratori non possono essere il paravento delle scelte amministrative.

Questa vicenda ripropone inoltre un tema più generale: il modello di gestione dei servizi educativi attraverso gli appalti.

Il sistema di aggiudicazione, che continua ad attribuire un peso rilevante all'offerta economica, alimenta il timore che il contenimento dei costi prevalga sulla qualità del servizio e sulla valorizzazione delle professionalità educative.

Per questo USB rilancia con forza la necessità di aprire una discussione seria sull'internalizzazione dei servizi educativi comunali, superando definitivamente il ricorso a gare, proroghe e continui cambi di gestione che generano instabilità per lavoratori, famiglie e bambini.

I nidi d'infanzia non sono una merce da assegnare al miglior offerente.

Sono un servizio pubblico essenziale, educativo e sociale.

E le lavoratrici e i lavoratori non rappresentano una semplice voce di costo: sono il principale valore su cui si fonda la qualità del servizio offerto alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie.

Unione Sindacale di Base

Oggi sul Tirreno il nostro comunicato sulla vertenza Takeda⬇️
02/08/2026

Oggi sul Tirreno il nostro comunicato sulla vertenza Takeda⬇️

Takeda: basta precarietà. Se il lavoro c'è, gli staff leasing devono restare.Il prossimo 6 agosto si terrà un nuovo inco...
31/07/2026

Takeda: basta precarietà. Se il lavoro c'è, gli staff leasing devono restare.

Il prossimo 6 agosto si terrà un nuovo incontro sulla vertenza Takeda. In quella sede l'azienda dovrà chiarire se intende aprire un ammortizzatore sociale oppure proseguire con una scelta che USB continua a ritenere ingiustificata: l'espulsione dei lavoratori in staff leasing.

In queste settimane è emerso con ancora maggiore evidenza un dato che rende incomprensibile la posizione aziendale. Nei reparti e sulle linee produttive il personale è insufficiente: l'azienda ricorre agli straordinari e, contemporaneamente, è alla ricerca di nuovi lavoratori. Se il lavoro c'è e gli organici sono già in sofferenza, perché mandare via chi da anni garantisce la produzione?
A questo si aggiunge un fatto gravissimo: mentre si sostiene che ci sarebbe un esubero di personale, ai lavoratori in staff leasing vengono bloccate ferie e permessi per esigenze produttive. Una scelta che conferma come il problema non sia la mancanza di lavoro, ma la carenza di organico. Se un'azienda non può concedere ferie e permessi perché il personale non è sufficiente, significa che quei lavoratori sono indispensabili e devono rimanere al loro posto.

Per USB questa contraddizione dimostra che non esistono reali motivazioni produttive per interrompere il rapporto con i lavoratori in staff leasing. Al contrario, tutti gli elementi portano nella direzione opposta: mantenere l'occupazione e utilizzare gli strumenti di tutela previsti, a partire dagli ammortizzatori sociali.

Riteniamo inoltre che questa scelta sia influenzata anche dalle conseguenze della recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul ricorso abusivo alla somministrazione di lavoro. Una sentenza che richiama le aziende al rispetto della normativa e che mette in discussione l'utilizzo strutturale e permanente di lavoratori formalmente dipendenti dalle agenzie ma impiegati per anni nelle stesse attività.

La situazione di Takeda è emblematica. Tra gli stabilimenti di Pisa e Rieti si è arrivati ad una presenza di circa il 50% di lavoratori diretti e il 50% di lavoratori in somministrazione: una percentuale di precarietà inaccettabile per un gruppo multinazionale che opera in un settore strategico come quello farmaceutico e che beneficia di rapporti di collaborazione con le istituzioni, a partire dalla Regione Toscana e dal Ministero.
USB ribadisce che il lavoro stabile deve essere svolto da lavoratori stabili. Non è più accettabile utilizzare la somministrazione come strumento ordinario per coprire esigenze permanenti dell'azienda.

Per questo chiediamo a Takeda di ritirare la decisione di interrompere il rapporto con i lavoratori in staff leasing, di sbloccare immediatamente ferie e permessi, di aprire gli ammortizzatori sociali e di avviare un percorso che garantisca la continuità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti.

USB continuerà la mobilitazione fino a quando non saranno garantiti occupazione, diritti e dignità a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.

USB – Unione Sindacale di Base

+++EDITORIALE+++L’Italia va alla guerraMentre l’Ilva chiude, l’inflazione torna a correre e i salari riprendono a scende...
30/07/2026

+++EDITORIALE+++

L’Italia va alla guerra
Mentre l’Ilva chiude, l’inflazione torna a correre e i salari riprendono a scendere, Tajani e Crosetto chiedono prestiti per le armi.

Si chiama SAFE, Security Action For Europe, ed è un programma di prestiti europei a lunga scadenza per l’acquisto e la fabbricazione di nuovi armamenti. Questi includono munizioni e missili, sistemi di artiglieria, droni e sistemi anti-drone, nonché sistemi di difesa aerea e missilistica, protezione delle infrastrutture critiche, protezione degli asset spaziali, sicurezza informatica, tecnologia AI e sistemi di guerra elettronica. La Presidente della Commissione europea Ursula Van der Leyen ha avuto modo di spiegare più volte, in modo molto esplicito, che questo programma finanziato con 150 miliardi di euro serve a preparare l’Europa entro il 2030 alla guerra contro la Russia.
Pochi giorni fa il ministro degli esteri Tajani ha reso noto che l’Italia ha fatto richiesta di un prestito di 14,9 miliardi di euro del programma Safe, specificando che sarà poi il ministro della difesa Crosetto a indicare i progetti sui quali viene chiesto il finanziamento.
In Italia il governo Meloni è molto attento alla comunicazione, soprattutto quando si parla di guerra. Mentre in Europa sono molto più chiari e spiegano che la popolazione deve prepararsi alla guerra, qui da noi si usano argomenti più ibridi per nascondere i fatti, come l’accesso alle nuove tecnologie, il sostegno all’occupazione e, naturalmente, la necessità di difendersi.
Ma il dato eclatante è che, davanti ad una drammatizzazione della situazione economica, con migliaia di posti di lavoro a rischio nel settore siderurgico e con la certificazione che i salari hanno ripreso a scendere nonostante i decantati rinnovi contrattuali, il governo chiede prestiti per le armi. E che prestiti!

Del resto, viene da dire, dal lato delle opposizioni tutto tace. La Schlein ha ribadito recentemente, in una lunga intervista sul Foglio, l’appoggio incondizionato all’Ucraina e quindi il via libera a nuovi finanziamenti per proseguire la guerra con la Russia. E’ la conferma delle posizioni assunte in tutti questi anni di completo appiattimento sulla linea guerrafondaia della Ue e della Nato e che, indirettamente, giustifica poi anche la scelta del riarmo.
Dal fronte sindacale l’attenzione invece è rivolta a ben altro. Proprio ieri, 29 luglio, sono tornati a riunirsi Confindustria e 14 associazioni datoriali assieme a Cgil, Cisl e Uil, per proseguire nella costruzione del Patto che dovrà portare a sancire, una volta per tutte, l’assoluto monopolio dei diritti sindacali nelle mani della triplice. Anche questo in fondo è funzionale alla guerra, aiuta a tenere bassi i salari e a contenere l’incazzatura del mondo del lavoro.

Forse è ora di ricominciare a pensare che non abbiamo molte vie d’uscita. Tra queste ce n’è una che dice: blocchiamo tutto! Per la pace, per il salario, per il lavoro, blocchiamo tutto.

Indirizzo

Via Bovio 19
Pisa
56124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 12:30
14:00 - 18:00

Telefono

050-970390

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Usb Pisa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare