Fairwatch

Fairwatch Per un'economia solidale, per una giustizia climatica e sociale. I nostri luoghi sono i territori, i nostri riferimenti i movimenti sociali.

Green economy, sviluppo sostenibile. La nuova rivoluzione verde ha il volto delle grandi imprese e dei mercati. Ma c'è qualcosa che non funziona, in tutto questo. Da queste pagine, con questi post, proveremo a fare chiarezza sul grande rischio del secolo: che anche i beni comuni, dopo i diritti, possano diventare beni da privatizzare e commercializzare.

Come Fairwatch abbiamo sottoscritto questa lettera di preoccupazione, con numerose associazioni europee e la campagna Pe...
26/03/2026

Come Fairwatch abbiamo sottoscritto questa lettera di preoccupazione, con numerose associazioni europee e la campagna Per il Clima, fuori dal Fossile sull'incombente nuovo trattato , un alla chetichella, che l'ineffabile Parlamento europeo vorrebbe approvare il prima possibile, come gli sta chiedendo Donald Trump. Si, lo stesso Trump di cui si lamentano un giorno sì e un altro sì.
A parte la solita, impeccabile, The Left, c'è un silenzio di tomba dalle parti cristiane e centrosinistre. Perché quando si tratta di dispiacere gli interessi multinazionali, come sappiamo bene, lo trovano inelegante.
Pressate i/le vostri/e eletti e elette: non stanno facendo il nostro bene, e nemmeno quello dell'Europa, ammesso che ne sia rimasto qualcosa

The EU should not agree to a deal that is being concluded against the backdrop of a trade war and blackmail.Instead, we must now focus on creating a Europe, that democratically shapes its energy supply, digital infrastructures, food systems, and social security.

In questo grave contesto di crisi, agricoltura e cibo sono diritti fondamentali che il mercato iperglobalizzato, le spec...
09/03/2026

In questo grave contesto di crisi, agricoltura e cibo sono diritti fondamentali che il mercato iperglobalizzato, le speculazioni, e da ultimo le guerre, stanno mettendo in discussione.
Non siamo impotenti, però, perché intorno al cibo abbiamo organizzato, e non da ieri, alcune tra le pratiche più profonde e resistenti delle economie trasformative.
Vi aspettiamo da domani sulla piattaforma del progetto Comunità Resistenti per condividerle e organizzarci insieme https://www.sapericomuni.it

L’8 marzo non è una ricorrenza.In molte parti del mondo le donne e le ragazze subiscono una doppia discriminazione perch...
07/03/2026

L’8 marzo non è una ricorrenza.

In molte parti del mondo le donne e le ragazze subiscono una doppia discriminazione perché, oltre a quelle che le riguardano ovunque, vivono le conseguenze più dure delle crisi e dei conflitti. La violenza sessuale continua a essere usata come arma di guerra, una pratica riconosciuta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come vera e propria tattica di conflitto.

Le guerre attraversano tutti gli aspetti della vita delle donne: aumentano le gravidanze indesiderate e a rischio, la mortalità materna e neonatale, non dispongono di servizi per la salute sessuale e riproduttiva compresi quelli per l'igiene mestruale, crescono le pratiche dannose come i matrimoni precoci, spesso presentati come una falsa forma di protezione.

Anche la fame ha il volto delle donne e delle ragazze: troppo spesso sono loro ad avere meno cibo e, quando ne hanno in scarsità, a rinunciarvi per garantire nutrimento alle persone di cui si prendono cura, figli e figlie e persone anziane.

Per questo la cooperazione internazionale è fondamentale. Le organizzazioni della rete AOI lavorano ogni giorno al fianco delle organizzazioni partner e delle comunità del Sud globale per difendere i diritti delle donne e delle ragazze, contrastare ogni forma di violenza di genere promuovendo la loro salute e partecipazione.

Non solo l’8 marzo.

L’8 marzo non è una ricorrenza.

In molte parti del mondo le donne e le ragazze subiscono una doppia discriminazione perché, oltre a quelle che le riguardano ovunque, vivono le conseguenze più dure delle crisi e dei conflitti. La violenza sessuale continua a essere usata come arma di guerra, una pratica riconosciuta dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come vera e propria tattica di conflitto.

Le guerre attraversano tutti gli aspetti della vita delle donne: aumentano le gravidanze indesiderate e a rischio, la mortalità materna e neonatale, non dispongono di servizi per la salute sessuale e riproduttiva compresi quelli per l'igiene mestruale, crescono le pratiche dannose come i matrimoni precoci, spesso presentati come una falsa forma di protezione.

Anche la fame ha il volto delle donne e delle ragazze: troppo spesso sono loro ad avere meno cibo e, quando ne hanno in scarsità, a rinunciarvi per garantire nutrimento alle persone di cui si prendono cura, figli e figlie e persone anziane.

Per questo la cooperazione internazionale è fondamentale. Le organizzazioni della rete AOI lavorano ogni giorno al fianco delle organizzazioni partner e delle comunità del Sud globale per difendere i diritti delle donne e delle ragazze, contrastare ogni forma di violenza di genere promuovendo la loro salute e partecipazione.

Non solo l’8 marzo.

Rimettere al centro diplomazia e cooperazione
28/02/2026

Rimettere al centro diplomazia e cooperazione

Attacco all’Iran, le ONG italiane: fermare subito l’escalation, proteggere i civili, rimettere al centro diplomazia e cooperazione

Le organizzazioni della società civile italiana impegnate nella cooperazione internazionale aderenti ad AOI esprimono forte preoccupazione per l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, un’azione che rischia di provocare un allargamento del conflitto dalle conseguenze imprevedibili per la stabilità regionale e internazionale, in un’area già segnata da conflitti, fragilità istituzionali e profonde crisi umanitarie.

Ogni ulteriore azione militare comporta conseguenze dirette sui civili, sulle infrastrutture essenziali e sugli equilibri geopolitici, con ripercussioni sulla sicurezza globale. In questo scenario, la priorità deve essere la tutela della vita umana e la riattivazione urgente di azioni diplomatiche concrete e di canali di dialogo credibili.

Le ONG italiane, da anni presenti nell’area con programmi di sviluppo e interventi umanitari, ribadiscono la necessità di:
- favorire una immediata de-escalation e il ritorno al dialogo;
- promuovere un’iniziativa diplomatica forte a livello europeo e multilaterale;
- garantire la piena protezione dei civili nel rispetto del diritto internazionale umanitario;
- assicurare la sicurezza e l’operatività del personale umanitario;
- rafforzare la cooperazione allo sviluppo come pilastro strategico della politica estera europea.

“Di fronte al rischio di un conflitto più ampio, la comunità internazionale deve scegliere la via della responsabilità. Ogni bomba allontana la pace, ogni investimento in cooperazione e in azioni diplomatiche concrete la rende possibile. Proteggere i civili, riaprire canali di dialogo credibili, sostenere le donne e i giovani, contrastare le disuguaglianze non è un gesto idealista, ma una scelta strategica per la stabilità globale”, dichiara Giovanni Lattanzi, Presidente di AOI

Le risorse destinate alle operazioni militari potrebbero generare un impatto trasformativo se investite nella lotta alla povertà, nella transizione ecologica e nella promozione dei diritti. La cooperazione internazionale non è un’opzione marginale, ma una componente essenziale di una visione politica orientata alla pace e alla giustizia sociale.

AOI conferma il proprio impegno, attraverso le organizzazioni aderenti, al fianco delle comunità locali e chiedono che diplomazia, diritto internazionale e tutela della vita umana tornino al centro dell’agenda europea e globale.

Domani cominciamo! Con Arcs Culture Solidali A Sud RIES - Rete Italiana Economia Solidale Comune-info lanciamo CO_RE, pe...
11/02/2026

Domani cominciamo! Con Arcs Culture Solidali A Sud RIES - Rete Italiana Economia Solidale Comune-info lanciamo CO_RE, per formare comunità resistenti. Cominciamo col botto: donpasta, per ispirarci, **ca Di Pierri, per approfondire. Li accompagna nel ragionamento la nostra Monica Di Sisto, Berbeglia ci coordina tutt@. Iscrivetevi su www.sapericomuni.it vi aspettiamo!

Su Sbilanciamoci la nostra Monica Di Sisto presenta in un'analisi ampia e circostanziata tutti i dettagli dell'accordo  ...
13/01/2026

Su Sbilanciamoci la nostra Monica Di Sisto presenta in un'analisi ampia e circostanziata tutti i dettagli dell'accordo
Nel primo dei commenti...

Domani in piazza a
04/01/2026

Domani in piazza a

AOI condanna l’aggressione al Venezuela
03/01/2026

AOI condanna l’aggressione al Venezuela

AOI non può che condannare l’aggressione armata a uno Stato membro delle Nazioni Unite.
Facciamo appello al Governo italiano e alla Commissione europea perché attivino tutti gli strumenti diplomatici bilaterali e multilaterali, reagiscano a questa scelta e chiedano la convocazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per affrontare questa grave violazione del diritto internazionale nelle sedi più appropriate.
AOI chiede alle rappresentanze parlamentari di farsi parte attiva in questi processi di risposta democratica.
AOI è in contatto con le ONG socie che operano nel Paese e nell’area per il sostegno umanitario ai civili colpiti e per ricevere e condividere, nelle prossime ore, più approfondite analisi e proposte rispetto a questa tragica escalation.

Massima attenzione ⚠️
02/01/2026

Massima attenzione ⚠️

L'assemblea di   si avvicina! Vi aspettiamo sabato 27 settembre, in presenza a Roma e online.Apriremo i lavori con un in...
25/09/2025

L'assemblea di si avvicina! Vi aspettiamo sabato 27 settembre, in presenza a Roma e online.

Apriremo i lavori con un intervento della , che proprio in queste ore sta navigando verso Gaza per rompere l’assedio e portare aiuti concreti alla popolazione stremata.
Abbiamo voluto fortemente questo intervento perché crediamo sia fondamentale, oggi più che mai, dare massima visibilità a questa azione di solidarietà internazionale.

In un momento in cui si moltiplicano gli attacchi e le intimidazioni da parte del governo israeliano, tenere alta l’attenzione è un atto politico necessario. La vita di chi è a bordo e la riuscita della missione dipendono anche da quanto sapremo raccontarla, sostenerla, amplificarla collettivamente.

ATTENZIONE: la capienza online è limitata a 300 persone. Per partecipare (sia in presenza che online), è necessario registrarsi: https://forms.gle/faGLLQ4bBv2hkvGr6

  STOP TOXIC TRADE DEALS!50 organizzazioni di 17 Paesi,  in Europa, Mercosur e nel mondo, condividono questo stesso mess...
16/09/2025

STOP TOXIC TRADE DEALS!
50 organizzazioni di 17 Paesi, in Europa, Mercosur e nel mondo, condividono questo stesso messsggio fino alla COP30.

The last 25 years have shown that free trade agreements between the EU and Latin America are unequal and unjust. They promote the interests of transnational ...

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Pisa

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