Good Guys in Bad Lands

Good Guys in Bad Lands “We can’t control the wind, but we can adjust the sails”

I believe in those who never give up and in supporting one another. No one is left behind.
(1058)

I honor and stand with those who serve. We Never Forget.
🫡🤙🏻

🌐 www.goodguys-noprofit.com “Good Guys in Bad Lands” was born in the mind of a soldier, in 2012, as a page. The social media page stemmed from his memories of a mission to Bala Murghab, Afghanistan, during a firefight with insurgents, a fellow soldier lost his young life, and another seriously injured. Strongly affected by his

experience, the founder created one of the first military related fan-pages dedicated to the memory of all the fallen soldiers. As his first foray into the social media world, he sought to use this platform as a mean to bring to the attention of the web users the sacrifices of deployed soldiers worldwide, simultaneously garnering the deserved respect and appreciation for these “Good Guys in Bad Lands.”

By 2019, the page’s following worldwide had grown exponentially, and helped forge a cultural non-profit association, “Good Guys in Bad Lands”. It’s based on the comradery, solidarity, and brotherhood for soldiers and civilians in the security and defense sector, holding to its creed that “No Operator Will Be Left Alone.”

Who are the Good Guys? They are operators who have relied on each other to do their jobs to the best of their ability every day and at all times. Love for the Country, Respect for the Institutions, and Solidarity towards all Brothers in Arms, are the necessary skills required to embrace the credo and the goals of this association. Purpose
Their purpose is to create a strategic and cohesive link with the supporting institutions, at the same time giving all due respect and appreciation to the uniformed men and women who serve their countries and fellow citizens. Likewise, the Good Guys promote awareness of the soldiers’ invisible wounds and an education in the values of an elite brotherhood, “no operator will be left alone by the community or country”.

14 luglio 2009 – 14 luglio 2026Ci sono date che il tempo non riesce a cancellare.Oggi ricordiamo il Caporal Maggiore Sce...
14/07/2026

14 luglio 2009 – 14 luglio 2026

Ci sono date che il tempo non riesce a cancellare.

Oggi ricordiamo il Caporal Maggiore Scelto Paracadutista Alessandro Di Lisio, caduto a soli 25 anni durante una missione internazionale in Afghanistan, nei pressi di Farah, a seguito dell’esplosione di un ordigno improvvisato che colpì il convoglio italiano.

Alessandro ha servito l’Italia con coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio, incarnando i valori più alti del soldato e del Paracadutista.

Il suo nome vive nella memoria dei suoi familiari, dei suoi commilitoni e di tutti coloro che credono che il sacrificio di chi indossa una divisa non debba mai essere dimenticato.

Ricordare significa custodire.
Ricordare significa continuare a pronunciare il loro nome.
Ricordare significa dire, ancora una volta, che nessuno rimane indietro.

Onore ad Alessandro Di Lisio.
Sempre Presente.

rK 🫡🇮🇹

In Eterna Memoria.Oggi ricordiamo un vero Leone della Folgore, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e dei s...
06/07/2026

In Eterna Memoria.

Oggi ricordiamo un vero Leone della Folgore, strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e dei suoi commilitoni.

Paracadutista della XVIII Compagnia “Leoni”,
Domenico Currao.

Il suo ricordo continuerà a vivere nei nostri cuori e nella memoria di chi ha avuto l’onore di conoscerlo.

SEMPRE PRESENTE.

R.I.P. ⚡️🇮🇹⚡️

Missione Ippocampo, Ruanda 30 Giugno 1994Livorno,muore a seguito di grave malattia contratta in missione:Marco Di Sarras...
29/06/2026

Missione Ippocampo, Ruanda

30 Giugno 1994

Livorno,
muore a seguito di grave malattia contratta in missione:

Marco Di Sarra
sergente maggiore

Medaglia di bronzo al valore dell'Esercito
Data del conferimento : 17/03/1995
motivazione :

“ Sottufficiale incursore paracadutista, facente parte del contingente militare italiano "IBIS" impegnato nell'operazione umanitaria ONU di "Peace Keeping", in Somalia, inquadrato nel reparto incursori paracadutisti impegnato il 2 luglio 1993 nell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con grande coraggio e generosità nell'area della badaglia. La sua azione tempestiva ed inesauribile protrattasi per più ore sotto l'intenso fuoco nemico da cui veniva fatto segno, risultava determinante per la positiva conclusione dell'azione, senza ulteriore spargimento di sangue. Ha evidenziato professionalità, senso del dovere, coraggio e sprezzo del pericolo ed ha suscitato con tale comportamento l'ammirazione dei commilitoni ed il consenso dei superiori. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro alla Brigata "Folgore" ed all'Esercito Italiano”.
Mogadiscio (SOMALIA), 2 luglio 1993.

* Marco è del 9º Reggimento d’assalto incursori paracadutisti “Col Moschin” (Battaglione fino al 1995) unità d’elite delle Forze Armate Italiane che nel 1994 è dispiegato in Ruanda, stato africano devastato dalla guerra civile fra Tutsi e Hutu. Qui l’Esercito Italiano organizza la missione Ippocampo (10-20 marzo 1994) per mettere al sicuro gli italiani e i bambini ruandesi potenziali vittime del clima di violenza conseguente all’instabilità politica.

Dieci giorni di evacuazioni svolte insieme agli incursori di Marina e alla 46esima aerobrigata dell’Aeronautica Militare e durante i quali le condizioni igienico-sanitarie precarie, nonché le forme epidemiche espongono il personale italiano a rischi non inferiori a quelli rappresentati dalle armi delle fazioni in lotta. Ed è aiutando i civili che il giovane parà ternano si ammala di una malattia piuttosto grave, quella malaria in Occidente debellata da quasi un secolo ma letale in Africa e nei paesi in via di sviluppo, e che lo porta alla morte poco tempo dopo il rientro in Italia.

STRAGE30 giugno 1963 – Ciaculli (PA)foto da "ancispettoratosicilia.it"da “Nomi e Storie delle Vittime Innocenti delle Ma...
29/06/2026

STRAGE
30 giugno 1963 – Ciaculli (PA)

foto da "ancispettoratosicilia.it"
da “Nomi e Storie delle Vittime Innocenti delle Mafie - Libera Genova”

Il Tenente dei Carabinieri Mario Malausa, i Marescialli Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio Altomare e Marino Fardelli, il Maresciallo dell’esercito Pasquale Nuccio e il soldato Giorgio Ciacci, vennero uccisi dallo scoppio di un’autobomba abbandonata dai mafiosi in campagna.
I Carabinieri di Palermo vennero avvertiti della presenza di un’auto sospetta parcheggiata davanti al viale di Villa Serena (Borgata Ciaculli), presso i terreni di proprietà dei fratelli Salvatore e Giovanni Prestifilippo.
La segnalazione appena arrivata fu passata al tenente Mario Malausa, che subito collegò il luogo della segnalazione con l’abitazione di Totò Greco. Così, l’ufficiale inviò una pattuglia a piantonare l’automobile, chiedendo anche l’intervento degli artificieri.
Giunto sul posto insieme al Maresciallo Calogero Vaccaro, Malausa incontrò altri 2 colleghi, Marino Fardelli ed Eugenio Altomare, e un uomo in borghese, il maresciallo di pubblica sicurezza Silvio Corrao. Poco dopo, giunsero anche gli artificieri Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.
I 2 artificieri disinnescarono l’ordigno, una bombola di gas posta all’interno della vettura, ignari della presenza di un sistema a doppia carica. La bombola infatti era un’esca e una seconda carica esplosiva, collegata alla porta del portabagagli con un congegno a strappo, era stata attivata dal tenente Mario Malausa che lo aveva aperto. I 7 morirono nello scoppio.

Missione ISAF,Afghanistan - Adraskan 25 giugno 2012,alle 08:50 locali (le 06:20 in Italia) in una base durante l'addestr...
24/06/2026

Missione ISAF,

Afghanistan - Adraskan

25 giugno 2012,

alle 08:50 locali (le 06:20 in Italia) in una base durante l'addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, nella provincia occidentale di Herat, un razzo da 107 mm è esploso vicino a una garitta di osservazione installata a ridosso della linea di tiro del poligono:

Manuele Braj
appuntato scelto.

Decorato di croce d'onore e di Medaglia d'oro "vittima del terrorismo"

Per non dimenticare Antonio Attianese"Attila"24 giugno 2017Antonio Attianese, Ranger del 4° Alpini Paracadutisti é andat...
23/06/2026

Per non dimenticare

Antonio Attianese
"Attila"
24 giugno 2017

Antonio Attianese, Ranger del 4° Alpini Paracadutisti é andato avanti il 24 giugno 2017 dopo una lotta dura contro la malattia.

Non dimentichiamo

PREGHIERA DELL’ ALPINO PARACADUTISTA

Eterno, immenso Iddio che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le
misteriose profondità, guarda benigno a noi, alpini paracadutisti, che nell’ adempimento del dovere, balzando dai nostri apparecchi ci lanciamo sulle n**e rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza ove la Providenza
ci ha posto a baluardo della Patria, della bandiera.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’ impeto della valanga.
Proteggi nell’ ardimentoso volo.
La nostra giovane vita è Tua, Signore.
Se è scritto che cadiamo, sia.
Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli in numeri: orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto le sofferenze e i sacrifici degli alpini caduti, Tu che raccogli gli aneliti dei paracadutisti vivi ed in armi,
Tu benedici e sorridi al nostro Reggimento

Cosi sia.

Dal gruppo ALPINI PARACADUTISTI d'ITALIA 🇮🇹🖤

Missione ISAF,Afghanistan - Shindad  23 giugno 2010,alle 19:04 locali, in seguito ad un episodio non del tutto chiarito ...
22/06/2026

Missione ISAF,
Afghanistan - Shindad

23 giugno 2010,

alle 19:04 locali, in seguito ad un episodio non del tutto chiarito che, ufficialmente, attribuisce la causa della morte alla caduta dal mezzo, un Buffalo, su cui viaggiava nel corso di una ricognizione nei pressi di Shindand:"

Francesco Saverio Positano,
caporal maggiore capo.

Missione Albania 2Isola di Saseno20 giugno 2004muore nel sonno stroncato da un aneurisma celebraleSergenteDaniele D'Amic...
19/06/2026

Missione Albania 2
Isola di Saseno

20 giugno 2004
muore nel sonno stroncato da un aneurisma celebrale

Sergente
Daniele D'Amicis.

Indirizzo

Pisa

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