05/10/2026
TONGO TONGO — 4 OTTOBRE 2017
La storia comincia nel Niger occidentale, vicino al piccolo villaggio di Tongo Tongo, in una delle aree più remote e instabili del Sahel.
Gli uomini appartenevano alla 3rd Special Forces Group (Airborne) dell’US Army e operavano insieme a circa 30 militari nigerini. La missione rientrava nell’attività di assistenza e cooperazione con le forze locali contro i gruppi jihadisti presenti nella regione.
La squadra americana era l’ODA 3212, un Operational Detachment Alpha delle Special Forces.
Quel 4 ottobre, dopo una missione notturna e una deviazione operativa, il gruppo stava rientrando verso la propria base di Ouallam. Durante il percorso i militari si fermarono presso Tongo Tongo per rifornire d’acqua le forze nigerine. La sosta si trasformò anche in un incontro con alcuni abitanti del villaggio.
Alle 11:40 circa, appena lasciato il villaggio, la colonna cadde in un’imboscata.
Davanti a loro c’era una forza nemica molto superiore numericamente, composta da militanti collegati allo Islamic State in the Greater Sahara (ISGS). Gli americani e i nigerini smontarono dai veicoli e iniziarono a combattere.
Quello che doveva essere un rientro diventò una battaglia disperata.
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I QUATTRO UOMINI
🇺🇸 SFC JEREMIAH W. JOHNSON
Sergeant First Class Jeremiah Wayne Johnson
Nato nel 1977, originario di Springboro, Ohio.
Prima di arruolarsi aveva già costruito una vita civile e gestito un’attività. Entrò nell’US Army nel 2007 come specialista CBRN e successivamente venne assegnato alla 3rd Special Forces Group. Aveva già prestato servizio all’estero, compreso un dispiegamento in Giordania.
Era sposato con Crystal e padre di due figlie, Addie ed Elisa.
Durante Tongo Tongo, Johnson combatté per proteggere i propri compagni.
Inizialmente gli venne conferita postuma la Bronze Star Medal with Valor. Successivamente, dopo il recupero e l’analisi di nuove immagini provenienti da una helmet camera, il riconoscimento venne elevato alla Silver Star, la terza più alta decorazione statunitense per valore in combattimento.
Nel 2022 il suo reparto gli conferì inoltre il riconoscimento di Honorary Green Beret insieme a La David Johnson.
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🇺🇸 SSG BRYAN C. BLACK
Staff Sergeant Bryan Christopher Black
Nato nel 1982 a Camp Pendleton, California, cresciuto a Puyallup, Washington.
Era un 18D Special Forces Medical Sergeant, quindi il medico di combattimento della squadra.
Prima dell’esercito aveva studiato business e lavorato come maestro di sci e nel settore delle costruzioni. Entrò nell’US Army nel 2009 e successivamente divenne Green Beret.
Era sposato con Michelle e padre di due figli, Ezekiel e Isaac.
A Tongo Tongo, Black combatté mentre la situazione precipitava.
Per anni fu ricordato con la Bronze Star Medal with Valor.
Ma nel 2025, dopo la rivalutazione delle immagini della sua helmet camera e delle sue azioni durante il combattimento, l’US Army gli conferì postumamente la Silver Star.
La medaglia venne consegnata alla sua famiglia l’8 aprile 2025, a Puyallup.
La motivazione della nuova decorazione riconobbe il suo coraggio e, soprattutto, il fatto che avesse continuato a combattere mettendo sé stesso in pericolo per gli altri.
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🇺🇸 SSG DUSTIN M. WRIGHT
Staff Sergeant Dustin Michael Wright
Nato nel 1988 e cresciuto a Lyons, Georgia.
Aveva 29 anni.
La sua famiglia aveva una lunga tradizione militare. Il fratello Will ricordò Dustin come una persona che cercava uno scopo e che trovò nell’esercito quella direzione che stava cercando.
Entrò nell’Army, frequentò l’Airborne School, la Special Forces Assessment and Selection e la Special Forces Qualification Course.
Divenne un 18C Special Forces Engineer Sergeant, un Green Beret appartenente all’ODA 3212.
Durante la battaglia di Tongo Tongo, Wright si espose ripetutamente al fuoco nemico per soccorrere compagni feriti.
Le fonti dell’US Army riportano che si espose al fuoco nemico due volte per prestare assistenza a due compagni feriti.
Per questo comportamento ricevette postumo la Silver Star.
La sua famiglia lo ricordava come un uomo dal carattere tranquillo, generoso e profondamente legato ai propri cari. Era anche conosciuto per il suo particolare amore per il Natale: ogni anno interpretava Babbo Natale per la famiglia.
Oggi il suo nome continua a essere ricordato anche attraverso il Wright, una nave idrografica dell’US Army Corps of Engineers dedicata a lui nel 2025.
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🇺🇸 SGT LA DAVID T. JOHNSON
Sergeant La David Terrence Johnson
Nato nel 1992 a Miami Gardens, Florida.
Aveva 25 anni.
La David era entrato nell’US Army nel 2014 come 91B Wheeled Vehicle Mechanic e successivamente era stato assegnato al 2nd Battalion, 3rd Special Forces Group, a Fort Bragg. Non era un Green Beret, ma prestava servizio all’interno di un’unità Special Forces.
Era sposato con Myeshia e aveva due figli; la sua terza figlia doveva nascere pochi mesi dopo la sua morte. Nella sua comunità di Miami Gardens era conosciuto anche per la sua passione per le moto e per le acrobazie su due ruote.
Durante la battaglia, La David rimase separato dagli altri americani.
Continuò a combattere.
Secondo la ricostruzione dell’indagine, utilizzò una mitragliatrice e un fucile di precisione prima di cercare di sottrarsi al combattimento a piedi. Riuscì a raggiungere una posizione di copertura a circa un chilometro di distanza, ma venne successivamente individuato e ucciso dagli aggressori.
Per il suo comportamento durante l’azione ricevette postuma la Silver Star.
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LA BATTAGLIA
Questa è forse la parte più importante per raccontare correttamente la storia.
Non fu semplicemente un attacco improvviso durato pochi minuti.
La squadra americana e i militari nigerini rimasero coinvolti in un combattimento molto più lungo e complesso di quanto inizialmente fosse stato reso pubblico.
I militari americani vennero progressivamente separati in più gruppi.
Il veicolo con Black, Wright e Jeremiah Johnson rimase separato dagli altri.
Successivamente anche La David Johnson rimase isolato.
Gli uomini furono costretti ad abbandonare i veicoli e continuare a combattere a piedi sotto il fuoco nemico.
Il rapporto investigativo americano stabilì che gli uomini combatterono con grande coraggio in condizioni estremamente sfavorevoli.
Quattro soldati americani morirono.
Morirono anche quattro militari nigerini.
Altri militari rimasero feriti.
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E POI ARRIVÒ L’AIUTO
Una parte importante della storia è spesso dimenticata.
Dopo che venne comunicato il contatto con il nemico, furono attivati i canali per ottenere assistenza.
I francesi intervennero con Mirage che raggiunsero l’area e sorvolarono la zona dell’imboscata.
La loro presenza contribuì a costringere gli aggressori a ritirarsi.
Successivamente arrivò una Nigerien Quick Reaction Force, che contribuì alla sicurezza dell’area e al recupero dei caduti.
L’indagine americana concluse che la risposta francese e nigerina molto probabilmente salvò ulteriori vite americane e nigerine.
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COSA SUCCESSE DOPO
La morte dei quattro uomini provocò una delle più importanti indagini operative della recente storia delle Special Operations americane.
L’indagine AR 15-6 fu enorme:
-143 testimoni interrogati;
-37 sopravvissuti americani e nigerini intervistati;
-sopralluoghi sul terreno;
-migliaia di documenti e fotografie analizzati;
-centinaia di ore di video esaminate;
-oltre 6.300 pagine di materiale investigativo.
Il rapporto individuò problemi relativi a pianificazione, preparazione, addestramento, equipaggiamento, comunicazioni e catena di comando.
Ma il punto fondamentale è questo:
l’indagine non attribuì le quattro morti a una singola decisione o a una singola persona. Il Dipartimento della Difesa parlò di una combinazione di fattori e di carenze operative.
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SFC JEREMIAH W. JOHNSON
SSG BRYAN C. BLACK
SSG DUSTIN M. WRIGHT
SGT LA DAVID T. JOHNSON
4 OCTOBER 2017
TONGO TONGO, NIGER
They were four men.
They were soldiers.
They were fathers, husbands, sons and brothers.
They went into the fight together.
They did not all come home.
We remember their names.
We remember their families.
We never forget.
***Questa storia è documentata anche direttamente dal rapporto ufficiale del Department of Defense sull’imboscata.