Comitato Difesa Alberi Pisa

Comitato Difesa Alberi Pisa "Gli alberi sono le colonne del mondo. Quando gli ultimi alberi saranno tagliati, il cielo cadrà sopra di noi". Proverbio dei nativi americani.

Qualcuno dovrà dare una spiegazione di quello che è accaduto ieri in piazza San Martino. Questo meraviglioso hibiscus, i...
12/06/2026

Qualcuno dovrà dare una spiegazione di quello che è accaduto ieri in piazza San Martino. Questo meraviglioso hibiscus, in piena meravigliosa fioritura è stato inspiegabilmente e irrispettosamente mutilato. La piazza sarà meno bella, la panchina assolata, gli abitanti intristiti e sconcertati. E dobbiamo anche pagare per avere questi servizi

Ieri una sala gremita ha assistito a due straordinarie relazioni che ci hanno offerto numerosi spunti di riflessione.Il ...
11/06/2026

Ieri una sala gremita ha assistito a due straordinarie relazioni che ci hanno offerto numerosi spunti di riflessione.
Il bosco, il più perfetto ecosistema del mondo, è in crisi.
Un bosco non è semplicemente un insieme di alberi, ma una rete continua di organismi viventi, tutti collegati e tutti indispensabili alla resilienza di un ecosistema unico e fondamentale per la vita dell’uomo. È un organismo complesso che non può essere alterato senza comprometterne l’equilibrio.
Il piano dominante, il piano dominato, lo strato arbustivo, il suolo e il sottosuolo costituiscono un unico sistema perfettamente integrato. Ogni elemento svolge una funzione essenziale e qualsiasi intervento che ne comprometta una parte riduce inevitabilmente la capacità del bosco di resistere e rigenerarsi.
Particolarmente affascinante è stato l’approfondimento sul ruolo delle micorrize: una rete straordinaria e quasi invisibile che permette lo scambio di segnali e nutrienti tra le piante. Un sistema fondamentale che ci fa comprendere meglio i danni che possono essere provocati dall’utilizzo di mezzi pesanti all’interno delle aree forestali e dagli interventi di abbattimento indiscriminato.
Ci è stata inoltre spiegata la differenza tra estensione forestale in ettari e copertura forestale reale. In soli 15 anni l’Italia ha perso circa 520.000 ettari di copertura boschiva e, aspetto ancora più preoccupante, molte aree che non sono più effettivamente bosco continuano a essere conteggiate come tali nelle statistiche, alterando la percezione della reale situazione del patrimonio forestale.
Il Comitato c’è, ed è più determinato che mai. Oggi può contare su un board scientifico di grande spessore, capace di fornire le competenze necessarie per affrontare con serietà e autorevolezza sia le problematiche cittadine sia quelle dei nostri amati Monti Pisani.
Territori che, purtroppo, continuano a essere oggetto di forti pressioni e speculazioni, mettendo in evidenza criticità e lacune sempre più preoccupanti nella gestione del patrimonio ambientale, come dimostrano le vicende dell’ultimo incendio e, a distanza di appena un mese, dell’incendio della Decca.
La tutela del bosco non è una battaglia di pochi: è una responsabilità collettiva verso il nostro territorio, il nostro futuro e le generazioni che verranno.

Vi aspettiamo oggi pomeriggio alle 17 alla Leopolda Pisa. Abbiamo due ospiti d'eccezione. Non mancate.
10/06/2026

Vi aspettiamo oggi pomeriggio alle 17 alla Leopolda Pisa.
Abbiamo due ospiti d'eccezione. Non mancate.

Non potevamo rimanere in silenzio di fronte all’ennesima catastrofe ambientale Per ora gli unici dati che abbiamo sono q...
09/06/2026

Non potevamo rimanere in silenzio di fronte all’ennesima catastrofe ambientale

Per ora gli unici dati che abbiamo sono quelli di meteo pop ( quindi da controllare ma molto precisi sulle polveri sottili )

I dati mostrano un netto aumento delle concentrazioni di particolato nelle prime ore del mattino, con un picco registrato alle 06:09:

▪️ PM10: 47,2 µg/m³
▪️ PM2.5: 31,2 µg/m³

A queste concentrazioni di pm2,5 va associata una grossa quantità di diossina ( che spesso viene trasportata dalle polveri )
A questa concentrazione di pm2,5 va sommata tutta quella proveniente ( 1 mese fa ) dall’ incendio del Faeta.

2 disastri ambientali in meno di un mese mettono in ginocchio qualsiasi ecosistema.

L’incendio provocato da due giardinieri professionisti incauti ( per non offendere nessuno ) e questo disastro provocato da una ditta che già , in passato aveva avuto grossi problemi :

https://www.assembleapermanentecarrara.org/news/erreerre-carcere-per-del-carlo-e-domiciliari-per-vaira-bertoneri-e-carmassi/?fbclid=IwRlRTSASU3SVleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeMSrbGIi3m4d3UjACTNK3IyBLx8qg6VRN5hHkjnn3Yj5H9QemSA40QFoFCdo_aem_nF1RWA4FMPtrJ2Zm8AICAQ

Ma alla fine chi ci rimette se non tutti noi e tutto l’ecosistema nel quale viviamo ???

Si poteva evitare questo disastro ?

L’incendio del 28/04 sicuramente si
Quest’ultimo disastro anche .

La differenza fra i due é che il primo si poteva anche domare meglio fra il 28/04 e il 30/04 , questo si poteva evitare sapendo che sarebbe stato indomabile e super pericoloso per tutta la comunità appena scoppiato !!!!

L’ambiente trema e ci prepara ad un’estate per Pisa ancora più torrida della precedente.

Abbiamo ripreso con interesse l'intervista alla Prof.ssa Giuliani sulla qualità dell'aria a Pisa (era il 2024).In queste...
09/06/2026

Abbiamo ripreso con interesse l'intervista alla Prof.ssa Giuliani sulla qualità dell'aria a Pisa (era il 2024).

In queste ore siamo tutti giustamente preoccupati per l'incendio di Lugnano e per le possibili conseguenze ambientali. Ma il punto è che dovremmo interessarci della qualità dell'aria sempre, non soltanto durante le emergenze.

La qualità dell'aria a Pisa viene monitorata ordinariamente attraverso appena 2 centraline fisse ARPAT, situate al Borghetto e ai Passi, che rilevano alcuni tra i principali inquinanti atmosferici (come PM10, PM2,5, biossido di azoto e ozono). Si tratta di strumenti fondamentali, ma che possono fornire soltanto un quadro generale e del tutto parziale sia del territorio sia degli inquinanti presenti nell'aria. Due soli punti di misura non possono rappresentare la complessità di un'area vasta come quella pisana, né consentire di valutare in modo puntuale le ricadute di eventi straordinari come un grande incendio industriale. Per questo ci stupiamo leggendo che il Sindaco, su questi dati, vuole placare gli allarmismi.

Negli anni la rete di monitoraggio si è progressivamente ridotta. Un tempo le centraline erano 7; oggi ne sono rimaste 2. Nel frattempo, però, il territorio è cambiato: sono aumentati gli impianti di trattamento e recupero rifiuti, le attività industriali, le centrali a biomasse e le altre fonti di pressione ambientale. Di fronte a questo scenario, il monitoraggio dovrebbe essere più capillare, non più così limitato.

Per questo chiediamo almeno il ripristino delle sette centraline che erano presenti in passato e, se possibile, un ulteriore potenziamento della rete di monitoraggio sul territorio provinciale.

Ma la questione non riguarda soltanto le centraline.

Riguarda anche le scelte che facciamo ogni giorno sul territorio. Riguarda gli alberi ad alto fusto, il verde urbano, i parchi e le aree naturali che troppo spesso vengono considerati sacrificabili.

Eppure gli alberi sono tra i nostri più preziosi alleati: assorbono anidride carbonica, intercettano polveri e inquinanti atmosferici, mitigano il calore e contribuiscono al miglioramento della qualità dell'aria attraverso processi naturali di "fitorisanamento".

Per questo dobbiamo allertarci davanti agli episodi straordinari e drammatici, ma preoccuparci con la stessa attenzione anche quando vengono abbattuti alberi maturi, ridotte le aree verdi, indeboliti i controlli ambientali, abbassate le tutele a difesa del territorio o assunte decisioni che impoveriscono il patrimonio naturale della città.

Perché l'ambiente non è un tema da affrontare soltanto quando una nube nera compare all'orizzonte e sentiamo puzza di plastica bruciata. È una responsabilità quotidiana. E la qualità dell'aria che respiriamo dipende anche dalle scelte compiute quando l'emergenza è finita e i riflettori si sono spenti.

I dati della funzione Breezo Meter di Google Maps bocciano la nostra provincia. Nell’ultima settimana anche peggio del solito con sforamenti su tutti i parametri

Siamo nei piazzali costeggiati da via Ugo Rindi.  In una città senza regole che dichiara , sulla transenna , un lavoro f...
09/06/2026

Siamo nei piazzali costeggiati da via Ugo Rindi.

In una città senza regole che dichiara , sulla transenna , un lavoro fatto in altra zona con il famoso ,quanto meraviglioso rendering che mostra ciò che sarà fra 20 anni ( in un’altra zona della città )

Poi vai a vedere cosa c’è davvero ( c’è un passaggio pedonale e quindi non siamo entrati nel cantiere ) e vedi la realtà sconcertante con 2 piante su 8 morte in piazzale Genova e 2 piante su due in piazzale Amalfi.
In un ipotetico rendering intanto avremo 4 piante in meno.

Un cantiere EVIDENTEMENTE IRREGOLARE che ha diminuito sensibilmente la qualità di vita dei residenti visto che :
A) le cantine continuano ad allagarsi
B ) le temperature sono aumentate di 10 gradi
C) I tempi di ripristino sono molto incerti ( vedi numerose fallanze )
D) la qualità di vita dei residenti é notevolmemte peggiorata

CI SARÀ QUALCUNO CHE POSSA PENSARE CHE POTEVANO FARE MOLTO MEGLIO SPERPERANDO MOLTO MENO ??

( qualcuno che ci segue sulla pagina penserebbe mai di mettere a dimora alberi a metà giugno ?)

FLASH-MOB EX-CASERMA ARTALE (ieri domenica 7 giugno)Ieri siamo stati accanto ai residenti per chiedere trasparenza sugli...
08/06/2026

FLASH-MOB EX-CASERMA ARTALE (ieri domenica 7 giugno)

Ieri siamo stati accanto ai residenti per chiedere trasparenza sugli interventi in corso all'ex-caserma Artale.

Qualcuno potrebbe pensare che parlare di alberi oggi, mentre un denso fumo nero proveniente dall'incendio di un impianto di lavorazione delle plastiche avvolge il territorio, sia una questione secondaria rispetto a emergenze ben più gravi.

Noi pensiamo invece esattamente il contrario.

Eventi come questo ci ricordano quanto sia importante difendere, giorno dopo giorno, l'ambiente in cui viviamo: contrastare il consumo di suolo e le speculazioni che impoveriscono il territorio, pretendere trasparenza nelle scelte che incidono sul bene comune e tutelare quel patrimonio naturale da cui dipendono salute, benessere e qualità della vita.

Anche per questo guardiamo con preoccupazione a quanto sta accadendo all'ex Caserma Artale, ricordando cosa ha significato nel 2023 la cosiddetta "bonifica" dell'area dell'ex Distretto 42: oltre 80 alberi ad alto fusto abbattuti nell'arco di pochi giorni, con una trasformazione irreversibile del paesaggio e dell'ecosistema urbano.

Gli alberi sono alleati preziosi contro l'inquinamento, il surriscaldamento delle città e la perdita di biodiversità. Per questo la difesa dell'ambiente passa anche da qui.

Per questo anche un singolo albero conta.

36.OOO EURO DI MULTA A DITTA CAPITOZZATRICE!Qualcosa finalmente si muove!Le ditte che operano sul verde urbano devono es...
08/06/2026

36.OOO EURO DI MULTA A DITTA CAPITOZZATRICE!

Qualcosa finalmente si muove!

Le ditte che operano sul verde urbano devono essere qualificate e rispettare le buone pratiche di arboricoltura. La capitozzatura è il taglio drastico e indiscriminato della chioma e delle branche principali di un albero, una pratica che ne compromette salute, struttura e stabilità, riconosciuta come dannosa dalla moderna arboricoltura.

Chi interviene sugli alberi senza competenza non danneggia solo il verde, ma un patrimonio di tutti.

Le capitozzature non sono manutenzione: sono maltrattamenti. E devono essere sanzionate sempre.

Un parcheggio multipiano in pieno centro città . Un’ex caserma da “ bonificare” , alberi che vengono abbattuti . Un plau...
07/06/2026

Un parcheggio multipiano in pieno centro città . Un’ex caserma da “ bonificare” , alberi che vengono abbattuti . Un plauso ai palazzinari di corte

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