28/09/2026
ACCOGLIERE LO STRANIERO: UNA PAROLA CHE UNISCE LE RELIGIONI
In questi giorni Papa Leone XIV ci ha ricordato una cosa semplice e profondissima: davanti a chi fugge dalla guerra, dalla violenza e dalla disperazione, non possiamo dimenticare che abbiamo davanti prima di tutto una persona.
Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il Papa invita a spostare lo sguardo dalla sola «gestione dei flussi» alla tutela dei diritti umani, chiedendo «protezione, accoglienza e reali opportunità di integrazione».A lla Maison Bakhita di Parigi ha ricordato che è possibile «incontrarsi e vivere insieme nella dignità e nella pace», ringraziando chi offre a chi arriva accoglienza, ascolto, formazione e amicizia.
Ma c'è qualcosa di ancora più interessante. Se guardiamo alle grandi tradizioni religiose dell'umanità, scopriamo che il principio dell'accoglienza dello straniero non appartiene a una sola fede.
✝️ CRISTIANESIMO
«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me» (Mc 9,37).
☪️ ISLAM
Il Corano dice: «Vi abbiamo creati [...] in popoli e tribù affinché vi conosceste gli uni gli altri» (Corano 49,13). La diversità non è presentata come una ragione per disprezzarsi, ma come occasione per conoscersi.
✡️ EBRAISMO
La Torah è ancora più esplicita: «Lo straniero che risiede con voi [...] sarà come uno dei vostri cittadini; lo amerai come te stesso, perché foste stranieri nella terra d'Egitto» (Levitico 19,34).
☸️ BUDDHISMO
Il Dhammapada insegna: «L'odio non si placa con l'odio; solo con il non-odio si placa l'odio». E la tradizione buddhista pone la compassione e la benevolenza verso tutti gli esseri al centro della condotta.
🕉️ INDUISMO
Un'antica espressione della tradizione induista recita: «Vasudhaiva Kutumbakam», «il mondo intero è una sola famiglia» (Mahā Upaniṣad, VI.71-75).
Un principio che invita a guardare oltre le divisioni di origine, cultura e appartenenza: l'umanità è una grande famiglia e la diversità non dovrebbe diventare una barriera al rispetto e alla solidarietà.
🕊️ Tradizioni diverse, lingue diverse, storie diverse.
Ma un filo comune emerge con forza: l'altro non è un nemico semplicemente perché è diverso.
La persona che arriva da lontano non perde la propria dignità attraversando un confine e noi non perdiamo la nostra identità quando scegliamo di rispettarla.
Accogliere non significa ignorare le difficoltà, né significa rinunciare alle regole. Significa ricordare che le regole devono avere al centro la persona, la sua dignità e la sua sicurezza.
Forse è proprio questo il punto su cui possiamo incontrarci, credenti e non credenti: pace, rispetto reciproco, dignità e accoglienza.
Perché prima di chiederci da dove viene una persona, quale lingua parla o quale religione professa, potremmo provare a ricordare una cosa molto più semplice: è una persona. Come noi.