02/10/2026
Quelle che avrebbero dovuto essere le ultime ore di vita di Christa Pike sono state un’atroce replica della sofferenza che aveva vissuto da piccola. Per 40 minuti, due volte, gli addetti all’esecuzione dello stato del Tennessee hanno provato a iniettarle per vena i farmaci dell’iniezione letale, senza successo.
La pena di morte non è mai la soluzione. Chiediamo al governatore la clemenza.
Quelle che avrebbero dovuto essere le ultime ore di vita di Christa Pike sono state un’atroce replica della sofferenza che aveva vissuto da piccola. Per 40 minuti, due volte, gli addetti all’esecuzione dello stato del Tennessee hanno provato a iniettarle per vena i farmaci dell’iniezione letale, senza successo.
Oggi 50enne, Christa è stata condannata nel 1996 per un omicidio commesso l'anno precedente, quando aveva 18 anni. Durante l'infanzia ha affrontato stup*i, violenza sessuale e fisica, abbandono. Lo stato ha fallito nel suo dovere di proteggerla da bambina, nonostante fosse chiaro cosa stesse affrontando. Al processo, anche gli avvocati d'ufficio hanno fallito, presentando prove minime sul collegamento tra queste violenze e il reato commesso.
Ora il governatore del Tennessee ha sospeso tutte le esecuzioni fino alla fine del 2026, compresa quella di Christa.
La pena di morte non è mai la soluzione. Chiediamo al governatore la clemenza.