Unione Inquilini di Pisa

Unione Inquilini di Pisa L'Associazione ha come obiettivo l'affermazione del diritto alla casa per tutti.

L'Unione Inquilini assicura a l'assistenza sindacale, legale ed istituzionale a tutte le persone che hanno qualsiasi problema abitativo da risolvere, con particolare riferimento ai senza casa, gli sfrattati e gli inquilini, ma anche ai proprietari della sola propria abitazione.

📢 BANDO APERTO: Servizio Civile Regionale presso l’Unione Inquilini di Pisa!Sei un giovane tra i 18 e i 29 anni? Vuoi im...
01/05/2026

📢 BANDO APERTO: Servizio Civile Regionale presso l’Unione Inquilini di Pisa!
Sei un giovane tra i 18 e i 29 anni?
Vuoi impegnarti per il diritto all’abitare e scoprire come l’Intelligenza Artificiale può supportare le lotte sociali? 🏠🤖
È uscito il nuovo bando per il progetto: ✨ "L'utilizzo dell'IA a supporto del diritto abitativo"
Un’opportunità unica per formarti, aiutare la comunità e ricevere un contributo economico mensile.
📍 DOVE: Unione Inquilini Pisa, Via del Cuore 7.
👥 POSTI DISPONIBILI: 10

📋 COSA PREVEDE IL SERVIZIO:
✅ Durata: 12 mesi.
✅ Orario: 30 ore settimanali (6 ore al giorno, 5 giorni a settimana).
✅ Rimborso: 507,30 € mensili.

🧐 CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA?
Possono partecipare i giovani che, alla data della domanda, sono:
🔹 Residenti, domiciliati o regolarmente soggiornanti in Toscana.
🔹 Di età compresa tra 18 e 29 anni (fino al giorno antecedente il compimento del 30° anno).
🔹 Inattivi, disoccupati o non occupati.
🔹 Senza condanne penali superiori a un anno. (NB: Possono partecipare anche gli studenti!)

💻 COME CANDIDARSI:
La domanda deve essere presentata esclusivamente online entro le ore 12:00 del 10 giugno 2026 collegandosi al sito: 👉 https://servizi.toscana.it/sis/DASC/ #/
⚠️ Attenzione: Per accedere è necessario possedere SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS attiva.

ℹ️ INFO E CONTATTI:
Hai dubbi o vuoi saperne di più?
📧 Scrivici a: [email protected]

06/03/2026
La nostra sede è sempre aperta a tutte e tutti e pretendiamo lo stesso trattamento!
21/02/2026

La nostra sede è sempre aperta a tutte e tutti e pretendiamo lo stesso trattamento!

Fiesta!
17/01/2026

Fiesta!

13/01/2026

Dal profilo del nostro compagno Luca Scarselli

LA BEFANA HA PUNITO LA "MATRIGNA REGIONE TOSCANA"!!!

La Befana ha punito la “Matrigna Regione Toscana”
L'Unione Inquilini - Sezione Valdarno Inferiore accoglie con enorme soddisfazione la notizia della dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme che subordinano l'accesso e il punteggio nelle graduatorie per la casa popolare a un requisito di residenza prolungata sul territorio. La Regione Toscana, con una norma del 2021, aveva introdotto un sistema di punteggio che premiava la stanzialità anziché il bisogno. La norma regionale stabiliva infatti che venissero assegnati punti in base alla durata della residenza anagrafica o dell'attività lavorativa: 1 punto per tre anni di residenza, 2 punti per cinque anni, 3 punti per dieci anni, 3,5 per quindici anni e fino a 4 punti per venti anni di residenza.

L'assurdità di tale criterio è palese!! Facciamo un esempio concreto: una persona nata e sempre vissuta ad esempio nel comune di Santa Croce sull'Arno, in base a questa normativa, poteva ottenere fino a 4 punti solo per questo fatto. Se, ad un certo punto della propria vita, si fosse trasferita a vivere dall'altra parte dell'Arno, nel Comune di San Miniato, avrebbe perso tutti i punti accumulati e avrebbe dovuto attendere altri vent'anni per poterli riacquisire. Una regola illogica e punitiva, che penalizza la mobilità e non tiene in alcun conto le reali condizioni di necessità.

Peraltro, la stessa normativa regionale prevedeva già un premio per chi rimaneva a lungo nelle graduatorie di assegnazione, rendendo il bonus per la residenza storica ancora più insensato e ridondante.
La genesi di questa norma era chiaramente quella di colpire gli stranieri, considerati "nuovi arrivati" e quindi privi del requisito della residenza storica. Tuttavia, la burocrazia regionale, nella sua ottusità, non si è minimamente posta il problema delle conseguenze paradossali che tale regola avrebbe avuto anche sui cittadini italiani, penalizzando chiunque avesse la necessità o la sfortuna di doversi spostare, anche solo di pochi chilometri, all'interno della stessa regione.

Questa norma è stata emessa da una Regione Toscana che si è dimostrata una vera e propria "matrigna" nei confronti di chi ha bisogno di una casa. Infatti, la Regione da anni non investe in edilizia residenziale pubblica e, secondo i dati ufficiali, lascia sfitti ben 4682 alloggi popolari, praticamente uno su dieci. Visti i dati del Ministero dell'Interno sugli sfratti, la Regione avrebbe a disposizione un patrimonio immobiliare più che sufficiente per risolvere il problema abitativo di tutta la Toscana.

Invece, a differenza della “Matrigna Toscana”, la Regione Emilia-Romagna ha preannunciato un piano da 300 milioni di euro per la ristrutturazione dell'edilizia pubblica. Questo evidenzia come ci sia differenza a vivere sotto il "tetto di Cenerentola" o meno!!

La Corte Costituzionale ha finalmente messo fine a questa palese ingiustizia, ribadendo un principio sacrosanto: l'unico criterio legittimo per stilare le graduatorie ERP è la condizione di bisogno effettivo e attuale. L'accesso a un bene primario come la casa non può essere trasformato in un "premio" alla stanzialità.

Questa storica decisione impone ora alla Regione Toscana e a tutti i Comuni di rivedere immediatamente i propri regolamenti e bandi, eliminando ogni riferimento al criterio della residenza prolungata. Le graduatorie per la casa popolare dovranno essere basate esclusivamente sulla valutazione della condizione di bisogno economico e sociale, come sancito dalla Corte.

Infine, possiamo ironizzare sul fatto che, con questa sentenza, la Befana abbia finalmente fatto giustizia e portato il carbone alla Matrigna.

17/12/2025

COMUNICATO STAMPA
Unione Inquilini – Dichiarazione di Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale Unione Inquilini

Casa: il piano europeo non affronta la precarietà abitativa. Un regalo alla speculazione immobiliare

«Il primo piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, presentato oggi dalla Commissione europea, manca il bersaglio principale: la lotta alla precarietà abitativa. È un piano che parla il linguaggio degli investimenti e dell’offerta, ma non quello dei diritti».
Così Silvia Paoluzzi, Segretaria Nazionale dell’Unione Inquilini, commenta il comunicato della Commissione UE.
«Da anni denunciamo che l’aumento dei prezzi delle case e degli affitti non è una calamità naturale, ma il risultato di politiche che hanno consegnato l’abitare al mercato e alla rendita. L’Europa oggi riconosce l’emergenza, ma non ha il coraggio di intervenire sulle sue cause strutturali».
Il piano europeo insiste su una ricetta già fallimentare: aumentare l’offerta attraverso investimenti, riforme e partenariati con il settore finanziario, senza mettere in discussione il ruolo della speculazione immobiliare.
«Si parla di case a canone calmierato – continua Paoluzzi – ma sappiamo bene che questa formula, senza un forte intervento pubblico diretto, non funziona: i canoni restano fuori dalla portata di milioni di persone e le risorse pubbliche finiscono per sostenere profitti privati».
Particolarmente critica è la scelta di puntare sulla semplificazione delle norme e sulla revisione degli aiuti di Stato, che rischiano di tradursi in un ulteriore trasferimento di fondi pubblici verso operatori immobiliari e finanziari, senza garanzie reali di accessibilità e stabilità abitativa.
«Non basta costruire di più – sottolinea Paoluzzi – se non si governa il mercato degli affitti, se non si introduce un vero controllo dei canoni, se non si tutela chi vive in affitto dalla precarietà contrattuale, dagli sfratti e dalla povertà abitativa».
L’Unione Inquilini giudica insufficiente anche l’approccio agli affitti brevi: «Servono regole chiare e vincolanti, non iniziative timide, perché la trasformazione delle città in piattaforme turistiche è una delle principali cause dell’espulsione dei residenti».
«L’Europa parla di coesione sociale e competitività – conclude Paoluzzi – ma senza il diritto alla casa queste parole restano vuote. Un vero piano europeo dovrebbe puntare su un massiccio investimento in edilizia residenziale pubblica, su affitti realmente sociali, su politiche di contrasto alla rendita e sulla casa come bene comune, non come asset finanziario. Dovrebbe inoltre mettere al centro il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo sfitto, oggi enorme in tutta Europa, invece di continuare a privilegiare nuove costruzioni. Intervenire sullo sfitto significa dare risposte più rapide all’emergenza abitativa, ridurre il consumo di suolo e coniugare il diritto alla casa con la sostenibilità ambientale. Continuare a parlare quasi esclusivamente di nuove edificazioni, senza una strategia pubblica di recupero dell’esistente, è miope sia sul piano sociale che su quello ecologico.
Questo piano, così com’è, non dà risposte a chi oggi non riesce a pagare l’affitto o rischia di perdere la propria casa. L’Europa, ancora una volta, dimostra di non avere il coraggio di stare dalla parte degli inquilini».

12/11/2025

COMINCATO CONGIUNTO UNIONE INQUILINI E ASIA USB.
Come associazioni e sindacati degli inquilini scendiamo in piazza per dare voce alla drammatica situazione abitativa che vivono tantissime persone nella nostra città dove la destra al governo di Pisa, in continuità con decenni di amministrazione del Partito Democratico, racconta menzogne a danno di chi tutti i giorni vive il dramma della mancanza di una stabilità abitativa.
Vogliamo essere chiari, non abbiamo niente da applaudire rispetto all’uscita sui quotidiani di ieri fatta dall’assessora Bonanno: il Comune ha investito 600 mila euro per dare avvio alla ristrutturazione di 29 appartamenti? Non possiamo che commentare che si tratta di una mossa tardiva e francamente inconsistente rispetto al quantitativo di risorse che Conti e le sue assessore hanno sprecato nelle albergazioni da quando governano questa città. Si pensi che solo per gli ultimi due mesi del 2025 nelle tasche degli albergatori finiranno come da due determine delle ultime settimane ben 268.017,10 Euro.
Dal 2022 a oggi ogni anno una media di un milione e mezzo di euro è stata spesa direttamente dal Comune di Pisa per albergare le famiglie. Con una media del genere in 5 anni stiamo parlando di più di 6 milioni regalati agli albergatori, senza alcun ritorno per le risorse comunali e soprattutto senza alcuna garanzia di adeguatezza degli alloggi per le famiglie albergate.
La responsabilità è in capo a chi ci governa a tutti i livelli e oggi diventa sempre più grave.
Meloni, sostenuta dagli stessi partiti che governano Pisa, ha tagliato 300 milioni al fondo per la morosità incolpevole e a quello per il contributo all’affitto.
Non c’è nessun vero piano casa all’orizzonte, perché le case pubbliche sono solo il 3 per cento del nostro patrimonio e circa 60 mila sono vuote ( in Toscana almeno 4.000!) e intanto si reprime il bisogno abitativo con il Decreto Sicurezza, ora legge dello Stato, in continuità con le leggi repressive ai danni degli abitanti e inquilini (vedi piano casa Renzi-Lupi).
Ma al governo tutto questo non basta. Vuole velocizzare gli sfratti, ancora, con Un nuovo decreto presentato dal senatore Marcheschi. Ci chiediamo perché gli enti locali non si oppongano. Come potranno sostenere esecuzioni di massa e ancora più rapide?
La repressione delle proteste non potrà nascondere questo ulteriore piano di mercificazione del diritto alla casa perché l’emergenza sta già esplodendo ed è destinata a peggiorare.
A noi, comunque, poco importa delle minacce. Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Conti e l’assessora Bonanno però ci devono dare risposte immediate perché oggi, dopo l’uscita del Comune di Pisa dalla società della salute e lo scioglimento della stessa, l’emergenza abitativa è tornata in mano a palazzo Gambacorti.
Chiediamo che gli enti coinvolti si coordino e che indichino chiaramente luoghi e soggetti a cui rivolgersi.
Non possiamo più tollerare di vedere minori che si vedono entrare in casa le forze dell’ordine e genitori in lacrime perché non sanno quale sarà il loro destino: la forza pubblica non può essere usata senza la garanzia di un passaggio da casa a casa. Per questo chiediamo l’immediata re-istituzione delle Commissioni Territoriali e la sospensione degli sfratti per tutti i casi in cui non c’è un’alternativa studiata il giorno prima dell’accesso.
I crimini, qui, li commette chi ci governa, a tutti i livelli: in questi mesi stiamo seguendo famiglie con bambine e bambini, persone con disabilità e patologie gravi, oltre a soggetti con altre forme di fragilità. Eppure la mattina dello sfratto ci siamo sempre e solo noi, i proprietari, le forze dell’ordine e gli ufficiali giudiziari.
Manca chi ha la responsabilità di garantire il passaggio da casa a casa e manca chi ha in carico la cura socio assistenziale dei soggetti fragili. Oltre a questo, mancano le case da assegnare. Eppure ce ne sono tante vuote come ammette la stessa Assessora Bonanno e soprattutto a Pisa sono vuote da tempo e la destra ormai governa da 8 anni. Con un milione e mezzo l’anno ne avrebbe potute mettere sul campo molto di più.
Ricordiamo poi che le case vuote non sono solo quelle pubbliche, ma sono tante anche nel mercato privato.
Gli strumenti ci sono: ricordiamo al Sindaco che nelle sue mani c’è il potere di requisizione in uso, strumento che gli stessi uffici comunali hanno confermato essere legittimo.
Nel frattempo, le case pubbliche abitate cadono a pezzi come succede al Villaggio cento fiori dove alla fine dopo anni e anni in cui gli inquilini, stanchi di vivere tra muffe, infiltrazioni e temperature insostenibili, chiedevano un intervento al Comune che nulla ha fatto. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e adesso anche su questo servono risposte immediate: le case popolari non sono case di nessuno, sono, prima di tutto di chi le abita, e poi sono un patrimonio comune di tutta la città.
Gli investimenti di cui parla la Giunta Conti sono insufficienti e ridicoli se confrontati col bisogno di casa, con le operazioni di svendita del patrimonio pubblico e con investimenti fatti su altri campi (basta vedere un milione e mezzo impiegato per un nuovo parcheggio). Insomma, i numeri per noi vanno letti nel complesso e oggi i numeri che ci preoccupano sono quelli dei costi degli affitti e delle persone nelle graduatorie delle case popolari e dell’emergenza (quella erp ne conta 800, mentre per l’emergenza abitativa sono 60 in quella generale, 29 in quella sfratti, 82 in quella altre cause 388 in quella interventi sociali). A fronte di queste? Solo 9 case per l’emergenza da qui a dicembre e in un anno ne hanno consegnate 74, come dice orgogliosa l’Assessora sui giornali. Di questo passo ci vorranno 10 anni per smaltire la graduatoria ERP
Lasciare le case senza gente e la gente senza casa è una scelta tutta politica. E noi siamo in piazza per opporci a tutto questo.

Indirizzo

Via Del Cuore 7
Pisa
56127

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 18:00
Martedì 16:00 - 18:00
Mercoledì 16:00 - 18:00
Giovedì 16:00 - 18:00
Venerdì 16:00 - 18:00

Telefono

050 571555

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