12/11/2025
COMINCATO CONGIUNTO UNIONE INQUILINI E ASIA USB.
Come associazioni e sindacati degli inquilini scendiamo in piazza per dare voce alla drammatica situazione abitativa che vivono tantissime persone nella nostra città dove la destra al governo di Pisa, in continuità con decenni di amministrazione del Partito Democratico, racconta menzogne a danno di chi tutti i giorni vive il dramma della mancanza di una stabilità abitativa.
Vogliamo essere chiari, non abbiamo niente da applaudire rispetto all’uscita sui quotidiani di ieri fatta dall’assessora Bonanno: il Comune ha investito 600 mila euro per dare avvio alla ristrutturazione di 29 appartamenti? Non possiamo che commentare che si tratta di una mossa tardiva e francamente inconsistente rispetto al quantitativo di risorse che Conti e le sue assessore hanno sprecato nelle albergazioni da quando governano questa città. Si pensi che solo per gli ultimi due mesi del 2025 nelle tasche degli albergatori finiranno come da due determine delle ultime settimane ben 268.017,10 Euro.
Dal 2022 a oggi ogni anno una media di un milione e mezzo di euro è stata spesa direttamente dal Comune di Pisa per albergare le famiglie. Con una media del genere in 5 anni stiamo parlando di più di 6 milioni regalati agli albergatori, senza alcun ritorno per le risorse comunali e soprattutto senza alcuna garanzia di adeguatezza degli alloggi per le famiglie albergate.
La responsabilità è in capo a chi ci governa a tutti i livelli e oggi diventa sempre più grave.
Meloni, sostenuta dagli stessi partiti che governano Pisa, ha tagliato 300 milioni al fondo per la morosità incolpevole e a quello per il contributo all’affitto.
Non c’è nessun vero piano casa all’orizzonte, perché le case pubbliche sono solo il 3 per cento del nostro patrimonio e circa 60 mila sono vuote ( in Toscana almeno 4.000!) e intanto si reprime il bisogno abitativo con il Decreto Sicurezza, ora legge dello Stato, in continuità con le leggi repressive ai danni degli abitanti e inquilini (vedi piano casa Renzi-Lupi).
Ma al governo tutto questo non basta. Vuole velocizzare gli sfratti, ancora, con Un nuovo decreto presentato dal senatore Marcheschi. Ci chiediamo perché gli enti locali non si oppongano. Come potranno sostenere esecuzioni di massa e ancora più rapide?
La repressione delle proteste non potrà nascondere questo ulteriore piano di mercificazione del diritto alla casa perché l’emergenza sta già esplodendo ed è destinata a peggiorare.
A noi, comunque, poco importa delle minacce. Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. Conti e l’assessora Bonanno però ci devono dare risposte immediate perché oggi, dopo l’uscita del Comune di Pisa dalla società della salute e lo scioglimento della stessa, l’emergenza abitativa è tornata in mano a palazzo Gambacorti.
Chiediamo che gli enti coinvolti si coordino e che indichino chiaramente luoghi e soggetti a cui rivolgersi.
Non possiamo più tollerare di vedere minori che si vedono entrare in casa le forze dell’ordine e genitori in lacrime perché non sanno quale sarà il loro destino: la forza pubblica non può essere usata senza la garanzia di un passaggio da casa a casa. Per questo chiediamo l’immediata re-istituzione delle Commissioni Territoriali e la sospensione degli sfratti per tutti i casi in cui non c’è un’alternativa studiata il giorno prima dell’accesso.
I crimini, qui, li commette chi ci governa, a tutti i livelli: in questi mesi stiamo seguendo famiglie con bambine e bambini, persone con disabilità e patologie gravi, oltre a soggetti con altre forme di fragilità. Eppure la mattina dello sfratto ci siamo sempre e solo noi, i proprietari, le forze dell’ordine e gli ufficiali giudiziari.
Manca chi ha la responsabilità di garantire il passaggio da casa a casa e manca chi ha in carico la cura socio assistenziale dei soggetti fragili. Oltre a questo, mancano le case da assegnare. Eppure ce ne sono tante vuote come ammette la stessa Assessora Bonanno e soprattutto a Pisa sono vuote da tempo e la destra ormai governa da 8 anni. Con un milione e mezzo l’anno ne avrebbe potute mettere sul campo molto di più.
Ricordiamo poi che le case vuote non sono solo quelle pubbliche, ma sono tante anche nel mercato privato.
Gli strumenti ci sono: ricordiamo al Sindaco che nelle sue mani c’è il potere di requisizione in uso, strumento che gli stessi uffici comunali hanno confermato essere legittimo.
Nel frattempo, le case pubbliche abitate cadono a pezzi come succede al Villaggio cento fiori dove alla fine dopo anni e anni in cui gli inquilini, stanchi di vivere tra muffe, infiltrazioni e temperature insostenibili, chiedevano un intervento al Comune che nulla ha fatto. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e adesso anche su questo servono risposte immediate: le case popolari non sono case di nessuno, sono, prima di tutto di chi le abita, e poi sono un patrimonio comune di tutta la città.
Gli investimenti di cui parla la Giunta Conti sono insufficienti e ridicoli se confrontati col bisogno di casa, con le operazioni di svendita del patrimonio pubblico e con investimenti fatti su altri campi (basta vedere un milione e mezzo impiegato per un nuovo parcheggio). Insomma, i numeri per noi vanno letti nel complesso e oggi i numeri che ci preoccupano sono quelli dei costi degli affitti e delle persone nelle graduatorie delle case popolari e dell’emergenza (quella erp ne conta 800, mentre per l’emergenza abitativa sono 60 in quella generale, 29 in quella sfratti, 82 in quella altre cause 388 in quella interventi sociali). A fronte di queste? Solo 9 case per l’emergenza da qui a dicembre e in un anno ne hanno consegnate 74, come dice orgogliosa l’Assessora sui giornali. Di questo passo ci vorranno 10 anni per smaltire la graduatoria ERP
Lasciare le case senza gente e la gente senza casa è una scelta tutta politica. E noi siamo in piazza per opporci a tutto questo.