05/10/2024
Questa mattina ai piedi del Monviso, al Festival delle Imprese di Comunità, mi arrivano parole stimolanti sulla governance cooperativa. Grazie infinite a Sonia Ridolfi per avermi “spedito” qua.
“Leadership femminile e potere maschile.
Spunti di riflessione per una governace cooperativa.
Il femminile ha innata la complessità, la visione sistemica, dotata mediamente di una sensibilità sottile coglie particolari essenziali che sfuggono al maschile. La donna attende, aspetta, valuta tutto e il suo opposto.
L’uomo al comando ha urgenza, è convinto del suo sapere e deve raggiungere il suo risultato, non ascolta anche quando è convinto di farlo.
La donna coopera, l’uomo compete anche nel contesto cooperativo. La donna usa le pause, l’uomo si sovrappone.
La donna ama le pause e i silenzi, che recano disagio all’uomo, il quale si riempie delle proprie parole, si sente mediamente migliore dell’altro, lui è buono.
La donna non applica la maieutica semplicemente è; l’uomo travalica e nasconde con le buone maniere il suo essere persecutorio.
La bambina nella donna è delicata, vulnerabile e potente allo stesso tempo, è essenza. Il bambino nell’uomo prende il sopravvento non sa giocare, è prepotente e vendicativo, ma non se lo dice.
La paura nella donna è custodita, nascosta, nell’uomo detta legge e governa il suo agire, siede al potere.
Se crediamo nel governo cooperativo come presupposto per costruire una società migliore, armonica in equilibrio con la Vita, non possiamo lasciare gli uomini al comando, nei ruoli di responsabilità.
L’uomo controlla, la donna rispetta.
L’uomo si attacca, la donna è nel flusso.
Sta a noi (uomini) fare passi indietro, rinunciare, fare spazio. Fare esercizio quotidiano di umiltà.
Mettersi al servizio con stupore, desiderio di apprendere, aperti a ciò che può accadere e sorprenderci.
Allora nella collaborazione gentile, in punta di piedi tra il femminile e il maschile può nascere il governo cooperativo.
Uomini lasciamo i posti di potere, lasciamo tutto e affidiamoci!