01/10/2026
Oggi a Fornacette non si è vista solo una manifestazione: si è vista la parte più autentica e bella del sindacato, di quella CGIL che sa ancora cosa significa stare strada facendo sentire la propria voce. Oggi i lavoratori e le lavoratrici della Biancoforno hanno firmato una lezione di vita che vale più di mille parole: arrendersi mai, stare insieme sempre. Perché quando si cammina fianco a fianco, anche la salita più ripida smette di fare paura. E le battaglie, quelle vere, si vincono solo così.
Dall’altra parte della barricata, la proprietà ha preferito scrivere l’ennesima pagina in grigio scuro, tentando il vecchio e triste "divide et impera": mettere lavoratori contro lavoratori, sperando che la solitudine facesse il resto.
E qui arriva la parte quasi comica, se non fosse tragica. Dalla direzione si affrettano a snocciolare numeri, percentuali e statistiche da pallottoliere. "Guardate quanti sono dentro! Guardate quanti non hanno scioperato!" raccontano con la fierezza di chi crede ancora alle favole. Ma la domanda che sorge spontanea, e che fa quasi sorridere per quanto è amara, è una sola: ma quelli che sono usciti, come sono usciti davvero?
Hanno aderito allo sciopero spinti dalla forza dei loro diritti? Hanno semplicemente lasciato il posto rischiando il posto di lavoro? O magari chissà qualcuno ha pensato bene di "invitarli" caldamente ad uscire?
Racconteranno la loro verità fatta di grafici e numeri comodi. Ma la realtà vera oggi non aveva bisogno di calcolatrici: era lì, sotto gli occhi di tutti. Una scena pietosa per chi ha provato a recitarla, ma uno spettacolo di dignità per chi l'ha smascherata.
La speranza, però, ha la pellaccia dura. Non la mandi a casa con un comunicato aziendale e non la spaventi con le solite manovre. Oggi, fuori da quei cancelli, è rimasto un profumo molto più forte di quello dei dolci: il profumo della solidarietà vera. E finché ci sarà chi non abbassa la testa, nessun "padrone" potrà mai decidere quando è finita.