APS Agribizzarra

APS Agribizzarra Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di APS Agribizzarra, Organizzazione no-profit, Piombino.

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💚 Satispay APS AgriBizzarra Onlus è un'associazione no profit, nata nel 2013, che gestisce un Rifugio nel quale vivono in libertà animali provenienti da allevamenti, a fine carriera sporti

va/riproduttiva oppure salvati da maltrattamenti o a rischio abbandono e macello. È inoltre un centro di "educazione alla natura e agli animali", un luogo di incontri "magici" in cui non si sa bene "chi aiuti chi"
Incoraggiare la comprensione degli animali "da reddito", non solo quella degli animali cosiddetti "da affezione" e mostrare i benefici di una vita cruelty-free, è uno degli scopi che si prefigge Agribizzarra Onlus. Qui ogni interazione con gli animali è un'occasione unica per scoprire che di fronte abbiamo individui con personalità singolari, esseri senzienti che provano emozioni e ci fa comprendere che di fronte a noi abbiamo qualcuno e non qualcosa. Ad oggi ho il privilegio di convivere con 10 cavalli, 2 pony, 2 asinelle, 2 mucche, 1 toro, 1 vitellino, 2 maiali, 3 cani, gatti, oltre a diversi animali selvatici che ogni tanto passano a trovarci

�Come sostenere il Rifugio�

Ogni singola forma di AIUTO è preziosa e permette ad ogni individuo, ospite del Rifugio, di vivere libero, curato ed amato!

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oggetto : ADOZIONE A DISTANZA

A volte scherzo dicendo che da quando sono arrivati i bovini sono invecchiata di vent'anni.In realtà c'è poco da scherza...
06/06/2026

A volte scherzo dicendo che da quando sono arrivati i bovini sono invecchiata di vent'anni.
In realtà c'è poco da scherzare, perché è la verità.

Perché quando sono arrivati non sono arrivati soltanto degli animali, sono arrivate responsabilità enormi, spese continue e preoccupazioni a non finire.

Spesso vengo taggata sotto post che cercano una sistemazione per cavalli, asini o bovini e capisco perché accade.

Vedete gli animali dell'AltroveCapovolto sereni, in salute, liberi di essere animali.
Quello che non vedete, però è quanto costa quella serenità.

Diversi animali che sono arrivati qui erano accompagnati dalla promessa che sarebbero stati sostenuti economicamente per tutta la vita.

QUEL SOSTEGNO NON È MAI ARRIVATO

E stiamo parlando di animali dai 400 kg in su, non di passerotti.

Animali che mangiano ogni giorno una montagna di cibo, che hanno bisogno di spazio, cure e attenzioni costanti. Animali che, una volta accolti, diventano una responsabilità per tutta la vita.

Da tempo sto cercando di raccogliere 2.000 euro per realizzare una recinzione che permetterebbe agli animali di avere più spazio. Soldi che sto mettendo da parte lavorando, perché le mie raccolte fondi non funzionano nemmeno per le emergenze, figuriamoci per un recinto.

Eppure le persone continuano a taggarmi quando ci sono animali in difficoltà

Chi non vive la realtà di un rifugio in prima persona pensa che la parte difficile sia trovare un posto dove mandare un animale per salvarlo.
La parte difficile invece inizia proprio dopo, per chi lo accoglie.

Solo per l'alimentazione degli ospiti dell' AltroveCapovolto servono circa 2.000 euro al mese. Una cifra che fino a poco tempo fa coprivo quasi interamente da sola, con i vari lavori che svolgevo oltre a prendermi cura di questo luogo e di tutte le vite che qui abitano.

Oggi tre cavalli, una ciuchina e Frank, il nostro belvo rosa e gentile, hanno un'adozione a distanza, due bovini ricevono un sostegno parziale, c'è chi, una volta a settimana, arriva con mangime, mele e carote, c'è chi ha donato coperte per i cavalli più anziani, chi fa qualche donazione una tantum e chi mi viene ad aiutare a raccogliere le olive ad ottobre e mi dà una mano ogni tanto a fare manutenzione. C'è chi dona il 5x1000, chi mi salva 😅 aiutandomi ad espletare le pratiche burocratiche e chi mi aiuta a promuovere i progetti.

A queste persone va il mio GRAZIE più sincero.

Ma questo luogo, oggi ha bisogno di molto più aiuto economico. Almeno finché non parte il progetto che ho ideato per l'autosostentamento.

I modi per aiutare sono indicati in apertura della pagina.

Tra questi c'è Teaming.
https://www.teaming.net/apsagribizzarraonlus

Oggi siamo 34 Teamers, me compresa.

1 euro al mese.

Se un giorno arrivassimo a 1.000 Teamers, metà delle spese mensili per il cibo degli animali sarebbe coperta.

Gli animali non hanno bisogno di noi soltanto il giorno in cui vengono salvati da una situazione che mette in pericolo la loro vita.

Hanno bisogno di noi per tutti gli anni che seguono, ed è qui che, secondo me, si misura davvero il valore di un salvataggio.

Non nel numero di animali che vengono spostati da un luogo a un altro ma nella capacità di garantire loro cibo, cure e protezione per il resto della loro vita.

Perché trasferire un animale è un gesto.

Mantenerlo per dieci, quindici o vent'anni è una responsabilità.

E mantenere la promessa di protezione che facciamo loro vale ogni giorno della loro vita.

A due anni camminavo già tra le gambe dei cavalli.A quattro aprivo la porta di casa e, da sola, andavo dai cavalli che v...
04/06/2026

A due anni camminavo già tra le gambe dei cavalli.

A quattro aprivo la porta di casa e, da sola, andavo dai cavalli che vivevano in fondo al prato, a un centinaio di metri di distanza. Se erano al pascolo, restavo lì con loro: a volte seduta nell'erba ad osservarli, altre li seguivo nei loro spostamenti.

Non avevo paura del silenzio, degli spazi aperti o di quei corpi enormi accanto a me. Il branco era la mia protezione, il pascolo la mia casa. I cavalli sono stati i miei primi amici, i custodi dei miei segreti e la mia più grande passione.

Quando da bambina mi veniva proibito di andare da loro, non era semplicemente un castigo. Era una vera sofferenza.

Ho vissuto i primi anni della mia vita in simbiosi con loro. La nostra comunicazione era silenziosa, fatta di presenza, ascolto e fiducia. Un linguaggio che non si studia e non si insegna: si apprende nella quotidianità.

Parallelamente alla vita con i cavalli, con gli esseri umani si sono create anche le prime ferite emotive, quelle che, senza accorgercene, impariamo a portarci dietro crescendo.

Per molto tempo sono state loro a guidare la mia vita. Hanno alimentato il bisogno di sentirmi vista, riconosciuta e all'altezza. Mi hanno spinta a cercare conferme, approvazione e traguardi, nel tentativo di colmare qualcosa che sentivo mancare.

Così ho imparato a indossare maschere che mi aiutassero a stare nel mondo.

E mentre quella parte di me correva, si affannava e cercava di dimostrare il proprio valore, la bambina che apriva una porta e correva verso i cavalli è rimasta da qualche parte nascosta, ad aspettare.

Circa una ventina di anni fa ho iniziato a domandarmi chi fossi davvero e la risposta mi stava aspettando dove era sempre stata: dai cavalli.

E loro, come solo gli animali sanno fare, mi hanno aiutata a tornare a me stessa, a lasciare cadere le maschere una dopo l'altra.

Sciogliendo quelle vecchie ferite, è riemersa anche la bambina che era rimasta nascosta per tanto tempo.

I cavalli mi hanno riportata da lei che mi stava aspettando per tornare insieme nel pascolo, da quella bambina che amava tutti gli animali, la natura e il silenzio.

Dopo qualche anno da quella presa di coscienza e un po' di cambiamenti, è nato l'AltroveCapovolto.

Un luogo fortemente voluto per offrire ad altri ciò che io stessa avevo ritrovato: uno spazio in cui non serve correre, dimostrare o apparire. Uno spazio in cui si può semplicemente essere.

Perché a volte basta il silenzio di un pascolo, il volare di una farfalla o la presenza discreta di un animale per ricordarci qualcosa che credevamo di aver perso.

Un luogo dove fermarsi per un momento, respirare e concedersi il tempo di essere.

Io ho semplicemente ricominciato a fare ciò che facevo a quattro anni: aprire una porta e camminare verso il pascolo.

Se un giorno sentirai il desiderio di fare lo stesso, l'AltroveCapovolto sarà qui, ad aspettarti. ☺️💚

Queste cassette di mele e carote, i sacchi di mangime, così come il fieno che arriva ogni tre giorni, non sono semplicem...
03/06/2026

Queste cassette di mele e carote, i sacchi di mangime, così come il fieno che arriva ogni tre giorni, non sono semplicemente cibo.

Sono gesti concreti, sono persone, sono presenza, sono le mani di chi passa a trovarci con il bagagliaio pieno e il cuore aperto, di chi fa una donazione, grande o piccola, di chi sceglie di adottare a distanza uno degli animali qui protetti, di chi condivide un post, di chi parla dell'AltroveCapovolto a un amico, di chi dedica tempo, energie, competenze o pensieri gentili.

L'AltroveCapovolto oggi resiste grazie ad una rete di persone che ha deciso di esserci

Negli ultimi mesi si sono aggiunte nuove presenze. Persone che hanno scelto di camminare un pezzo di strada insieme a noi, ognuna a modo suo.

Per questo oggi sento il bisogno di dire grazie.
Grazie a chi c'era dall'inizio.
Grazie a chi è arrivato da poco.
Grazie a chi sostiene questo luogo protetto in modi che spesso nemmeno si vedono.

Perché gli animali che vivono qui ricevono molto più di cibo e cure.
Ricevono la prova concreta che esiste una comunità di persone che ha scelto di guardare la vita con occhi diversi.
E questa, forse, è la cosa più preziosa di tutte.

🌱Se anche tu senti che un altro modo di stare al mondo è possibile, le porte dell'AltroveCapovolto sono aperte. C'è sempre spazio per chi desidera far parte di questa storia
❤️

31/05/2026

All'AltroveCapovolto c'è un angolo quasi nascosto tra gli ulivi e la vegetazione che delimita gli spazi delle "belvacce rosa" 😍.
Ho scelto di lasciarlo interamente ai fiori selvatici: una piccola oasi per gli insetti impollinatori, per le farfalle e per gli uccellini che qui trovano rifugio e nutrimento.
È uno dei luoghi più protetti e meno antropizzati di questo posto, uno spazio dedicato al sentire, in totale assenza di fretta.
Questa sera, mentre gli animali riposeranno, il prato si trasformerà in un teatro silenzioso illuminato dalle lucciole e dai raggi della luna piena.
L'AltroveCapovolto è anche questo: un luogo dove riscoprire la serenità profonda del non fare, ritrovare ispirazione nel silenzio e ricordarsi cosa significa rallentare davvero, circondati dalla meraviglia. 🍀

Ci sono luoghi che non esistono per fare profitto, ma per restituire dignità, tempo e cura.L'AltroveCapovolto, sede di A...
26/05/2026

Ci sono luoghi che non esistono per fare profitto, ma per restituire dignità, tempo e cura.

L'AltroveCapovolto, sede di Agribizzarra Aps è uno di questi luoghi protetti.
Qui, ogni giorno, esseri umani e animali si incontrano fuori dalle logiche dello sfruttamento, e riscoprono qualcosa di essenziale: la relazione, il rispetto, la possibilità di essere visti davvero.

Scegliere di destinare il tuo 5x1000 ad Agribizzarra APS, significa diventare parte concreta di tutto questo.
Non ti costa nulla, ma per noi fa la differenza tra resistere e continuare a costruire.

🌿 Con il tuo 5x1000 aiuti a:
– garantire cura e mantenimento agli animali ospiti
– sostenere progetti educativi e sociali
– far crescere uno spazio accessibile, inclusivo e vivo

✍️ È semplice:
nella tua dichiarazione dei redditi firma nel riquadro “Enti del Terzo Settore” e inserisci il codice fiscale che trovi nella fotografia di questo post :
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Se senti che questo luogo ha un senso, anche per te… questo è un modo concreto per sostenerlo.

Grazie, davvero.

A volte le persone pensano che, per stare bene, un cavallo debba sempre correre, muoversi, “fare qualcosa”.In realtà uno...
18/05/2026

A volte le persone pensano che, per stare bene, un cavallo debba sempre correre, muoversi, “fare qualcosa”.

In realtà uno dei segnali più belli di equilibrio in un branco è proprio il contrario: la capacità di fermarsi.

In questa foto che ho scattato oggi pomeriggio, per esempio, hanno scelto
non il prato aperto, non il punto più panoramico ma il tunnel agricolo: coperti sopra e protetti da un lato.
E no, non è casuale.

Lì sotto c’è ombra, meno insetti, meno sole addosso, meno vento, non piove quando c'è maltempo ma c’è anche qualcosa di più profondo: il branco riesce a stare raccolto mantenendo comunque il controllo dell’ambiente.
Possono infatti vedere, sentire, annusare quello che succede intorno senza esporsi troppo.

E la cosa forse più interessante è questa: quel tunnel è largo sei metri ed è coperto, in lunghezza, per quindici metri. Potrebbero distribuirsi e invece scelgono di stare vicini, molto vicini.
Perché il riposo, nel cavallo, non è soltanto fisico, è anche sociale.

Quando un gruppo percepisce un luogo come sicuro, tende naturalmente a compattarsi. Non necessariamente per paura, ma perché la vicinanza abbassa il livello di vigilanza individuale.
Più il branco è coeso, più ogni cavallo può permettersi di rilassarsi un po’ di più delegando parte dell’attenzione agli altri.

Quando vivi con cavalli in gestione naturale te ne accorgi bene: i punti sosta non vengono scelti “a sentimento”.
Ci sono luoghi che il branco considera affidabili e altri che invece usa poco o solo di passaggio.
E questa valutazione cambia continuamente in base al vento, alla temperatura, agli odori, ai rumori, persino ai movimenti dei selvatici nei dintorni.

Spesso durante queste soste succede qualcosa che molte persone nemmeno notano.
Non dormono tutti davvero. Alcuni riposano più profondamente, altri restano più vigili. Poi si alternano.
È una vigilanza distribuita, tipica degli animali sociali che vivono ancora in relazione reale con l’ambiente.

Ed è interessante osservare che questo posto venga cercato anche nei momenti di vulnerabilità.
Mi è capitato infatti, in diverse occasioni in cui uno di loro non era in forma, di trovarlo fermo o sdraiato sotto al tunnel, con due compagni vicini in atteggiamento vigile e il resto del branco comunque nei paraggi.

È come se il branco avesse costruito, nel tempo, una sua mappa invisibile della sicurezza.
Secondo me è una delle cose più affascinanti dei gruppi lasciati liberi di scegliere: creano una vera e propria geografia emotiva del territorio.
Ci sono luoghi dove mangiare, luoghi da attraversare, luoghi da osservare… e luoghi dove sentirsi abbastanza al sicuro da abbassare la guardia.

Ed è anche per questo che vedere cavalli così, stretti e tranquilli, racconta molto più del loro benessere di tante immagini perfette di cavalli lanciati al galoppo.

16/05/2026

Quando si parla di benessere animale, soprattutto nel caso di equini e bovini mantenuti in grandi spazi naturali, è fondamentale distinguere tra ciò che appare gradevole allo sguardo umano e ciò che invece risponde realmente ai bisogni etologici, fisiologici ed ecologici degli animali.

In un ambiente ampio, erboso e piantumato, con disponibilità di aree in pieno sole, ombra naturale, differenti tipologie di terreno e possibilità di movimento continuo, gli animali organizzano autonomamente i propri spostamenti e le proprie aree di sosta.
Non utilizzano lo spazio in modo uniforme: creano percorsi preferenziali, punti sociali, aree di osservazione, luoghi di riposo condiviso e zone di maggiore frequentazione.

In inverno è normale che nelle aree maggiormente utilizzate si formino porzioni di terreno fangoso dovute al passaggio continuo, alla pioggia, al calpestio e alla permanenza degli animali. Questo accade soprattutto vicino agli ingressi, alle zone di alimentazione, ai punti d’acqua o nei luoghi dove il gruppo sceglie spontaneamente di sostare.

Dal punto di vista ecologico ed etologico, il fango in sé non rappresenta automaticamente un problema.
Anzi, molto spesso è semplicemente il segno di uno spazio vivo e vissuto.
La situazione cambia completamente quando gli animali vengono costretti per lunghi periodi in spazi ristretti, privi di possibilità di movimento e senza aree alternative asciutte. In quel caso il fango permanente può diventare realmente fonte di malessere fisico e psicologico.
L’impossibilità di allontanarsi da terreni saturi d’acqua può favorire problemi podali, macerazione dei tessuti, dermatiti, difficoltà di riposo, aumento dello stress e alterazioni comportamentali.

Negli equini, ad esempio, la restrizione prolungata in paddock piccoli e fangosi limita il movimento naturale, altera la locomozione e può aumentare tensione, stereotipie e conflitti sociali. Anche nei bovini l’assenza di scelta ambientale può compromettere il comfort, il riposo e la salute degli arti.

La differenza quindi non è “fango sì” o “fango no”.
La differenza è la possibilità di scelta.
Un animale che vive in ettari di terreno diversificato, con aree asciutte, ombreggiate, erbose e spazi aperti, può decidere autonomamente dove stare in base alle proprie esigenze fisiche, climatiche e sociali.

Ed è proprio questa libertà decisionale uno dei pilastri del benessere animale.

Anche la presenza di capannine o ripari non significa che gli animali sceglieranno necessariamente di utilizzarli in ogni condizione climatica.
Molti equini e bovini, se in buona salute e adattati a vivere all’aperto, scelgono spontaneamente di restare sotto la pioggia, al vento o in pieno sole, soprattutto quando hanno la possibilità di muoversi liberamente e di mantenere la coesione sociale del gruppo.

Dal punto di vista etologico questo comportamento è assolutamente normale.
Per alcuni animali il contatto con il gruppo, la possibilità di controllare l’ambiente circostante o semplicemente la preferenza individuale possono risultare più importanti del riparo stesso in quel momento specifico.

Esistono inoltre situazioni in cui il fango viene persino creato artificialmente a scopo benefico.
In estate, ad esempio, vicino ai punti di abbeveraggio, io creo volutamente alcune aree umide o piccole pozze fangose perché possono essere utili sia ai bovini che agli equini.

Nei bovini il fango svolge una funzione importante di termoregolazione e protezione dagli insetti.
Negli equini, così come la polvere, rappresenta anche uno strumento naturale di gestione corporea e comportamentale.
Il rotolamento nel fango o nella polvere non è infatti un comportamento casuale o indice di trascuratezza, ma un comportamento specie-specifico con precise funzioni fisiologiche:
contribuisce alla dispersione del calore;
aiuta la protezione dagli insetti ematofagi;
favorisce la gestione del sebo cutaneo e del mantello;
crea una barriera naturale contro parassiti e irritazioni;
aiuta il mantenimento dell’elasticità dello zoccolo nei periodi molto secchi;
rappresenta anche un importante comportamento di autoregolazione e benessere.

Non a caso gli equini, se lasciati liberi di scegliere, cercano spontaneamente aree sabbiose, polverose o fangose per rotolarsi, utilizzando spesso sempre gli stessi punti.

Osservare il benessere animale richiede quindi competenze che vadano oltre l’impatto estetico immediato.

La natura non è sterile, geometrica o immacolata.
È viva, dinamica, stagionale.
E spesso un terreno con impronte, zone consumate, polvere o porzioni fangose racconta semplicemente che lì gli animali stanno vivendo, scegliendo, socializzando ed esprimendo la propria natura.

14/05/2026

A volte penso che il mondo cambierebbe, se tutti potessero vivere almeno un momento così.

Minion, il piccolo toro gentile ♥️

Brano tratto da "Storie di un mondo capovolto"(...) — Ettore! Ettore, si gela! Perché non entri?Lui non rispose subito. ...
13/05/2026

Brano tratto da "Storie di un mondo capovolto"

(...) — Ettore! Ettore, si gela! Perché non entri?
Lui non rispose subito. Poi disse, senza girarsi:
— Sento qualcosa.
— Cosa senti?
— Il vento di quando ero giovane.

Luce spalancò gli occhi. — I venti hanno un odore?
— Ogni vento ha il suo. — Ettore scosse la criniera, inspirò ancora una volta lungamente e poi disse: questo sa di neve e di mattina presto. Sa di galoppo felice.
Luce non capiva. Lei aveva due anni e il galoppo, anche se un po' sgangherato, lo conosceva benissimo — era la cosa più bella del mondo, sapeva di libertà — ma non sapeva che i cavalli vecchi lo portano ancora dentro, intero, come un tesoro nascosto nel petto.
Quella notte, all'AltroveCapovolto, accadde una cosa strana.
Tra i rami della grande quercia apparvero tre folletti con le giacchette color muschio. Erano i Folletti delle Criniere Intrecciate — quelli che di notte girano per i pascoli e fanno nodi nei capelli dei cavalli che sognano ad occhi aperti.
Il loro capo, che si chiamava Grumolo e aveva un naso a fungo, saltò sulla schiena di Ettore senza fare rumore.
— Allora, vecchio. Cosa stai guardando?
— Non sto guardando. Sto ricordando.
Grumolo si grattò il mento. I folletti non capivano i ricordi. Loro vivevano solo nel presente — tre secondi di attenzione, poi basta.
— Ricordare è noioso, — disse.
— No, — rispose Ettore. — Ricordare è come avere due vite.
Grumolo rimase in silenzio. Cosa insolita, per lui.
Poi, piano, chiese: — E cosa ricordi, adesso?
Ettore inspirò ancora. Lento. Profondo. Come bevesse l'aria.
— Un prato coperto di neve. Era inverno. Correvo così forte che le mie zampe non toccavano terra. Almeno così mi sembrava. Accanto a me c'era una cavalla saura — si chiamava Temprana — e insieme facevamo volare p***e di neve sul sentiero.
Luce, che ascoltava nascosta dietro una zampa di Ettore, sussurrò: — Temprana... È qui?
— No. — Ettore abbassò la testa, lentamente, fino a sfiorare la neve col muso. — Ma ogni volta che arriva questo vento, lei è ancora vicino a me.... (continua)

🌱Ogni storia di “Storie di un mondo capovolto” racconta personaggi reali.
Ettore, Luce, Temprana… esistono o sono esistiti davvero. Vivono, o hanno vissuto, all’AltroveCapovolto, lasciando qualcosa dentro questo luogo e dentro di me.

Nulla nasce dalla fantasia pura.
Le emozioni, i legami, i silenzi e persino certi dettagli apparentemente impossibili sono nati osservando davvero gli animali e il loro modo di stare al mondo.

Temprana oggi non c’è più.
Ma chi ha amato profondamente qualcuno conosce bene quella sensazione di cui parla Ettore: ci sono presenze che continuano ad arrivare insieme al vento, a un odore, a una stagione, a un ricordo preciso.

Questo libro non è solo una raccolta di storie.
È un *LIBRO SOGLIA* ed anche un modo concreto per continuare a proteggere chi ne fa parte.

Ogni PDF o eBook scaricato, corrisponde a una donazione ad Agribizzarra APS e contribuirà all’acquisto della recinzione del nuovo pascolo: un metro alla volta.

Ogni racconto di questo libro che è nato all' AltroveCapovolto, si trasformerà in spazio, cura e libertà reale.

10/05/2026

✨Una breve lettura da “Cambiare Sguardo”
(disponibile al momento solo in PDF e eBook)

❤️Un testo nato dall’osservazione e dall’interazione diretta con i cavalli in libertà all’Altrovecapovolto.

🍀Ogni copia acquistata contribuisce alla realizzazione di nuovi metri di pascolo protetto all’Altrovecapovolto.
Perché questo libro nasce lì. E lì continua a vivere.

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