14/05/2026
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Lo stambecco. Un animale che era praticamente sparito dalla faccia della terra nell'Ottocento. Un animale salvato - ironia della storia - proprio perché i Savoia volevano cacciarlo in esclusiva, e per farlo crearono quello che sarebbe diventato il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Da poche decine di esemplari, secoli di protezione lo hanno riportato ad alcune migliaia di individui sulle Alpi italiane. Un successo di conservazione straordinario, uno dei pochi di cui potremmo andare fieri.
E adesso il centrodestra vuole aprirgli la caccia.
Con il ddl Malan - la "riforma" della legge sulla caccia attualmente in discussione al Senato - Lega, FdI e Forza Italia hanno approvato un emendamento che inserisce lo stambecco tra le specie cacciabili.
Ma non finisce qui: nello stesso testo sparisce il lupo dall'elenco delle specie particolarmente protette, si apre la caccia nelle foreste demaniali e sulle spiagge, si autorizzano sistemi di puntamento notturno vietati dalla Convenzione di Berna, si consente la caccia su terreni innevati e nei valichi montani.
La Commissione Europea ha già scritto una lettera di preoccupazione al governo. Lettera che, secondo le associazioni ambientaliste, è stata tenuta nascosta.
Questo non è governare, è vandalismo istituzionale. Si smantellano decenni di tutele ambientali per "blandire il consenso di corporazioni egoiste e consumiste" - come scrive la LAC - in un paese che dovrebbe invece proteggere quelle riserve naturali e faunistiche che gli sono rimaste.
Siamo in un'epoca di crisi della biodiversità senza precedenti, e la risposta di questo governo è: diamogli la caccia.
Vergognoso.