22/03/2026
I "serbatoi" di sabbia
In alcune delle nostre spiagge si può osservare come il vento accumuli i sedimenti che arrivano sulla costa grazie alle correnti marine e come le piante blocchino la sabbia: un lento e costante processo che porta alla formazione delle dune, che sono anche ambienti di grande interesse naturalistico ed ecologico.
la scomparsa o riduzione di questi accumuli è imputabile alle bonifiche idrauliche, allo sviluppo urbanistico, più in generale all’antropizzazione.
I sistemi dunali costieri “di casa nostra” sopravvivono in un numero alquanto ristretto di zone, quali Baratti, Rimigliano e la Costa Est, ove comunque il fenomeno di erosione del litorale, come l’intervento dell’uomo, ne altera i cicli sedimentari.
A Baratti, nella zona tra il "pratone" e il Casone, sono presenti in maniera discontinua diverse dune, che consentono di "ricaricare" la spiaggia quando le mareggiate portano via la sabbia dall'arenile
L'arretramento della linea di riva infatti è frequentemente associato alla demolizione delle dune; esse sarebbero in realtà il naturale argine alle acque alte, la protezione che madre natura ha studiato per gli ambienti di retrospiaggia e anche un "buono strumento di ripascimento".
Per una pianta nascere e vivere su un sistema dunale significa essere altamente specializzata nel far fronte a condizioni particolari: pochissima acqua, alta salinità e tanto irraggiamento solare.
La duna non deve essere quindi invisibile ai nostri occhi ma anzi, la sua tutela e valorizzazione dovrebbero essere oggetto di una vera e propria sensibilizzazione.
Nel nostro quotidiano potremmo già mostrare una grande consapevolezza e rispetto muovendoci dalla pineta alla costa per esempio utilizzando gli attraversamenti esistenti e non calpestando le piante anche se di piccole dimensioni: il continuo ed eccessivo calpestio purtoppo distrugge questi accumuli disperdendo le riserve di sabbia utili agli arenili.