Bosco Urbano Partecipato

Bosco Urbano Partecipato B🌳U🏘P🫂

Siamo una rete di associazioni e semplici cittadinƏ di Pinerolo e dintorni che dal 2019 promuove iniziative di riforestazione in città 🌲

Il nostro obiettivo è quello di dare vita a:

🌳 un bosco, perché la riforestazione (anche) urbana rappresenta un’esigenza irrinunciabile per contrastare la crisi climatica e l’inquinamento atmosferico. Inoltre, permette di attirare all’interno della città uccel

li, farfalle, api e animali che contribuiscono attivamente alla vitalità degli ecosistemi.

🏘 Urbano, perché riportare il verde in città migliora la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine, è in grado di assorbire polveri sottili e depurare l’aria, costituisce una barriera naturale al rumore e un limite alla calura, garantisce un corretto deflusso delle acque piovane sul terreno.

🫂 Partecipato, perché le aree verdi a disposizione della cittadinanza sono un luogo sociale, di incontro e di benessere, e la cittadinanza, con le scuole in primo piano, viene coinvolta direttamente nella progettazione, nella raccolta fondi, nel lavoro di messa a dimora delle essenze, per rendere Pinerolo più sostenibile e contribuire così alla salvaguardia del territorio.

26/07/2026

LA GRANDE MURAGLIA VERDE: IL PIANO PER FERMARE IL DESERTO CHE HA DOVUTO CAMBIARE STRADA

Venti Paesi africani hanno deciso di contrastare l’avanzata del Sahara attraverso un progetto immenso. Ma ciò che hanno imparato durante il percorso ha trasformato completamente l’idea iniziale.

La Grande Muraglia Verde attraversa il continente per circa 8.000 chilometri, dal Senegal, affacciato sull’Oceano Atlantico, fino a Gibuti, sul Mar Rosso. Il progetto coinvolge il Sahel, la vasta fascia semi-arida che separa il deserto del Sahara dalle savane africane.

Gli obiettivi fissati per il 2030 sono ambiziosi: recuperare 100 milioni di ettari di terreno degradato, assorbire circa 250 milioni di tonnellate di carbonio e creare 10 milioni di opportunità di lavoro.

La parte più interessante della storia, però, riguarda ciò che non ha funzionato.

L’idea originaria era semplice e letterale: creare una lunga barriera composta da milioni di alberi, una vera muraglia vegetale capace di fermare il deserto. Le piantine furono messe a dimora in grandi quantità, ma moltissime morirono.

Venivano piantate in terreni estremamente aridi, spesso senza acqua sufficiente, senza un coinvolgimento stabile delle comunità locali e senza programmi di manutenzione capaci di proseguire negli anni successivi. In alcuni dei primi interventi, i tassi di sopravvivenza degli alberi furono drammaticamente bassi.

Quel fallimento portò a una consapevolezza fondamentale: non si può costruire un semplice muro contro il deserto, perché il deserto non avanza come un esercito.

La degradazione del territorio avviene quando il suolo perde fertilità, quando l’acqua piovana scorre via senza penetrare nel terreno e quando il pascolo o la coltivazione diventano più intensi della capacità naturale della terra di rigenerarsi.

Per questo motivo, il progetto è stato profondamente ripensato. Oggi la Grande Muraglia Verde non viene più considerata soltanto una striscia continua di alberi, ma un vasto mosaico di territori recuperati attraverso riforestazione, agricoltura sostenibile, gestione dell’acqua e rigenerazione naturale.

Una delle tecniche più efficaci è arrivata proprio dai contadini. Invece di piantare continuamente nuovi alberi, gli agricoltori hanno iniziato a proteggere e potare i germogli che crescono spontaneamente dalle radici ancora vive sotto il terreno. In questo modo, alberi e arbusti possono rinascere più facilmente, con costi inferiori e maggiori possibilità di sopravvivenza.

Il progresso, tuttavia, rimane lento. Secondo diverse stime, sarebbe stato raggiunto meno di un quinto dell’obiettivo complessivo. I finanziamenti promessi non sono sempre arrivati nei tempi previsti e i conflitti nel Sahel hanno reso impossibile lavorare in intere aree.

Eppure, l’ambizione resta straordinaria: un continente che cerca di rigenerare la propria terra e scopre che, in molti luoghi, la foresta non era completamente scomparsa. Era ancora lì, nascosta sotto il suolo, in attesa delle condizioni giuste per tornare a vivere.

Secondo voi, il mondo sostiene davvero progetti di questa portata oppure si limita a parlarne quando fanno notizia? 🌍🌳

🫂Carə amicə, qualche scatto dal bel pomeriggio passato insieme al nostro amato Bosco 🌳🙏🏿 Ancora grazie alla Biblioteca A...
16/07/2026

🫂Carə amicə, qualche scatto dal bel pomeriggio passato insieme al nostro amato Bosco 🌳

🙏🏿 Ancora grazie alla Biblioteca Alliaudi Pinerolo ed alla Città di Pinerolo per questa bella iniziativa boschivo-letteraria🎋

🌳Carə amicə del BUP, mancano due giorni a questo evento 🎋🌞 Vincete la paura del caldo e partecipate numerosi 🫂🙏🏿Grazie a...
14/07/2026

🌳Carə amicə del BUP, mancano due giorni a questo evento 🎋

🌞 Vincete la paura del caldo e partecipate numerosi 🫂

🙏🏿Grazie a tuttə gli organizzatori per aver reso il nostro amato Bosco teatro di questa bella passeggiata letteraria 📗

Città di Pinerolo
Biblioteca Alliaudi Pinerolo

🕊️ Buona Pasqua carə amicə del Bosco Urbano Partecipato 🐣 🌱 Qualche scatto dal bel pomeriggio passato ieri, dove abbiamo...
05/04/2026

🕊️ Buona Pasqua carə amicə del Bosco Urbano Partecipato 🐣

🌱 Qualche scatto dal bel pomeriggio passato ieri, dove abbiamo messo a dimora ancora qualche alberello nell’amato prato 🌺

🙏🏿Un augurio di Pace e Serenità a tuttə voi 🌈

💐Carə amicə, anche oggi il nostro amato bosco è cresciuto…e per omaggiare tutte le donne che collaborano al nostro proge...
08/03/2026

💐Carə amicə, anche oggi il nostro amato bosco è cresciuto…e per omaggiare tutte le donne che collaborano al nostro progetto e che partecipano alle nostre iniziative abbiamo deciso di piantumare una piccola mimosa in occasione della 🧍🏼‍♀️

💛 Buon a tutte le donne di ieri, di oggi e di domani…e un grazie in particolare all’assessora Giulia Proietti per la partecipazione, il sostegno e l’attenzione che ha sempre dimostrato verso le nostre iniziative 💚

🌳 Carə amicə, gli anni passano ed il bosco continua a crescere grazie alla passione, alla dedizione ed all’amore di chi ...
28/02/2026

🌳 Carə amicə, gli anni passano ed il bosco continua a crescere grazie alla passione, alla dedizione ed all’amore di chi continua ad investire tempo ed energie per il futuro 💚

🌱 Oggi un altro bel pomeriggio é trascorso al Bosco Urbano Partecipato e tra alberi e risate abbiamo messo a dimora altre giovani piante 🌲

🌿Di nuovo grazie a tutti i partecipanti 🎋

17/02/2026

La sequoia gigante (Sequoiadendron giganteum) del rifugio La Foresta a Vallombrosa (FI); nei commenti l'albero a figura intera.

🌳
15/02/2026

🌳

Ti sei appena fatto bannare da un bosco. E non è personale.

Cartello vero: Riserva Integrale di Sasso Fratino, 98 ettari nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in Toscana.
Sta nella valle del Casentino, tra le province di Arezzo e Firenze.

Dal 1959 l’uomo non entra.
Nel 1959 è stata istituita come riserva integrale, la prima in Italia, con divieto totale di intervento.

Quindi: niente taglio di alberi.
Niente sentieri battuti, niente raccolta di legna o funghi, nemmeno il calpestio di turisti o studiosi.

E qui arriva il bello.
Con faggi secolari alti fino a 40 metri, abeti bianchi e agrifogli, la chioma fa una volta “impenetrabile”.

La luce che arriva a terra è solo l’1–2%.
Sotto c’è suolo umido, ricco di mu**hi, e il bosco si riorganizza da solo.

Quando cadono alberi giganti, aprono vere voragini nel canopy.
E in quei buchi di luce spuntano specie pionieristiche come sorbo e acero montano.

Ora il contrasto che ti fa un po’ male.
Mentre circa il 90% dei boschi italiani è influenzato da attività silvicole (tagli selettivi, piantumazioni o pascolo), qui il legno morto resta a terra per secoli.

Comunque.
Quei tronchi diventano strati di humus profondi fino a 1 metro, con funghi micorrizici e insetti endemici.

Ci sono faggi con diametro di 2 metri, caduti tra il 1970 e il 1990, ancora integri.
Sono colonizzati da oltre 400 specie di licheni e 200 specie di funghi, incluso il raro Fomes fomentarius.

Dal 2010 il Parco Nazionale ci lavora con droni e fototrappole.
Risultato: oltre 10.000 specie animali e vegetali.

Dentro ci stanno cervi.
E ci sono lupi appenninici, riavvistati nel 2015 dopo un secolo di assenza, più rapaci come il Biancone che nidificano in cavità naturali mai disturbate.

E adesso il numero che sembra fantascienza.
Su meno di un km², Sasso Fratino immagazzina circa 500 tonnellate di carbonio per ettaro: il doppio della media dei boschi casentinesi (ISPRA 2022).

Dal 1959 la biomassa arborea è cresciuta del 30%.
Qui ci sono alberi di 300–400 anni, e si citano record di crescita annua di 0,5 metri in altezza.

Spoiler: il “non intervento” è un metodo.
La foresta primaria rigenera i buchi di luce in 50–70 anni, contro i 100+ di un bosco antropizzato.

Non è poesia, è monitoraggio.
Dal 2000 ci sono controlli annuali pubblicati negli Annali del Parco.

Nel 2016 una tempesta ha abbattuto 200 alberi.
Nel 2023 c’erano già polloni di faggio alti 3 metri, senza un solo seme piantato dall’uomo.

E mentre nel mondo perdiamo 10 milioni di ettari di foreste l’anno (FAO 2023), qui l’accesso è solo virtuale.
Dal 2020 lo guardi tramite we**am.

Solo una sentenza: se lo lasci in pace, il bosco fa il bosco.

👉 Sasso Fratino: 98 ettari nel Casentino (AR/FI), riserva integrale dal 1959.
👉 Divieto totale: niente tagli, sentieri, raccolte, nemmeno calpestio.
👉 Luce al suolo 1–2% sotto faggi fino a 40 m; rigenerazione naturale con “buchi” nel canopy.
👉 500 t/ha di carbonio (ISPRA 2022) e biomassa +30% dal 1959.
👉 Annali del Parco: tempesta 2016 (200 alberi) e ripresa 2023 con polloni di faggio a 3 m.

Indirizzo

Pinerolo
10064

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Bosco Urbano Partecipato pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi