19/06/2026
Si è conclusa l’esercitazione “Giaguaro 2026”, che ha visto coinvolte numerose unità operative dell’Esercito, con l’obiettivo di migliorare le capacità di osservazione, raccolta di informazioni e supporto alle operazioni sul terreno.
In particolare, durante le attività addestrative, i plotoni esploratori provenienti dal 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”, dal 151° reggimento fanteria “Sassari, dal 5° reggimento fanteria “Aosta”, dall’82° reggimento fanteria “Torino”, dal 187° reggimento paracadutisti “Folgore”, dal 1° reggimento bersaglieri e dal 66° reggimento fanteria aeromobile “Trieste” – hanno affrontato scenari sempre più complessi e realistici, per mettere alla prova preparazione fisica, capacità di adattamento e spirito di squadra.
Le attività hanno incluso esercizi di sopravvivenza, orientamento, ricognizione in aree controllate dal nemico e simulazioni di richiesta del supporto di fuoco indiretto con l’utilizzo di mortai pesanti e medi.
Un ruolo importante è stato svolto dalle nuove tecnologie. I militari hanno infatti utilizzato droni e sistemi di osservazione avanzati per individuare obiettivi, raccogliere informazioni e trasmettere dati ai posti comando, dimostrando come l’innovazione tecnologica sia oggi una componente fondamentale delle operazioni militari moderne.
L’addestramento ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto tra reparti provenienti da diverse specialità. Condividere procedure, esperienze e soluzioni operative ha permesso ai partecipanti di migliorare la capacità di lavorare insieme in situazioni complesse e ad alta intensità
Tra gli aspetti più significativi dell’esercitazione vi è stata la presenza di personale dell’Armèe de terre francese, provenienti dal Groupement Commando de la 7e Brigade Blindè. La collaborazione tra i due Paesi ha favorito uno scambio di conoscenze e competenze che contribuisce a rafforzare la cooperazione tra le forze armate europee.
La fase conclusiva ha visto l’impiego simultaneo di diversi assetti operativi, tra cui pattuglie a piedi, mezzi militari, operatori di droni e unità di supporto al fuoco. In questo modo i partecipanti hanno potuto applicare concretamente tutte le competenze acquisite durante il periodo addestrativo.
“Giaguaro 2026” si conferma così un’importante occasione di crescita professionale per i militari coinvolti, contribuendo a mantenere elevati gli standard di preparazione, efficienza e capacità operativa dell’Esercito.
Paolo Comastri