Fondazione Francesco Fabbri

06/04/2025
12/03/2025
Ecco i vincitori e menzionati della tredicesima edizione del Premio Fabbri!Edoardo Manzoni (Crema, 1993) vince la sezion...
01/12/2024

Ecco i vincitori e menzionati della tredicesima edizione del Premio Fabbri!
Edoardo Manzoni (Crema, 1993) vince la sezione di Arte emergente con il lavoro Taverna (Fioritura), del 2024. L’opera, già dal titolo, evoca un’idea di rinascita che si manifesta a livello formale con il calco di una serie di rami e legni raccolti in campagna. La fusione in alluminio crea una scultura che, pur partendo da un dato reale, compie un processo di astrazione diventando un elemento materico dove spicca la componente formale e non più la mimesi del referente iniziale.
La prima menzione della giuria è stata attribuita a Federica Balconi (Monza, 1999) per il dittico NOTE 01 e NOTE 02 (2024): una felice meditazione sull’ontologia del fare scultura. Il lavoro è un cortocircuito sull’idea di finitezza dell’opera che viene incarnata da due elementi in marmo – generalmente lo stadio ultimo nella realizzazione – con sopra una griglia che rimanda invece alla carta millimetrata adottata nella fase iniziale del processo progettuale. La stessa collocazione a terra dell’opera vuole alludere a un’idea di impermanenza, di precarietà e mancanza di stabilità.
La seconda menzione è stata attribuita a Chiara Peruch (Pordenone, 1996) per il dipinto Le braci si spensero ed iniziarono a sussurrare del 2024. La tela immerge lo sguardo in uno scenario primordiale e fantascientifico dove appare un bagliore di luce rossa che sovrasta un paesaggio magmatico da cui emerge la figura di un rettile che si muove in un prezioso pavimento alla veneziana. Questo racconto ucronico in forma visiva mostra la nascita della vita sulla Terra secondo la personale, e alternativa, visione dell’autrice.
L’ultima menzione va all’opera The moment of reaction, the Cake Was Smashed Archival e Three layers of nail impression (2024) dell’autrice Tianyu Wang (Zibo, 1997). Questa serie di immagini partendo da una meditazione sulla condizione della donna nel suo paese natale, la Cina, assume un valore universale. In particolare, nelle fotografie sono inscenate la violenza e le invisibili oppressioni che di sovente nascono dentro le mura domestiche in una società patriarcale. L’artista, che è anche il soggetto ritratto negli scatti, decostruisce così il sistema di norme e la disciplina che normalmente viene imposta alle donne negli spazi domestici.
Passando invece alla sezione di Fotografia contemporanea, vince la tredicesima edizione del Premi Fabbri Alessandro Truffa (Cuorgnè, 1996) con Bee in a test tube del 2024. Il Lightbox tocca temi come il rapporto tra mondo animale e uomo, e le conseguenze dell’azione di quest’ultimo sul primo. L’immagine, realizzata in un laboratorio, è animata dagli impulsi luminosi connessi in chiave sinestetica ad una traccia audio che riproduce il canto di un’ape regina: in tal modo ci troviamo a interrogarci sul possibile dialogo con le altre forme di vita per uscire dalla nostra forma mentis tipicamente antropocentrica. Il contatto con gli animali è anche al centro del lavoro Untitled (Heron), dalla serie All Things Laid Dormant (2024) di Benedetta Casagrande (Milano, 1993) che si è aggiudicato la prima menzione della giuria. In particolare, l’incontro con il mondo animale è mediato-vissuto attraverso il mezzo fotografico che nella sua stessa materialità genera la parte oggettuale dell’opera: questa è infatti una scultura in ceramica miscelata con l’argento, elemento fissante nella fotografia analogica.
La seconda menzione è andata a Celestino Marco Cavalli (Valenza, 1981) per il trittico Miriadi del 2024. L’autore ha realizzato una serie di tracce con la vernice fosforescente lungo un sentiero che collega Italia e Francia (un tempo attraversato dagli ebrei che sfuggivano le persecuzioni nazi-fasciste) oggi battuto dai migranti provenienti dal Sud del mondo. Le immagini mettono in relazione i punti colorati (che l’artista ha realizzato come una sorta di guida e cura per le persone che attraversano quella rotta tra mille avversità) e la volta celeste che da sempre ha indicato il cammino ai viaggiatori.
Infine, l’ultima menzione va a Ariya Karatas (Sofia, 1997) per l’opera video che documenta la performance Arjen (2024) realizzata all’interno del Si Fest a Savignano sul Rubicone. L’azione mostra l’autrice che pian piano dà fuoco all’intero archivio di fotografie vernacolari del padre scomparso. Questo semplice gesto - tra rito e happening - rinegozia l’idea stessa del valore memoriale delle immagini che nella loro scomparsa giungono ad una dimensione ‘altra’, liberata dalla labilità del loro corpo materiale.

La mostra sarà visitabile dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 19 fino al 15 dicembre in Villa Brandolini, Pieve di Soligo.

Siamo felici di annunciare i finalisti della tredicesima edizione del Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee!...
30/10/2024

Siamo felici di annunciare i finalisti della tredicesima edizione del Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee!




Indirizzo

Pieve Di Soligo
31053

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00

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