Val d’Orcia Viva

Val d’Orcia Viva Associazione creata per la cura della terra e della comunità a cui apparteniamo, la Val d’Orcia

Enrico Comitini, giovane agrotecnico dell'azienda vitivinicola biodinamica Croce di Febo, ci parla di una filosofia di v...
18/02/2025

Enrico Comitini, giovane agrotecnico dell'azienda vitivinicola biodinamica Croce di Febo, ci parla di una filosofia di vita.

Enrico e i suoi, grazie alla loro passione ed impegno quotidiano, contribuiscono a custodire la biodiversità attraverso l’ascolto e la comprensione dell’ecosistema.

“La soluzione è l’Uomo, in grado di riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni”.

14/02/2025
05/02/2025

Gli antichi sapienti descrivevano la natura con quattro qualità: il caldo e il freddo, il secco e l’umido.
Un linguaggio universale il loro, tramandato nei secoli attraverso metodi e azioni per compensare gli estremi negli equilibri climatici.

Nella visione del mondo moderno industrializzato, la sapienza contadina non viene quasi più considerata mentre in realtà custodisce conoscienze preziose, affinate nei secoli attraverso l’ascolto della terra e la pratica giornaliera legata ad essa.

Il Dr. Luigi Giannelli ci parla di come oggi, per mitigare e adattarci alla crisi ecologica conseguente il cambiamento climatico, dobbiamo assolutamente recuperare alcuni fondamenti dell’antica sapienza contadina.

29/01/2025

Enrico Comitini, giovane agrotecnico dell'azienda vitivinicola biodinamica Croce di Febo, condivide le sue riflessioni sul rapporto tra interiorità ed agricoltura.

Alla base di pratiche agricole rigenerative come la biodinamica vi è una filosofia di vita e visione del mondo fondamentalmente diversa da quelle del capitalismo, del consumismo e della produzione industriale. Come spiega Enrico, il nostro sistema economico è basato su una visione in cui gli umani si pongono al di sopra della natura e desiderano controllarla, sfruttandola per i propri interessi... una filosofia che ha creato la crisi ecologica che stiamo affrontando oggi.

Invece, la biodinamica e altre pratiche ecologiche hanno un'etica opposta: vedono gli esseri umani come parte dell'ecosistema, connessi a tutto ciò che esiste intorno a noi; e la consapevolezza dell'importanza di queste relazioni ci dà la responsabilità di essere sensibili alle necessità dell'ecosistema che ci circonda, in modo da poter supportare la vita intorno a noi, e prosperare insieme ad essa. Come dice Enrico, ascoltare le necessità della terra non è facile: per farlo dobbiamo metterci alla prova ogni giorno, fare del lavoro costante su noi stessi per essere in grado di prenderci cura del nostro territorio.

Questa attitudine di ascolto, sensibilità e supporto nel tempo crea un'essere umano molto diverso da colui che desidera controllare e sfruttare, ed è una filosofia che possiamo applicare oltre all'agricoltura: nel rapporto con le altre persone, con noi stessi, e anche con gli altri popoli. Per trasformare questa epoca di crisi, c'è bisogno di un'agricoltura diversa e di una nuova concezione di ciò che possiamo essere noi umani.

Enrico Comitini, giovane agrotecnico dell'azienda vitivinicola biodinamica Croce di Febo, condivide le sue riflessioni s...
29/01/2025

Enrico Comitini, giovane agrotecnico dell'azienda vitivinicola biodinamica Croce di Febo, condivide le sue riflessioni sul rapporto tra interiorità ed agricoltura.

Alla base di pratiche agricole rigenerative come la biodinamica vi è una filosofia di vita e visione del mondo fondamentalmente diversa da quelle del capitalismo, del consumismo e della produzione industriale. Come spiega Enrico, il nostro sistema economico è basato su una visione in cui gli umani si pongono al di sopra della natura e desiderano controllarla, sfruttandola per i propri interessi... una filosofia che ha creato la crisi ecologica che stiamo affrontando oggi.

Invece, la biodinamica e altre pratiche ecologiche hanno un'etica opposta: vedono gli esseri umani come parte dell'ecosistema, connessi a tutto ciò che esiste intorno a noi; e la consapevolezza dell'importanza di queste relazioni ci dà la responsabilità di essere sensibili alle necessità dell'ecosistema che ci circonda, in modo da poter supportare la vita intorno a noi, e prosperare insieme ad essa. Come dice Enrico, ascoltare le necessità della terra non è facile: per farlo dobbiamo metterci alla prova ogni giorno, fare del lavoro costante su noi stessi per essere in grado di prenderci cura del nostro territorio.

Questa attitudine di ascolto, sensibilità e supporto nel tempo crea un'essere umano molto diverso da colui che desidera controllare e sfruttare, ed è una filosofia che possiamo applicare oltre all'agricoltura: nel rapporto con le altre persone, con noi stessi, e anche con gli altri popoli. Per trasformare questa epoca di crisi, c'è bisogno di un'agricoltura diversa e di una nuova concezione di ciò che possiamo essere noi umani.

24/01/2025

L'identità culturale delle nostre comunità è alla base del nostro potere collettivo. Dunque la salvaguardia del nostro territorio deve essere radicata nella visione dei suoi abitanti, soddisfare le necessità delle nostre comunità e adattarsi al rapporto tra di esse e il resto dell'ecosistema di cui facciamo parte, una relazione sviluppata nei secoli.

Fabio Pellegrini ci spiega come le forti identità delle nostre comunità sono una protezione dall'omologazione della società del consumo di massa. Questo sistema economico industriale non è solo una minaccia per la nostra cultura, ma anche per i nostri ecosistemi e le nostre condizioni di vita. Connettendo la nostra cultura, ecologia e società possiamo resistere alle promesse e influenze del consumismo industriale e creare intenzionalmente il futuro che vogliamo, come comunità.

L'identità culturale delle nostre comunità è alla base del nostro potere collettivo. Dunque la salvaguardia del nostro t...
24/01/2025

L'identità culturale delle nostre comunità è alla base del nostro potere collettivo. Dunque la salvaguardia del nostro territorio deve essere radicata nella visione dei suoi abitanti, soddisfare le necessità delle nostre comunità e adattarsi al rapporto tra di esse e il resto dell'ecosistema di cui facciamo parte, una relazione sviluppata nei secoli.

Fabio Pellegrini ci spiega come le forti identità delle nostre comunità sono una protezione dall'omologazione della società del consumo di massa. Questo sistema economico industriale non è solo una minaccia per la nostra cultura, ma anche per i nostri ecosistemi e le nostre condizioni di vita. Connettendo la nostra cultura, ecologia e società possiamo resistere alle promesse e influenze del consumismo industriale e creare intenzionalmente il futuro che vogliamo, come comunità.

La lotta globale alla desertificazione.Nelle zone aride di tutto il mondo, le comunità stanno affrontando la degradazion...
18/12/2024

La lotta globale alla desertificazione.

Nelle zone aride di tutto il mondo, le comunità stanno affrontando la degradazione del suolo e la desertificazione che avanzano implacabili: secondo il Potsdam Institute for Climate Impact Research, ogni anno nel mondo perdiamo circa un milione di km quadrati di terra fertile, equivalente a quasi 6 volte tutta la superficie agricola italiana!

Lo studio indica che la degradazione del suolo è causata prevalentemente dall'agricoltura intensiva, dal cambiamento climatico e dalla cementificazione. Dato che la fertilità della terra è essenziale per la vita, questa è una sfida esistenziale, e l’area del Mediterraneo è una delle quattro zone maggiormente critiche per degradazione del suolo insieme al centro-sud Italia.

Ma la desertificazione si può fermare. Nel Sahel, per esempio, le iniziative delle popolazioni locali si sono affiancate ad un progetto di larga scala di piantumazione di alberi per arrestare l'avanzata del deserto. Invece di lasciare che l'acqua scorra via durante le rare ma intense piogge stagionali, vengono scavate delle "mezzelune" intorno agli alberi permettendo al terreno di assorbirla gradualmente. Le piante hanno così il tempo di crescere, creando un microclima più favorevole alla crescita vegetale, generando così un circolo virtuoso che migliora progressivamente la qualità del suolo.

"Soluzioni efficaci e semplici che arrivano dal passato, dalle antiche tradizioni dei popoli tramandate attraverso le generazioni. La speranza è che questo approccio possa essere replicato in altre regioni che affrontano sfide simili."

Nel nostro prototipo di agrobosco a Monticchiello, abbiamo scavato delle fosse simili per raccogliere l'acqua, proteggiamo anche noi la nostra terra!

Fonti:
https://www.theguardian.com/environment/2024/dec/01/land-degradation-expanding-by-1m-sq-km-a-year-study-shows

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/sostenibilit-agrave--e-ambiente---arrestare-la-desertificazione-si-pu-ograve--e-con-sistemi-semplici--l-esempio-del-sahel-732439

Venite a esplorare il letto dell'Orcia! Avendo scavato e modellato la Valle, il fiume Orcia potrebbe essere considerato ...
11/12/2024

Venite a esplorare il letto dell'Orcia!

Avendo scavato e modellato la Valle, il fiume Orcia potrebbe essere considerato uno dei nostri antenati. Oggi si è ridotto a un torrente che d'estate fatica a scorrere, dandoci un monito sull'effetto che il cambiamento climatico può avere sui bacini idrici del territorio, sia nel presente che in futuro, e invitandoci a prenderci cura del nostro bene più prezioso, alla base della vita.

Negli ultimi decenni l’alveo dell'Orcia, ancora oggi molto fertile, è diventato il luogo più alberato del fondovalle, meraviglioso, specialmente in autunno.

Questo corso d’acqua potrebbe anche rivelarsi una risorsa per l'ecoturismo, diversificando il turismo della valle, così che non sia tutto concentrato esclusivamente nei borghi più conosciuti, diventati famosi grazie ai social media.

Ma l’Orcia non è interessante solo per i turisti, possiamo godercelo ed esplorarlo anche noi che in valle ci viviamo!
Si possono fare lunghe passeggiate, salendo e scendendo dai calanchi che lo incorniciano, saltando da un sasso all'altro per attraversarlo, godendosi la vista aperta persino dal punto più basso del fondovalle...

̀

Cosa ci facciamo con le foglie morte? Sono scarti di cui liberarci, o risorse importanti per la nostra terra?Secondo la ...
04/12/2024

Cosa ci facciamo con le foglie morte? Sono scarti di cui liberarci, o risorse importanti per la nostra terra?

Secondo la Royal Horticultural Society, le foglie di quercia sono uno dei tre tipi migliori al mondo per fare il terriccio, e la Val d’Orcia ne è piena!

Noi di Val d’Orcia Viva, stiamo sperimentando l’utilizzo delle foglie secche nei nostri prototipi di rigenerazione del suolo. Con questo esperimento, vorremmo capire quale sia il metodo migliore per ottenere un prodotto finito della giusta friabilità ed umidità. Il terriccio di foglie è un ammendante naturale incredibilmente friabile e poroso, ottimo sostituto per l’insostenibile e oramai costosa torba.

Ma gli utilizzi delle foglie secche in natura sono moltissimi…

Nel caso di foglie decidue di piccole dimensioni che si depositano su un prato, il consiglio è di non fare sostanzialmente nulla. Complice la pioggia, le foglie marciscono e si decompongono durante la stagione fredda, aggiungendo nutrienti al suolo. Nel caso invece di grandi quantità o di foglie grandi, c’è il rischio che il prato o le piante più piccole, restino completamente coperte non ricevendo luce e ossigeno a sufficienza, con un conseguente “soffocamento”. In queste condizioni può rendersi necessaria la rimozione delle foglie, che possono però essere trasferite in altre aree del prato o in aiuole dove sono coltivate piante più grandi e vigorose, meno esposte al rischio di soffocamento.

Le foglie possono anche essere inserite nella concimaia o nella compostiera per trarne un ottimo terriccio, utile al nutrimento delle piante da orto e da giardino, oppure possono essere utilizzate come pacciamatura.

Ma non tutte le foglie sono uguali. Ve ne sono alcuni tipi che è preferibile non compostare perché troppo grandi, coriacee o eccessivamente ricche in carbonio, foglie che tendono ad impiegare molto più tempo a decomporsi come ad es. quelle del leccio, del platano, dell’ulivo o del sughero, che possono essere invece usate come pacciamatura. Se si vuole inserire in concimaia o compostiera queste foglie grandi e ricche in azoto, è consigliabile sminuzzarle ed aumentare la quantità di sostanze ricche in azoto (il rapporto carbonio/azoto è un elemento importante per il processo di compostaggio).

Vi sono poi le foglie che è bene evitare sia per il compost che per la pacciamatura, come quelle del noce, che contengono Juglone, una sostanza che inibisce la crescita di altre piante; o quelle dell’ippocastano, che contengono una sostanza tossica, l’Esculina.

Le foglie morte possono anche essere usate per preparare un terreno alla piantumazione di un boschetto o di alberi da frutto, arricchendolo in maniera naturale.

Altra soluzione interessante, è di creare delle zone di foglie secche nel pollaio, dove le galline possano razzolare felicemente. Anche in questo caso sono da escludere le piante tossiche.

Allora, imbracciamo i rastrelli e mettiamoci a lavoro!

Venite a Pietraporciana...La Riserva Naturale di Pietraporciana si mostra nel pieno splendore dei colori autunnali, veni...
28/11/2024

Venite a Pietraporciana...

La Riserva Naturale di Pietraporciana si mostra nel pieno splendore dei colori autunnali, venite a immergervi tra i suoi boschi!

Noi esseri umani, siamo biologicamente costituiti per stare all'interno di ecosistemi sani e vitali, come i boschi e le foreste, un fatto dimostrato da una serie sempre più vasta e dettagliata di studi scientifici. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha messo insieme i risultati di tali studi in un libro intitolato "Terapia Forestale", in cui vengono spiegati i vasti benefici che il contatto con i boschi apporta alla nostra salute. Gli effetti psicologici includono la riduzione dello stress, della depressione e dell'ansia, oltre ad un miglioramento dei processi cognitivi, della stabilità emotiva, e della qualità del sonno. Quelli fisiologici invece includono un miglioramento delle funzioni cardiovascolari, l'abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario, la riduzione delle infiammazioni, il miglioramento del metabolismo e l'aumento di "proteine anti-cancro". Se esistesse una pillola con questi effetti, verrebbe venduta ad un prezzo esorbitante, e invece i boschi ci curano senza chiederci nulla in cambio.
Forse è proprio per questi incredibili doni che boschi e foreste erano visti come luoghi sacri in molte culture pagane e animiste.
Questi benefici si sentono soprattutto quando la nostra immersione nel bosco è indisturbata (per es. dal telefonino), contemplativa e libera, senza dover raggiungere mete di corsa; giovamenti che si possono massimizzare concentrando la propria attenzione sull’osservazione delle piante e delle forme di vita che ci circondano, in uno stato di attenzione e piena presenza alla vita che vibra nel bosco.

Fonte: "Consiglio Nazionale delle Ricerche: Terapia Forestale; Francesco Meneguzzo e Federica Zabini"https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/attivita/editoria/9788880804307_terapia%20forestale.pdf



Seguiteci anche su Instagram https://www.instagram.com/valdorcia_viva/ #

Venite a PietraporcianaLa Riserva Naturale di Pietraporciana si mostra nel pieno splendore dei colori autunnali, venite ...
28/11/2024

Venite a Pietraporciana

La Riserva Naturale di Pietraporciana si mostra nel pieno splendore dei colori autunnali, venite a immergervi tra i suoi boschi!

Noi esseri umani, siamo biologicamente costituiti per stare all'interno di ecosistemi sani e vitali, come i boschi e le foreste, un fatto dimostrato da una serie sempre più vasta e dettagliata di studi scientifici. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha messo insieme i risultati di tali studi in un libro intitolato "Terapia Forestale", in cui vengono spiegati i vasti benefici che il contatto con i boschi apporta alla nostra salute. Gli effetti psicologici includono la riduzione dello stress, della depressione e dell'ansia, oltre ad un miglioramento dei processi cognitivi, della stabilità emotiva, e della qualità del sonno. Quelli fisiologici invece includono un miglioramento delle funzioni cardiovascolari, l'abbassamento della pressione sanguigna, il rafforzamento del sistema immunitario, la riduzione delle infiammazioni, il miglioramento del metabolismo e l'aumento di "proteine anti-cancro". Se esistesse una pillola con questi effetti, verrebbe venduta ad un prezzo esorbitante, e invece i boschi ci curano senza chiederci nulla in cambio.
Forse è proprio per questi incredibili doni che boschi e foreste erano visti come luoghi sacri in molte culture pagane e animiste.
Questi benefici si sentono soprattutto quando la nostra immersione nel bosco è indisturbata (per es. dal telefonino), contemplativa e libera, senza dover raggiungere mete di corsa; giovamenti che si possono massimizzare concentrando la propria attenzione sull’osservazione delle piante e delle forme di vita che ci circondano, in uno stato di attenzione e piena presenza alla vita che vibra nel bosco.

Fonte: "Consiglio Nazionale delle Ricerche: Terapia Forestale; Francesco Meneguzzo e Federica Zabini"https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/attivita/editoria/9788880804307_terapia%20forestale.pdf



Seguiteci anche su Instagram valdorcia_viva

Indirizzo

Pienza

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Val d’Orcia Viva pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi