04/12/2024
Cosa ci facciamo con le foglie morte? Sono scarti di cui liberarci, o risorse importanti per la nostra terra?
Secondo la Royal Horticultural Society, le foglie di quercia sono uno dei tre tipi migliori al mondo per fare il terriccio, e la Val d’Orcia ne è piena!
Noi di Val d’Orcia Viva, stiamo sperimentando l’utilizzo delle foglie secche nei nostri prototipi di rigenerazione del suolo. Con questo esperimento, vorremmo capire quale sia il metodo migliore per ottenere un prodotto finito della giusta friabilità ed umidità. Il terriccio di foglie è un ammendante naturale incredibilmente friabile e poroso, ottimo sostituto per l’insostenibile e oramai costosa torba.
Ma gli utilizzi delle foglie secche in natura sono moltissimi…
Nel caso di foglie decidue di piccole dimensioni che si depositano su un prato, il consiglio è di non fare sostanzialmente nulla. Complice la pioggia, le foglie marciscono e si decompongono durante la stagione fredda, aggiungendo nutrienti al suolo. Nel caso invece di grandi quantità o di foglie grandi, c’è il rischio che il prato o le piante più piccole, restino completamente coperte non ricevendo luce e ossigeno a sufficienza, con un conseguente “soffocamento”. In queste condizioni può rendersi necessaria la rimozione delle foglie, che possono però essere trasferite in altre aree del prato o in aiuole dove sono coltivate piante più grandi e vigorose, meno esposte al rischio di soffocamento.
Le foglie possono anche essere inserite nella concimaia o nella compostiera per trarne un ottimo terriccio, utile al nutrimento delle piante da orto e da giardino, oppure possono essere utilizzate come pacciamatura.
Ma non tutte le foglie sono uguali. Ve ne sono alcuni tipi che è preferibile non compostare perché troppo grandi, coriacee o eccessivamente ricche in carbonio, foglie che tendono ad impiegare molto più tempo a decomporsi come ad es. quelle del leccio, del platano, dell’ulivo o del sughero, che possono essere invece usate come pacciamatura. Se si vuole inserire in concimaia o compostiera queste foglie grandi e ricche in azoto, è consigliabile sminuzzarle ed aumentare la quantità di sostanze ricche in azoto (il rapporto carbonio/azoto è un elemento importante per il processo di compostaggio).
Vi sono poi le foglie che è bene evitare sia per il compost che per la pacciamatura, come quelle del noce, che contengono Juglone, una sostanza che inibisce la crescita di altre piante; o quelle dell’ippocastano, che contengono una sostanza tossica, l’Esculina.
Le foglie morte possono anche essere usate per preparare un terreno alla piantumazione di un boschetto o di alberi da frutto, arricchendolo in maniera naturale.
Altra soluzione interessante, è di creare delle zone di foglie secche nel pollaio, dove le galline possano razzolare felicemente. Anche in questo caso sono da escludere le piante tossiche.
Allora, imbracciamo i rastrelli e mettiamoci a lavoro!