17/06/2026
Domani prenderanno il via gli esami di maturità, un appuntamento atteso da migliaia di studentesse e studenti. In un’intervista a 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, Francesca Schir, psicologa, psicoterapeuta e segretaria del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, offre alcuni consigli per affrontare questo momento con maggiore consapevolezza e serenità.
Secondo Schir, «una certa dose di ansia prima dell'esame è sana: tiene attivi, concentrati, motivati. Il corpo si prepara a una prova importante, ed è giusto così. Il livello di guardia si supera quando l'ansia smette di aiutare e comincia a bloccare».
Per questo è importante prestare attenzione ai segnali di maggiore sofferenza: «Se un ragazzo si isola, piange spesso o parla dell'esame come di una sentenza sulla propria vita, è il momento di fermarsi e parlarne».
La segretaria del CNOP invita inoltre a ridimensionare il peso attribuito alla prova: «La maturità è una prova importante, certo, ma nessuna vita si decide in una settimana di giugno. Dare la giusta dimensione alla posta in gioco abbassa la tensione e la rende affrontabile».
Tra i suggerimenti pratici, Schir raccomanda di gestire con attenzione l’uso dei social e delle chat di classe nei giorni più delicati: «Un consiglio pratico: la sera prima delle prove, limitare i gruppi di classe su WhatsApp e sui social se intrisi di ansia. Il confronto continuo con l'agitazione degli altri è contagioso e toglie sonno. Ma la condivisione di un passaggio simbolico, con la giusta dimensione, con un gruppo classe che ha condiviso cinque anni di vita è un’esperienza emotiva profonda, intensa e indimenticabile».
Altrettanto fondamentale è la cura di sé: «Il cervello sotto esame ha bisogno delle stesse cose di un atleta prima della gara: sonno, cibo, recupero. Dormire almeno sette-otto ore, perché è durante il sonno che le informazioni studiate si consolidano nella memoria».
Schir sottolinea anche una caratteristica positiva delle nuove generazioni: «Questa generazione ha una capacità che le precedenti avevano molto meno: sa nominare le emozioni e chiedere aiuto. Un ragazzo che dice “ho l'ansia” sta già facendo qualcosa di protettivo. Sta a noi adulti rispondere bene, senza minimizzare e senza allarmarci».
Infine, un messaggio rivolto a chi guarda con preoccupazione al proprio futuro: «Il punto è ricordare ai ragazzi che il futuro si costruisce a tappe e che quasi nessuna scelta a diciotto anni è definitiva: si può cambiare facoltà, lavoro, città, direzione».
Per approfondire 👇
https://www.repubblica.it/scuola/dossier/maturita/2026/06/13/news/maturita_2026_gestire_ansia_francesca_schir_psicologa_intervista-425407659/