Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese

Riceviamo e volentieri segnaliamo il prossimo avvio di un corso di Micologia a cura del gruppo "Boletus in bulàtta", pat...
06/04/2026

Riceviamo e volentieri segnaliamo il prossimo avvio di un corso di Micologia a cura del gruppo "Boletus in bulàtta", patrrocinato dal comune di Pianoro e dall'Unione dei Comuni Savena-Idice

Vogliamo segnalare una interessante opportunità per chiunque voglia imparare o approfondire i temi dell’innesto, della p...
30/03/2026

Vogliamo segnalare una interessante opportunità per chiunque voglia imparare o approfondire i temi dell’innesto, della potatura e della gestione del castagneto tradizionale da frutto. Gli amici del Consorzio Agro-silvo-castanicolo dell’Appennino Modenese hanno infatti organizzato due giornate tecniche presso la sede del Museo del Castagno di Zocca, secondo le modalità indicate nella locandina allegata.

Vivissimi complimenti a Paola Guidi, socia del nostro Consorzio, che a conclusione dell’undicesima  Rassegna Farine di C...
18/03/2026

Vivissimi complimenti a Paola Guidi, socia del nostro Consorzio, che a conclusione dell’undicesima Rassegna Farine di Castagne d’Italia (assaggiatorifarinacastagne.it ) ha ricevuto la menzione d’onore per la sua farina di marroni.
Si tratta di un meritatissimo riconoscimento che oltretutto premia l’impegno che da vari anni Paola dedica al miglioramento della sua produzione: dal Marrone Biondo fresco, alla farina ed alle numerose varietà di gustosissimi biscotti a base di farina di Marrone Biondo.
Paola Guidi è la titolare dell’Azienda Agrituristica Cà del Buco ([email protected]) a Monte Pastore, nel Comune di Monte San Pietro.

Durante la affollatissima tre giorni del Villaggio Coldiretti organizzato a Bologna, ci sono stati momenti istituzionali...
09/11/2025

Durante la affollatissima tre giorni del Villaggio Coldiretti organizzato a Bologna, ci sono stati momenti istituzionali a cui hanno preso parte il Ministro Lollobrigida, il Presidente De Pascale, il professor Prodi, il commissario Curcio, i quali hanno affrontato i grandi temi che riguardano l’Europa, i fondi della PAC, i dazi, le importazioni dal Mercosur.
Ma oltre a questi argomenti di carattere internazionale, il Ministro Lollobrigida ha voluto incontrare anche alcuni sindaci dell’Appennino e alcune realtà locali, tra cui il Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese. Lo ha fatto con una serie di incontri bilaterali. L’incontro, propiziato dall’avvocato Marta Evangelisti, consigliere regionale di FdI (e montanara DOC), si è svolto nella prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura, all’interno dell’Archiginnasio.
Abbiamo avuto l’opportunità di sottoporre al Ministro le criticità del comparto castanicolo, ma anche le grandi opportunità per la castanicoltura dell’Emilia Romagna legate principalmente alla coltivazione del pregiato Marrone, un prodotto a cui il mercato riconosce prezzi remunerativi e che è facilmente esportabile. L’incontro ha inoltre permesso di definire alcune azioni prioritarie che, se adottate, potrebbero consentire un rapido aumento delle superfici dei castagneti da frutto tradizionali.
Abbiamo evidenziato l’esigenza di concreti supporti economici ad un settore che lo Stato ha trascurato per decenni, ma abbiamo anche rimarcato l’esigenza di una chiara collocazione normativa dei castagneti da frutto, che ancora soffrono dell’ambiguità di leggi e regolamenti che spesso si contraddicono e che scoraggiano coloro che vorrebbero investire in nuovi castagneti o nel recupero di quelli abbandonati. Il Ministro Lollobrigida non si è limitato ad ascoltare ed è intervenuto con domande precise e competenti, lasciando intravedere alcuni possibili interventi.

La strettissima relazione tra la castanicoltura e l’operato di Matilde di Canossa, in particolar modo nell’Appennino Emi...
22/07/2025

La strettissima relazione tra la castanicoltura e l’operato di Matilde di Canossa, in particolar modo nell’Appennino Emiliano, è cosa nota e oggetto di una secolare narrazione. E’ certo che nel corso del suo lungo regno Matilde di Canossa sostenne sempre l’attività dei Benedettini, affidando ai monaci la diffusione presso il suo popolo di tecniche agricole e alimentari. Anche la castanicoltura ebbe ampia diffusione grazie alle molteplici proprietà del castagno (frutti e legno). Oggi, a distanza di circa mille anni, la storia ci aiuta a capire ancora meglio quanto l’opera di Matilde abbia contribuito allo sviluppo di un settore che coraggiosamente ancora sopravvive nel nostro Appennino, nonostante tutto. L’allegato comunicato stampa ci regala il dono di una recentissima scoperta che non si limita ad alimentare il mito di Matilde, ma che ci parla di storia e di fatti concreti che dopo dieci secoli sono attuali più che mai. Un grazie sincero agli amici del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Reggiano che hanno voluto condividere la scoperta, in particolare al Presidente, Dott. Marco Picciati.

"Il cerchio si stringe attorno alla storia del castagno"

Matilde di Canossa nell'anno 1102, in quel di Carpineti, firmò in calce una donazione di terreni a favore del parroco di Carù in quel di Villa Minozzo. Il documento, tutt'oggi presso la biblioteca Estense, descrive di come il Reverendo Gerardo aveva precedentemente innestato un castagneto in prossimità dell'ospitale di Campo Camelasio da lui stesso costruito.
Si tratta di un documento che certifica due cose molto importanti: che gli attuali castanicoltori sono, dopo oltre mille anni, gli eredi della tecnica agronomica dell’innesto del castagno e quindi custodi di una tradizione e di un patrimonio culturale e di conservazione della biodiversità;
che il castagneto in quanto bosco era conosciuto e apprezzato a quel tempo, così come erano conosciute le pratiche di addomesticazione (innesto) e il suo utilizzo.
Questa testimonianza storica è stata messa a ulteriore valore subito dopo grazie dallo stesso reverendo, che nel 1103 ha redatto un suo atto con indizi utili per restringere il campo di ricerca e individuare l'ospitale di Campo Camelasio.
A volte basta poco per innescare la miccia, e un gruppo di esperti si è attivato passando dalle ricerche documentarie alle analisi cartografiche e le indagini sul campo che hanno condotto nel cuore del Parco Nazionale, nella zona dei Gessi triassici, alle pendici del Monte Carù e negli intorni dell'attuale abitato del Mulino di Gacciola. Che coincidenza!
La mattina del 20 giugno 2025 con la partecipazione di: Luca Dondini genetista e professore dell'Università di Bologna, Nicola Cassone archeologo, Marco Picciati naturalista ed esperto in castanicoltura, Samuele Canovi storico e Daniele Canovi castanicoltore, è stata realizzata una ricerca a ridosso dell'ospitale, ora Mulino di Gacciola, verificando così la presenza di un castagneto e di diversi castagni ultrasecolari sui quali
sono stati raccolti campioni di materiale biologico al fine di individuare le loro peculiarità genetiche.
Questi approfondimenti saranno in grado di fotografare e interpretare l'origine dei castagni e di questi patriarchi, che ancora oggi sono in grado di produrre castagne e marroni, portatori a questo punto non solo di biodiversità ma anche di una storia scritta o meglio sottoscritta direttamente da Matilde di Canossa.
Avremo la possibilità di verificare le correlazioni genetiche dei castagni di questo luogo, che a tutti gli effetti potremo chiamare i Castagni di Reverendo Gerardo, e la banca dati genetica regionale creata dal gruppo di lavoro del professor Dondini, oramai composta da centinaia di genotipi raccolti in tutta la regione.
Le leggende e le narrazioni orali portate avanti dai vecchi castanicoltori sulle gesta di Matilde di Canossa a favore dei montanari e della castanicoltura forse troveranno una conferma scientifica? Si chiuderà il cerchio? Presto lo vedremo.
Ringrazio i partecipanti per questa importante collaborazione, di cui rendo partecipi i castanicoltori, antichi custodi del bosco!
Marco Picciati

Da oggi il mondo della castanicoltura tradizionale dell’Appennino Bolognese può contare su 12 nuovi abili innestatori (d...
05/04/2025

Da oggi il mondo della castanicoltura tradizionale dell’Appennino Bolognese può contare su 12 nuovi abili innestatori (donne e uomini). In una meravigliosa giornata di primavera il nostro Consorzio ha organizzato un incontro didattico dedicato all’innesto a doppio spacco Inglese, un tipo di innesto che applichiamo già da trent’anni e che si è rivelato particolarmente adatto per la propagazione del castagno (Castanea sativa Miller), con una percentuale di successo sempre vicina al 95%.
L’incontro si è svolto a Monzuno in un castagneto di cui è in corso un importante progetto di recupero. Impeccabile l’organizzazione logistica del nostro socio Dott. Maurizio Musolesi, che ha messo a disposizione la sua perfetta conoscenza della materia. Dopo un suo briefing iniziale e qualche esempio pratico, tutti i partecipanti hanno avuto a disposizione una ceppaia, numerata e censita, su cui mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti. E’ stata trattato con particolare attenzione anche il tema (importantissimo) dell’attrezzatura necessaria e, in parallelo, di quella non adatta: da oggi coltelli, cesoie, cere e buddy tape non hanno più segreti. I partecipanti hanno avuto a disposizione esclusivamente marze certificate di Marrone Biondo, di cui Musolesi è un vivaista accreditato, con cui hanno eseguito decine di innesti.
Tutti i partecipanti hanno espresso un elevato gradimento sia per la parte strettamente tecnica, sia per l’occasione di condividere esperienze, porre domande, eliminare dubbi e rimuovere convinzioni a volte errate. Un apprezzatissimo finale enogastronomico, rigorosamente a base di prodotti dell’Appennino, ha concluso l’incontro.

E’ stato molto partecipato l’evento che sabato 15 marzo si è svolto presso lo stabilimento della Mitica srl, a Rioveggio...
18/03/2025

E’ stato molto partecipato l’evento che sabato 15 marzo si è svolto presso lo stabilimento della Mitica srl, a Rioveggio. Il titolare Giancarlo Elmi, con i figli Gionatan e Tommaso hanno invitato i produttori di marroni dell’Appennino Bolognese, Modenese e Reggiano per presentare il progetto che vede Mitica e i tre Consorzi riuniti all’interno di un unico marchio commerciale il cui debutto avverrà in occasione di Macfrut 2025. Un centinaio i produttori presenti, il 60% dei quali appartenenti al Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, che hanno potuto visitare gli impianti di lavorazione che permettono a Mitica di garantire la qualità di marroni e castagne per molti mesi dopo la raccolta. Tutti i partecipanti hanno inoltre seguito con grandissimo interesse e apprezzamento gli interventi del Dott. Giorgio Maresi (Fondazione Edmund Mach di Trento) e del Dott. Giacomo Gatti (Centro di ricerca Laimburg di Bolzano) che hanno presentato lo stato dell’arte sul tema dei funghi che provocano il marciume (principalmente Ciboria e Gnomoniopsis) e che possono provocare gravi danni alla produzione se non affrontati con cognizione di causa.

09/01/2025

Marrone dell’Appennino Emiliano-Sapore di Montagna.
Il prodotto ha visto aggregarsi tre consorzi (Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, Consorzio Castanicolo dell’Appennino Modenese, Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Reggiano), l’azienda Mitica, il Gruppo Alegra e Coop Italia che distribuisce in esclusiva il prodotto.
A Mara Generali intervista Renzo Panzacchi 👇
https://www.radiobudrio.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8241

All'Ipercoop del Centro Leonardo di Imola è presente il Marrone Biondo del nostro Consorzio !!Coop ha scelto di puntare ...
12/11/2024

All'Ipercoop del Centro Leonardo di Imola è presente il Marrone Biondo del nostro Consorzio !!
Coop ha scelto di puntare sul Marrone Biondo inserendolo nella linea di prodotti a marchio "Origine Coop" (packaging verde) e anche utilizzando il nostro esclusivo packaging di rete 100% compostabile.
Grazie a Mitica srl che ha allestito il punto vendita del Marrone Biondo

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Viale Risorgimento, 1
Pianoro
40065

Telefono

3662702073

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