ANPI Pianoro

ANPI Pianoro ANPI Franco Bonafede è la sezione di Pianoro (Bo) dell'Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. La Sezione A.N.P.I.

di Pianoro è intestata a Franco Bonafede, eroico combattente Partigiano, nome di battaglia “Febo”. Nato l’1 gennaio 1925 a Pianoro; dal 1 ottobre 1943 al 3 febbraio 1944 fu attivo a Pianoro; entrò a far parte del comando della 62a brigata Camicie rosse Garibaldi . In seguito militò nella 7a brigata GAP “Gianni” Garibaldi fino al 10 novembre 1944. In uno scontro con i nazifascisti fu ferito graveme

nte. Riconosciuto Partigiano dall'1 ottobre 1943 alla Liberazione. Gli è stata conferita la medaglia d'argento al Valor Militare
Fin dal primo dopoguerra la Sezione divenne il punto di riferimento degli ex Partigiani e degli Antifascisti del territorio di Pianoro. La Sezione è cresciuta, grazie all'apporto di sempre nuove generazioni, che nel tempo si sono affiancate agli anziani combattenti, raccogliendone il testimone morale e Ideale. Da sempre l'Anpi di Pianoro, oltre a celebrare attivamente anniversari e celebrazioni, ha organizzato incontri con alunni delle scuole, visite ai luoghi di eccidi nazifascisti e di Memoria Resistente. Ha costruito progetti Resistenti, percorsi Antifascisti e ha partecipato alla fondazione del "Tavolo della Pace" e del "Comitato per la difesa della Costituzione" locali. Fino alla metà di Febbraio 2005 la Sezione Bonafede si è onorata di avere come Presidente Diana Sabbi, valorosa Partigiana, premiata alla fine della Lotta di Liberazione coi gradi di Capitano e con la medaglia d'argento al V.M. Lo scorrere impietoso del tempo ci ha privato del suo esempio e del suo affetto, ma non potrà mai cancellarne il ricordo.

🌹il 𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟏𝟕 nasce a Napoli 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐕𝐢𝐯𝐢𝐚𝐧𝐢. Partigiana e donna della Repubblica, tanto coraggiosa e generosa, q...
02/09/2026

🌹il 𝟐 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟏𝟕 nasce a Napoli 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐕𝐢𝐯𝐢𝐚𝐧𝐢.
Partigiana e donna della Repubblica, tanto coraggiosa e generosa, quanto poco conosciuta.
Figlia del drammaturgo Raffaele Viviani, studia nella sua città natale e si laurea in lingue straniere.
Matura negli anni 40 un forte antifascismo e nel 1943 è a Roma dove partecipa attivamente alla Resistenza.
Iscritta al PCI, per il quale sarà deputata per quattro Legislature dal 1948 al 1968, è una delle colonne portanti dell’UDI.
Il suo impegno per l’emancipazione delle donne è stato di grande rilievo, tanto dagli scranni di Montecitorio, quanto nell’attivismo con l’UDI.
Viviani è anche autrice di diversi testi tra i quali “Rosso antico. Come lottare per il comunismo senza perdere il senso dell’umorismo”, Giunti, 1994,
“Le viceregine di Napoli”, Giunti, 1997,
“UDI: laboratorio di politica delle donne”, con Maria Michetti e Margherita Repetto, Rubettino, 1998.
PS
Ci piace ricordarla anche per il suo impegno nell’immediato dopoguerra nel “Comitato per la salvezza dei bambini di Napoli” che organizzò i “Treni della felicità” che partirono dalla sua città natale.
Preziosa in tal senso la sua testimonianza nel bellissimo documentario “Pasta nera” di Alessandro Piva (consulenza storica di Giovanni Rinaldi)

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - ANPI

resistenza UDI

Mariano “Mario” Lupo, era un ventenne operaio emigrato dalla Sicilia a Parma, in cerca di lavoro e di un futuro migliore...
02/09/2026

Mariano “Mario” Lupo,
era un ventenne operaio emigrato dalla Sicilia a Parma, in cerca di lavoro e di un futuro migliore.
Come molti ragazzi della sua generazione, aveva scelto di impegnarsi politicamente, aderendo a Lotta Continua.
La sera del 25 agosto 1972 Mariano trascorse alcune ore insieme ad altri giovani compagni.
Il gruppo si recò al cinema Roma una sala frequentata da molti ragazzi del quartiere.
Da settimane il clima a Parma era diventato sempre più pesante.
Militanti della sinistra, sindacalisti e studenti denunciavano continue provocazioni da parte di gruppi neofascisti: minacce, pestaggi, spedizioni punitive e intimidazioni che non apparivano episodi isolati ma eventi inseriti in quadro preciso di violenze.
Nonostante ciò, difficilmente Mariano e i suoi compagni avrebbero potuto prevedere cosa stava per avvenire.
Quando Mariano e i suoi compagni uscirono dal cinema si trovarono davanti un gruppo di neofascisti armati di coltelli.
Di fatto si trattò di un’aggressione premeditata.
Nel tentativo di proteggere un compagno e di sottrarsi all'assalto, Mariano fu raggiunto da un fendente. La lama lo colpì al cuore.
Il giovane si accasciò a terra in viale Tanara mentre gli aggressori si allontanavano. I soccorsi furono immediati, ma la ferita era troppo grave: Mariano morì poco dopo, a soli vent'anni.
L'omicidio suscitò una reazione senza precedenti.
Nei giorni successivi migliaia di persone parteciparono ai funerali e alle manifestazioni antifasciste.
Operai, studenti, partigiani, sindacalisti e cittadini comuni sfilarono insieme per denunciare le violenze dell’estrema destra.
Sotto la pressione cittadina, le indagini portarono all'arresto degli autori dell'aggressione.
Il procedimento giudiziario fu trasferito ad Ancona e si concluse, dopo un lungo iter processuale, con condanne di 11, 6 e 4 anni di reclusione nei confronti dei responsabili dell'omicidio.
Mariano rimane uno dei tanti giovani di sinistra, uccisi dai neofascisti in Italia, dal dopoguerra ai giorni nostri.

(da Cronache Ribelli)

Mentre Mussolini propagandava la famiglia tradizionale e il sacro vincolo del matrimonio, era solito tradire constamente...
02/09/2026

Mentre Mussolini propagandava la famiglia tradizionale e il sacro vincolo del matrimonio, era solito tradire constamente donna Rachele.
Le vicende del futuro Duce e di Ida Dalser si incrociano a Trento nei primi anni del novecento. Lui, giovane socialista già padre della piccola Edda ma non ancora sposato con Rachele. Lei aristocratica, padrona di un centro di bellezza. Dalla loro relazione nacque un bambino, chiamato Benito Albino. Figlio “illegittimo” che Mussolini dovette confessare di avere a Rachele alcuni anni dopo quando erano ormai marito e moglie, anche perché obbligato dal tribunale di Milano a provvedere al suo mantenimento con 200 lire al mese, dopo una causa che Ida gli intentò.
Sono gli anni del Mussolini interventista, dell’espulsione dal Partito Socialista e della Prima guerra mondiale. Seguiranno la nascita del fascismo e la marcia su Roma. Benito diventa il Duce ma non riesce a sbarazzarsi della Dalser. Che sia perché è ancora innamorata oppure perché semplicemente vuole quello spazio al Sole per sé e per il figlio che Mussolini si rifiuta di darle, fatto sta che Ida non smette di cercarlo. Almeno fino a che non viene arrestata e ricoverata nell’ospedale psichiatrico di Pergine. Sarà l’inizio del suo calvario. Durante gli anni di detenzione scrive numerose lettere al Duce, alcune anche molto dure, in cui chiede di essere rimessa in libertà. Ma niente. Morirà il 2 dicembre del 1937 nell’ospedale psichiatrico di San Clemente, a Venezia.
Triste sorte che toccherà anche al giovane Benito Albino, che crescendo non perderà il vizio di ricordare a tutti chi sia il suo vero padre, mettendo più volte in imbarazzo il Duce. Spedito in marina, anche qui continuerà a vantare le sue origini. Una lingua troppo lunga che probabilmente gli costerà l’internamento nel manicomio di Mombello di Limbiate, dove morirà nel 1942.
Difficile stabilire se si sia trattato di morti naturali o qualcosa di peggio.
Certo è che in questa relazione, come in molte altre, Mussolini dimostrò tutto il suo cinismo, l’efferatezza e la crudeltà.
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Da Cronache Ribelli.
Nel libro “Ventennio di Sangue” raccontiamo i crimini del fascismo. Lo trovate seguendo i link in bio o nelle storie

Ricordarsi di ricordare il Partigiano Luciano bracci nome di battaglia “Toro” nato l'11 febbraio 1926 a Bologna; ivi res...
31/08/2026

Ricordarsi di ricordare il Partigiano Luciano bracci nome di battaglia “Toro” nato l'11 febbraio 1926 a Bologna; ivi residente nel 1943. Meccanico.
Militò nella 62a brigata ma Camicie rosse Garibaldi. Ma
Cadde prigioniero dei tedeschi mentre tentava di portare in salvo un compagno ferito.
Fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte e sottoposto a torture e sevizie.
Venne fucilato al Poligono di tiro di Bologna il 30 agosto 1944 assieme ad altri 11 antifascisti e partigiani per una misura di rappresaglia decisa dai fascisti a seguito di atti di giustizia compiuti dai partigiani.
UL'annuncio dell'avvenuta fucilazione apparve su «il Resto del Carlino» del 31 agosto 1944.
Riconosciuto partigiano dal 10 settembre 1943 al 30 agosto 1944.

E' ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
Resistenza 🌹

Ricordarsi di ricordare 🇻🇳
31/08/2026

Ricordarsi di ricordare 🇻🇳

Giulia Re
Nata a Milano il 31 agosto 1926
Nome di battaglia “Giulietta”

Di famiglia antifascista Giulia nasce a Milano in via degli Etruschi. Il padre, tornitore alla fabbrica Brown Boveri era iscritto al Partito Comunista. La mamma Adele, era molto attiva nella Resistenza ed era in stretto contatto con Emma Gessati, responsabile dei Gruppi di Difesa della Donna di Calvairate. Nel 1944, Giulia appena diciottenne, agisce come staffetta partigiana, invia messaggi segreti e diffonde centinaia di volantini contro il regime nazifascista. Una sera era insieme al marito in un cinema di Viale Umbria. Nella borsa aveva più di 200 volantini che avrebbe dovuto diffondere. All'uscita vi fu una retata dei nazifascisti. Gli uomini vennero separati dalle donne e si formarono subito due lunghe file. Giulia non si separò dal marito, impiegato alla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Il marito fu riconosciuto da un fascista e lasciato passare con la moglie. Giulia riuscì così miracolosamente a scampare da un sicuro arresto. Il 10 agosto 1944 Giulia era in piazzale Loreto e rimase, come tantissimi milanesi, inorridita di fronte allo scempio dei corpi dei 15 Martiri fucilati all'alba da un plotone fascista della Muti, per ordine del capitano della Gestapo Theodor Saevecke.

Giulia, Presidente Onoraria dell'Anpi di Calvairate, ha ricevuto nel 2015 il diploma e la medaglia di partigiana da parte del Ministero della Difesa. Di quel terribile periodo vissuto durante la guerra e il fascismo Giulia disse:“Era una realtà che ci faceva sentire prigionieri, ma c’era in noi una gran voglia di vivere e di cambiare il mondo”. Era la stessa voglia di vivere e di cambiare il mondo per la quale tanti giovani e meno giovani hanno combattuto per tutti noi.

Ricordarsi di ricordare il Partigiano Ignazio Vian : nacque a Venezia il 9 febbraio 1917 in una famiglia legata agli amb...
24/08/2026

Ricordarsi di ricordare il Partigiano Ignazio Vian : nacque a Venezia il 9 febbraio 1917 in una famiglia legata agli ambienti cattolici. Dopo il diploma magistrale si trasferì a Roma, dove si iscrisse alla Facoltà di Magistero all'Università La Sapienza, prendendo parte al circolo locale della Fuci. Durante la Seconda guerra mondiale fu richiamato sotto le armi e, nel 1941, venne nominato sottotenente. Fu destinato alla Guardia di Frontiera a Boves, in provincia di Cuneo. All'annuncio dell'armistizio decise di opporsi all'occupazione tedesca, organizzando una formazione partigiana di circa 150 uomini. La sua attività lo portò a scontrarsi con le truppe nemiche, in particolare con il maggiore delle SS Joachim Peiper, che nel settembre del 1944 compì l’orribile strage di Boves. Nonostante la violenza dell'attacco Vian continuò la guerriglia con la sua formazione, che nel marzo del 1944 si unì al Primo Gruppo Divisioni Alpine sotto il comando di Enrico Martini “Mauri”, del quale divenne secondo. Il 19 aprile 1944, durante una missione a Torino, Vian fu arrestato dai nazifascisti. Detenuto e torturato ripetutamente per ottenere informazioni sui partigiani, non cedette mai. In carcere tentò il suicidio, tagliandosi le vene con un pezzo di vetro per paura, in un momento di debolezza, di rivelare segreti. Fu curato dai suoi carcerieri affinché potesse essere ucciso direttamente da loro. Il 22 luglio 1944 Vian fu impiccato in corso Vinzaglio a Torino insieme a Battista Bena, Felice Bricarello e Francesco Valentino. I loro corpi furono lasciati esposti per una settimana come monito alla popolazione. Prima di morire vergò col sangue su un muro della sua prigione: “meglio morire che tradire”.

Le parole di Vian insieme a quelle di altri 150 partigiane e partigiani condannati a morte è raccolta in "Qui soltanto il ca****re, l'idea non muore”. Link nel primo commento.

Onore al Partigiano Giorgio Neri combattente nella Lotta di Liberazione. Noi non ti dimenticheremo!Ora e Sempre Resisten...
24/08/2026

Onore al Partigiano Giorgio Neri combattente nella Lotta di Liberazione.
Noi non ti dimenticheremo!
Ora e Sempre
Resistenza !

Ric di ricordare il Partigiano Monti Guerrino, nome di battaglia “Leone”🇻🇳Guerrino Monti, «Leone», da Maria Monti; nato ...
24/08/2026

Ric di ricordare il Partigiano Monti Guerrino, nome di battaglia “Leone”
🇻🇳
Guerrino Monti, «Leone», da Maria Monti; nato il 24 agosto 1925 a Sasso Marconi; ivi residente nel 1943.
Militò nella brigata Oreste della div Garibaldi Pinan-Cichero e operò in provincia di Alessandria, nella zona appenninica tra Piemonte e Liguria. Cadde il 10 dicembre 1944 a Cabella Ligure (AL).
Gli è stata conferita la medaglia di bronzo alle memoria.
Riconosciuto Partigiano dall'1 giugno 1944 al 10 dicembre 1944.
🌹
(Resistenza)

Gratitudine e commozione per l’eroica Partigiana Ruza.🌹"Dopo essere stata rilasciata, il giorno seguente tornò a casa, m...
24/08/2026

Gratitudine e commozione per l’eroica Partigiana Ruza.
🌹
"Dopo essere stata rilasciata, il giorno seguente tornò a casa, ma un gruppo di fascisti la fermò a metà strada e la picchiò violentemente di nuovo.
Dopo essere stata colpita in fronte con il calcio della pi***la cadde a terra;
a quel punto i fascisti italiani la legarono attorno ad un albero, dopo di che uno di loro le cavò gli occhi con un pugnale."

La donna nella foto non ha gli occhi. Glieli hanno tolti i fascisti durante l’occupazione della Jugoslavia.

Ruža (o Roža) Hrelja nacque 17 ottobre 1911 nel piccolo villaggio di Hreljina vicino a Žminj, in Istria.
Cresciuta in una famiglia numerosa, prima della Seconda guerra mondiale si sposò una prima volta ed ebbe due figlie.
Poi p***e il marito durante il conflitto e si risposò con Vazmoslav Paškvalin Petrović, trasferendosi nel piccolo insediamento di Režanci.

Durante l’occupazione italiana dell’Istria, Ruža e la sua famiglia aiutarono attivamente i partigiani jugoslavi, fornendo rifugio e
approvvigionamenti.
Il 22 luglio 1944 un gruppo di fascisti italiani irruppe nella sua casa a Režanci sospettando il suo coinvolgimento con i movimenti di liberazione.
Arrestata e portata al presidio di Svetvinčenat, venne torturata durante l’interrogatorio ma non tradì la Resistenza.
Liberata il giorno successivo, Ruža fu aggredita nuovamente lungo la strada verso casa: picchiata e legata a un albero, fu barbaramente mutilata dai fascisti che le cavarono entrambi gli pocchi con un coltello.
Gravemente ferita, fu soccorsa dai vicini e trasferita prima all’ospedale partigiano di Skitača e poi al policlinico di Pola, dove rimase in cura per circa 70 giorni.

Nonostante fosse diventata cieca, Ruža non abbandonò la causa: continuò a sostenere la causa antifascista, aiutando partigiani col lavoro materiale (cuciva abiti) e con l’incoraggiamento morale.
Dopo la guerra fu tra le fondatrici dell’Associazione dei Ciechi di P**a, di cui fu vicepresidente, impegnandosi per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità.

Ruža Petrović morì il 24 agosto 1958. Alcune strade, piazze e parchi in diverse località dell’Istria portano il suo nome, e lungo la strada tra Svetvinčenat e Režanci è stato eretto un monumento nel luogo dove fu accecata.
(da un Matteo Bellegoni)

In memoria dei Partigiani Carlo Andreoni, Attilio Morini e Renato Ruffinatti. 🌹
23/08/2026

In memoria dei Partigiani Carlo Andreoni, Attilio Morini e Renato Ruffinatti. 🌹

Carlo Andreoni, Attilio Morini e Renato Ruffinatti. Partigiani di un’epoca da non dimenticareAndreoni dopo avere diretto L'Umanità, trascorse alcuni anni nella redazione di Risorgimento Socialista

Tutte e tre nati a Giaveno, tutti antifascisti e appartenenti a formazioni politiche di sinistra. Di loro rimane un flebile ricordo che con lo scorrere degli anni rimane su alcuni testi di storia locale. Il primo è Carlo Andreoni nacque a Giaveno nel 1901 e morì a Roma nel 1957. Fu politico e partigiano italiano. Già esponente del Partito Socialista Unitario, il 10 gennaio 1943 partecipa alla fondazione, a Milano, del Movimento di Unità Proletaria. Poi dal 23 agosto dello stesso anno dà vita con altri al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Successivamente, dal novembre 1943, guidò il movimento partigiano di Roma. Al quale collaborò attivamente con Aldo Finzi che, arrestato, fu fucilato alle Fosse Ardeatine. Dopo avere diretto nel 1948 L’Umanità, trascorse alcuni anni nella redazione di Risorgimento Socialista.

MORINI E RUFFINATTI

Il secondo è Attilio Morini nato a Giaveno nel 1904 e morto nel 1978. Eletto nelle file del Partito Socialista Italiano all’Assemblea Costituente, il 3 febbraio del 1947 aderisce alla neo formazione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, che darà vita al Partito Socialista Democratico Italiano. Il terzo è Renato Ruffinatti, indicato talvolta erroneamente come Renato Ruffinato. Nato a Giaveno nel 1925 e morte nell’eccidio di Coazze nel maggio del 1944, E’ medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Non era ancora diciottenne e non aveva obblighi militari quando, lasciato il suo lavoro, dopo l’armistizio, si unì ai partigiani della Divisione Autonoma “Sergio De Vitis”. Era attivo in Valsangone.

LA RESISTENZA

La sua resistenza nelle marce gli valse tra i compagni l’appellativo scherzoso di “gigante della montagna”. In effetti, il ragazzo; che conosceva molto bene la zona, fu di grande aiuto nei trasferimenti dalle basi di montagna alla pianura, quando occorreva aggirare i posti di blocco nazifascisti e mantenere i contatti con i vari gruppi di partigiani. Renato, dopo uno scontro cruento, fu catturato nel suo paese natale l’11 maggio 1944. Non rivelò la sua vera identità per evitare rappresaglie contro i suoi familiari. Prima di trucidarlo, i fascisti lo costrinsero a scavarsi la fossa.

Indirizzo

Via Roma 17
Pianoro
40065

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