Il Tavolo per la Pace Pianoro

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Un inquietante episodio durante la veglia di preghiera per la paceUn gruppo di Pax Christi è stato fermato dalla polizia...
14/04/2026

Un inquietante episodio durante la veglia di preghiera per la pace
Un gruppo di Pax Christi è stato fermato dalla polizia a Roma
Alcuni poliziotti hanno contestato - oltre allo striscione di Pax Christi - anche una maglietta con le parole dell'articolo 11 della Costituzione: «L'Italia ripudia la guerra». Il gruppo di pacifisti si stava recando dal Papa a San Pietro per pregare.
13 aprile 2026
Redazione PeaceLink
L'assemblea nazionale di Pax Christi a Roma dell'11 e 12 aprile 2026

Ieri a Roma, a margine dell'Assemblea nazionale di Pax Christi, un gruppo di aderenti è stati fermato mentre arrivava in piazza San Pietro. Gli attivisti, con lo striscione di Pax Christi dispiegato (vedere foto), si incamminavano per partecipare alla preghiera per la pace convocata da Papa Leone. I poliziotti li hanno visti e hanno negato l'accesso perché all'evento "si andava per pregare, non per fare politica". È stato contestato - oltre allo striscione dell'associazione e a una spilletta per la Palestina - l'abbigliamento: una maglietta di una attivista riportava il testo dell'articolo 11 della Costituzione. Quello che recita: «L'Italia ripudia la guerra». Sul retro c’era anche scritto: chi manda le armi ripudia la pace.
Un gesto di pace ostacolato, una Costituzione "scomoda" e uno striscione che viene fermato per ragioni di ordine pubblico. Questo il quadro di quanto accaduto ieri a Roma quando alcuni attivisti di questa Associazione (una quindicina) sono stati fermati dalle forze di polizia prima di entrare in piazza San Pietro. I membri dell'associazione cattolica pacifista si accingevano a partecipare alla preghiera per la pace indetta da Papa Leone XIV, un evento che ha richiamato fedeli e associazioni per invocare la fine dei conflitti armati in Iran, Ucraina, Libano, Sudan e in altri luoghi del Pianeta.Striscione di Pax Christi a Roma. Questo è lo striscione contestato dai poliziotti il 12 aprile 2026

Invece di poter raggiungere il luogo della preghiera, il gruppo si è ritrovato a dover giustificare il proprio messaggio di pace ai poliziotti che hanno avuto da ridire su quello che hanno percepito come un "intento politico". Secondo quanto raccontato direttamente dai protagonisti alla redazione di PeaceLink, gli agenti – quasi tutti molto giovani – hanno contestato innanzitutto uno striscione dell'associazione Pax Christi.

Ma l'elemento che più ha sorpreso e amareggiato i presenti è stata l’attenzione riservata a una semplice maglietta. Il capo di abbigliamento riportava infatti sul davanti il testo dell'articolo 11 della Costituzione Italiana, uno dei pilastri della nostra Carta Fondamentale: «L'Italia ripudia la guerra».

A rendere il capo "scomodo" agli occhi di poliziotti molto giovani è stato però il retro, dove si leggeva una frase che aggancia l’attualità bellica ai principi costituzionali: «Chi manda le armi ripudia la pace».La maglietta contestata a Roma dai poliziotti

Bisognava togliersi quella maglietta.
L’episodio di censura, di cui non è stato redatto il verbale, è paradossale proprio alla luce del contesto. Le attiviste e gli attivisti dovevano raggiungere il Papa che proprio in quelle ore lanciava un forte monito contro l’escalation bellica, definendo l’ora attuale come un “dramma della storia” e chiedendo ai potenti della Terra di fermarsi.

Mentre il Papa parlava contro «il delirio di onnipotenza che si fa sempre più imprevedibile», è incredibile che un presidio di polizia non si rendesse conto che con la contestazione di quella maglietta veniva messo in discussione proprio il diritto di citare la legge fondamentale dello Stato che è alla base del ripudio della guerra.

Tutto questo ci dice molto sullo stato dei tempi.La maglietta contestata dai poliziotti a Roma il 12 aprile 2026

Fermare dei cittadini per via dell’articolo 11 significa consegnare ai posteri la fotografia di una deriva: quella di agenti di polizia che forse hanno dimenticato di avere il dovere di difendere la Costituzione, non di metterla a tacere.

Quei giovani agenti, protagonisti di un fermo imbarazzante verso persone miti e pacifiche, forse con troppa distrazione hanno giurato fedeltà alla Costituzione. E forse non l'hanno neppure ben studiata prima di giurare con queste parole di rito:

"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell'interesse dell'amministrazione per il pubblico bene".

Rintracciate quei poliziotti e fate loro un corso accelerato di educazione civica!

24/03/2026
Giornata della Memoria del 27 e 30 gennaio 2026Amici e simpatizzanti del Tavolo per la Pace Pianoro Vi ricordo le due in...
26/01/2026

Giornata della Memoria del 27 e 30 gennaio 2026

Amici e simpatizzanti del Tavolo per la Pace Pianoro
Vi ricordo le due iniziative organizzate sul nostro territorio per ricordare la Giornata della Memoria e segnalate nel dettaglio nella mia mail del 18/1/26.
Più precisamente:
- 27 gennaio - proiezione del docu-film"MEMORIJAKO DROM (Tracce di Memoria), dedicato agli orrori dei campi di concentramento subiti dalle minoranze Sinti e Rom
L'evento si terrà presso il museo Arti e Mestieri di Pianoro dalle ore 20,30.
- 30 gennaio - iniziativa sulle donne deportate nei lager, con la testimonianza di un famigliare di Lina Baroncini, sopravvissuta al campo di Ravensbruck.
L'evento si terrà presso il Museo Arti e Mestieri di Pianoro alle ore 20,00 e, per l'occasione, verrà allestita anche una mostra dal titolo "Non era giusto non fare niente", la quale sarà visitabile per alcuni giorni.
In allegato si trasmettono i volantini dei due eventi.
Vi aspettamo numerosi
Paola Rodolfi

Senza parole
18/11/2025

Senza parole

31/10/2025

La pace è ciò di cui l’umanità ha più bisogno oggi. 🌍 Ognuno di noi può diventare un artigiano di pace, portando speranza e solidarietà nel quotidiano.

Ogni piccolo gesto conta, e insieme possiamo essere parte del cambiamento.

Tagga un/a amico/a e insieme invocate il dono della pace. 🕊️

23/10/2025

"Per contrastare l'immigrazione illegale, lo Stato italiano dà soldi alle istituzioni libiche, all'interno delle quali agiscono come è ormai noto anche trafficanti di esseri umani. Lo stesso Stato organizza e paga un volo di rientro in Libia per uno di quei trafficanti, prima che possa essere assicurato alla giustizia internazionale. I soldi puliti delle tasse dei cittadini italiani si sporcano di sangue. Finanziano reati contro le persone. Quando dei cittadini invece si organizzano per salvare vite, e raccolgono da altri cittadini le risorse per farlo, vengono accusati di violare la legge".

Così #𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶𝗖𝗶𝗼𝘁𝘁𝗶 a margine del processo che si è aperto ieri a Ragusa contro l'equipaggio della Mare Jonio della Ong Mediterranea Saving Humans.

Se entro il 2 novembre 2025 il governo non si esprimerà in senso contrario, 𝗶𝗹 𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮̀ 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗶𝗹 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗮𝗻𝗱𝘂𝗺 𝗱’𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗯𝗶𝗮 per il contenimento dell'immigrazione.
𝗔𝗹𝘁𝗿𝗶 𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗲, 𝘁𝗼𝗿𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗰𝗼𝗻 𝗹'𝗮𝘃𝗮𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶. 𝗜𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘁𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗯𝗮𝗿𝗿𝗮.

15/10/2025
Senza parole
15/10/2025

Senza parole

05/10/2025
03/10/2025

Indirizzo

Piazza Dei Martiri N° 1
Pianoro
40065

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